Certi film sono perfetti, sceneggiatura, regia e personaggi. Il buono, il brutto e il cattivo è uno di questi
Sergio Leone difficilmente avrebbe pensato che la sua idea del West avrebbe rivaleggiato con quella classica di Hollywood.

Anche la scelta dei personaggi, un po’ pensata e un po’ per caso è stata la carta vincente della trilogia del dollaro.
Sequel? Reboot? No, grazie
Il cinema a corto di idee si appoggia su storie consolidate nel tentativo di ottenere successi con poco impegno creativo. A volte funziona, ma il più delle volte al termine del film il commento è “chi me l’ha fatto fare”.
L’operazione è già discutibile in sé, ma quando si tratta di fare sequel di pellicole che hanno già qualche anno alle spalle, la vicenda si complica. I protagonisti, che magari abbiamo conosciuto nel pieno vigore della gioventù, si sono tramutati in, seppur giovanili, signore e signori di una certa età, assolutamente poco credibili nel rivestire gli stessi ruoli.
Ma questo non serve a scoraggiare coloro che da queste operazione nostalgia pensano di ottenere considerevoli introiti.
Scott Eastwood, figlio del leggendario Clint, ha rivelato di essere stato contattato più volte per interpretare il ruolo del monoespressivo padre per un eventuale sequel de Il buono, il brutto e il cattivo. Il ragazzo, molto intelligentemente, ha sempre declinato l’offerta. Decidere autonomamente di andarsi a ficcare in una trappola, tra confronto con l’augusto genitore e con un film mito sarebbe da suicidi.
Ma anche gli originali produttori di questa idea avessero incassato l’ok di Eastwood figlio, come avrebbero fatto con Eli Wallach e Lee Van Cleef?
Sentenza
Non possiamo sapere come sarebbe stato il film con protagonisti diversi, sono quelle domande, quelle ipotesi che lasciano il tempo che trovano, un mero pour parler, un modo per spaccare il capello in quattro senza costrutto alcuno. E se la scelta di Clint Eastwood da parte di Leone fu dettata dalla necessità di trovare un attore che non costasse quanto Henry Fonda o James Coburn, per Van Cleef non ebbe dubbi.

Quando fu chiamato per il ruolo in Per qualche dollaro in più, la carriera dell’attore non era al suo massimo. Era stato diretto da grandi registi, aveva partecipato a film importanti, ma nessuno che gli avesse regalato grande successo.
Sergio Leone gli diede modo di rivelare la sua versatilità di attore. Se in Per qualche dollaro in più è un eroe romantico, ne Il buono, il brutto e il cattivo è uno spietato assassino.
«Sapevo che Van Cleef aveva già interpretato un ruolo romantico in Per qualche dollaro in più. L’idea di fargli interpretare un personaggio che fosse l’opposto di quello mi intrigava.»
Diversamente dalla sua apparenza cinematografica, Van Cleef era un uomo mite e di alti principi. Combatté durante la Seconda Guerra Mondiale e fu anche più volte decorato.
Marinaio Van Cleef
Si arruolò in Marina dopo il diploma, nel 1942. Dopo l’addestramento come operatore sonar venne assegnato prima al cacciasommergibili USS SC-681 dove trascorse 10 mesi alla ricerca di U-Boot tedeschi e poi alla dragamine Increbible.

Durante l’invasione della Francia, l’Incredible fu pesantemente attaccata dai tedeschi. Per il suo comportamento in quell’occasione il futuro Sentenza fu insignito della medaglia di bronzo.
Il dragamine, verso la fine della guerra, fu inviato a Sebastopoli per rimuovere le mine nel Mar Nero. Van Cleef fu congedato nel 1946 con tutti gli onori.
Dalle navi ai cavalli del western il passo non fu agevole. Il marinaio decorato, che aveva combattuto in condizioni estreme sui sommergibili, aveva paura dei cavalli, tanto che gli venne assegnato un cavallo addestrato che faceva tutto da solo. E questa è la magia del cinema.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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