Due giganti del cinema e due caratteri coriacei. La loro amicizia fu messa a dura prova da un film.
Non si diventa miti del cinema senza un minimo di carattere e se cโรจ qualcosa di cui Bruce Lee e Steve McQueen non difettavano era proprio quello.

Secondo alcuni, avere carattere รจ sinonimo di โbruttoโ carattere e questo, prove alla mano era sicuramente vero per quanto riguarda il protagonista di Bullit, protagonista di faide con molti attori.
Bruce Lee e Steve McQueen: nemici/amici
Quando si conobbero, a metร degli anni Sessanta, Bruce Lee era ancora un istruttore di arti marziali con lโambizione di diventare una star, mentre Steve McQueen era giร attore affermato con ego smisurato.
Lee, mentre allenava attori famosi e faceva consulenze su vari set per rendere credibili le coreografie di protagonisti digiuni di arti marziali, coltivava il sogno di diventare un giorno lui la star. Nella Hollywood razzista del tempo, perรฒ, riusciva a rimediare solo parti di contorno, quelli del fedele assistente/servitore di qualche eroe e/o similari (vedi The Green Hornet).
Ben presto gli era venuto chiaro che se voleva sfondare nel cinema, il ruolo giusto avrebbe dovuto scriverselo da solo.
The Silent Flute
Alla fine degli anni Sessanta Lee poteva contare su un certo numero di amici allโinterno dellโempireo hollywoodiano, o perlomeno era quello che pensava. Nel 1969 ebbe lโidea per un film che si sarebbe dovuto intitolare The Silent Flute. La storia narrava il viaggio di un artista marziale di nome Cord alla ricerca di un libro che racchiudeva una sorta di rivelazione, unโepifania, in cui le arti marziali erano viste dal punto di vista filosofico. Per sรฉ stesso il Dragone non aveva pensato il ruolo del protagonista, ma avrebbe interpretato le figure dei vari mentori che accompagnavano il protagonista al raggiungimento dello scopo.
Per il ruolo di Cord aveva in mente Steve McQueen. I due erano amici, quindi Lee era abbastanza certo che Steve avrebbe accettato di buon grado. Aveva perรฒ sottovalutato il โcarattereโ del suo amico/rivale. Lungi dallโessere lusingato dallโofferta di Lee, Steve rifiutรฒ sdegnato, accompagnando il diniego dicendo che lui non era “in the business of making other people stars”. Riteneva che Lee stesse cercando di usare la sua celebritร per lanciare la propria carriera cinematografica. Una frase perfettamente in linea con il personaggio che avrebbe contato le battute a co-star come Paul Newman e Yul Brynner per non averne una di meno, che avrebbe lottato per ogni inquadratura, che in sostanza voleva avere sempre lโultima parola su tutto. Inutile dire che il Dragone non la prese bene, ma la sua reazione fu costruttiva e non distruttiva, alimentรฒ ancora di piรน la sua ambizione, maturando la decisione di diventare una star piรน grande di McQueen. Non abbandonรฒ il progetto e cominciรฒ a considerare altri attori per il ruolo di Cord. Paul Newman fu uno di questi, ma alla fine decise per James Coburn, che tra le altre cose era anche uno dei suoi allievi, quello che considerava il migliore. Tuttavia, il progetto, cosรฌ come lo aveva immaginato, non vide mai la luce. Ebbe difficoltร nel reperire i fondi, alle major non piaceva il soggetto che vedeva contrapposti i valori dellโoccidente con quelli orientali, piรน filosofici. Nellโimpossibilitร di superate questa impasse, Lee decise di lasciare Hollywood e di scrivere e produrre i suoi film a Hong Kong, dove sarebbe diventato la leggenda che ancora oggi ammiriamo.
Ti piace Boomerissimo? Sostienilo con una piccola donazione a questo link
Qualche anno dopo la sua morte prematura, un film basato sullโidea del Dragone venne effettivamente realizzato con il titolo The Circle of Iron. Il ruolo che sarebbe dovuto essere di McQueen fu affidato a Jeff Cooper e quello di Lee a David Carradine. La pellicola fu un flop su tutta la linea, sia di pubblico che di critica. Del soggetto originale era rimasto davvero poco.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


Rispondi