Roger Moore non ha solo dato vita nei suoi personaggi al gentiluomo disinvolto, a suo agio in ogni occasione e ricco di autoironia, ma lo è stato anche nella realtà. Solo in un caso ha ceduto
Roger Moore è uno di quei personaggi che mancano. Lo spirito tipicamente inglese, ciò che quelli bravi chiamano aplomb britannico, lo ha interpretato alla massima potenza.

Sempre elegante, ma non banale, mai sopra le righe, è stato anche amatissimo da coloro che hanno lavorato con lui, che si trattasse di maestranze o di colleghi attori.
Spirito British style
Un portatore sano di leggerezza intelligente, che non è vacuità, questo è stato Roger Moore. Quando ha raccolto il testimone per James Bond ha segnato una cesura. Meno muscolare, meno autocentrato, con quel sopracciglio alzato a voler dire “ragazzi, non prendiamoci sul serio”.
In una intervista in cui l’acuto giornalista gli domandava della sua tecnica recitativa, aspettandosi magari una risposta alla De Niro, Moore ha risposto da par suo. Il suo “metodo” era ricordare le battute cercando di non sbattere nei mobili di scena. Ed è per questo che è stato considerato da tutti nell’ambiente un perfetto compagno di lavoro. Sempre disponibile e gentile, si sforzava di gli altri a proprio agio. Maud Adams, che lo ha affiancato in L’uomo dalla pistola d’oro e Octopussy lo ha descritto come un vero gentiluomo, sempre premuroso e solidale. L’attrice apprezzava il suo senso dell’umorismo e la sua capacità di alleggerire l’atmosfera durante le lunghe e impegnative riprese.

Barbara Bach, che ha interpretato Anya Amasova in La spia che mi amava, si è associata all’opinione di Adams. Lo ha trovato un coprotagonista generoso, non accentratore, sempre disposto a sostenere i suoi colleghi attori. L’arguzia e l’umorismo di Moore hanno reso il lavoro con lui un’esperienza piacevole. Michael Caine, grande amico di Moore, lo apprezzava non solo come collega, ma come essere umano che si dedicava ad opere di beneficenza, una persona che che si preoccupava profondamente degli altri. Tra i villain dei film, Christopher Lee, Francisco Scaramanga in L’uomo dalla pistola d’oro, ha apprezzato l’approccio di Moore al ruolo di Bond, più leggero e ricco di humor rispetto ai suoi predecessori. Lee trovava che fosse un piacere lavorare con Moore.
Insopportabile
Nella sua lunghissima carriera, Moore non ha mai espresso opinioni che non fossero lusinghiere o quantomeno comprensive nei confronti dei suoi colleghi. Un raro dono. Ma in un caso ha ceduto, quando uno degli attori che lo affiancavano ha messo a dura prova la sua resistenza, riuscendo a farlo sentire a disagio. Tutto è accaduto durante le riprese de L’uomo dalla pistola d’oro. Uno dei personaggi più amati di quell’episodio della saga di Bond era Nick Nack, il maggiordomo di Scaramanga, affetto da microsomia. Sempre raffinato e distinto per via del suo ruolo, è però spietato quanto il suo datore di lavoro. Usa la sua caratteristica fisica per sorprendere ed avere la meglio sui nemici. Questa la fiction.
L’attore che gli ha dato vita era Hervé Villechaize, nato in Francia e stabilitosi negli Stati Uniti. I rapporti tra Moore e Villachaize sul set non furono idilliaci. Come rivelò l’ex Bond in una apparizione al Southbank Centre di Londra nel 2016, Villachaize, era, testuali parole di Moore un “sex maniac” con un “unnatural lust for ladies”.
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L’attore francese si vantava sul set delle sue imprese sessuali, dicendo di essere andato a letto con 35 donne durante la produzione del film in Estremo Oriente, molte delle quali prostitute. Secondo Moore non era esattamente così. Villechaize pagava per questi incontri, ma accadeva anche che alcune donne lo rifiutassero nonostante la promessa di denaro. Pare che Hervé, durante le riprese del film, fosse un assiduo frequentatore dei girly club di Hong Kong. Negli anni Settanta, questi locali fornivano intrattenimento per adulti, in un ambiente non troppo raccomandabile. Moore non approvava questa forma di divertimento e faticava a mantenere un atteggiamento distaccato nei confronti del collega francese. Villachaize era solito, per richiamare l’attenzione, toccare le persone, cosa che irritava Roger Moore che gli diceva: “Don’t touch me. You are diseased,” non riferendosi alla sua condizione fisica, ma al suo comportamento nei confronti delle donne. Villachaize trasse da quel film molta popolarità ed in virtù di ciò ottenne un ruolo nello show televisivo Fantasy Island al fianco di Ricardo Montalban. Ma anche qui diede del filo da torcere ad attori e produttori. Il suo comportamento molesto, le continue avances nei confronti delle donne presenti sul set e le richieste di denaro (voleva avere gli stessi emolumenti di Montalban) costrinsero la produzione a licenziarlo. Una parabola, quella di Villachaize, che si concluse nel peggiore dei modi. Si uccise a cinquant’anni nella sua casa a North Hollywood.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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