Niente coltelli, pistole, asce o similari. La morte, Ted Kaczynski, la faceva arrivare per posta.
Qui, su Boomerissimo, abbiamo raccontato, esaminato, per quanto possibile, le azioni di alcuni famosi serial killer.

C’è chi uccide per far tornare in vita la madre, chi perché gode del dolore altrui, per odio verso le donne, per soddisfare la propria sete di potere. Una categoria di assassini tanto variegata quanto difficile da scoprire. Come abbiamo osservato, queste menti manipolatorie si costruiscono una vita di facciata così ordinaria, da nascondersi in piena vista.
Generalizzazioni
A tutti piacerebbe trovare segni incontrovertibili che rivelino che la persona che abbiamo di fronte è un assassino seriale. Non è così, la fisiognomica non aiuta e neanche essere in possesso di abilità sociali. Anche il quoziente intellettivo non è dirimente. Leggende metropolitane quelle che riconoscono ai serial killer alti quozienti intellettivi, genialità o similari. Astuzia, quello sì ed anche l’abitudine ad uccidere. In genere i primi omicidi sono quelli peggio eseguiti, ma, man mano che progrediscono nella loro opera, questi personaggi migliorano in scaltrezza e, per così dire, “ci prendono la mano”. Sanno chi scegliere, quando e come colpire indisturbati al riparo da occhi indiscreti.
Poter uccidere in libertà è il fine ultimo della messa in scena, poter godere guardando la vita che abbandona i corpi delle vittime, essere gli artefici del loro ultimo respiro. Impossibile pensare che Ed Gein, Ted Bundy o John Wayne Gacy avrebbero potuto gioire delle loro azioni senza un contatto ravvicinato con coloro che uccidevano. Ma ci sono killer che le loro vittime non le hanno mai neanche conosciute.
Ted Kaczynski
Non è un nome noto, tantomeno facile da pronunciare, l’appellativo datogli dai media forse accenderà una luce nella mente di chi legge: Unabomber. Theodore Kaczynski è figlio di immigrati polacchi e sin da piccolo mostra un’intelligenza decisamente superiore alla media. Una intelligenza che però non è accompagnata da un carattere solare. Non ha amici Ted, spesso si isola, nonostante sua madre faccia di tutto per aiutarlo, invitando a casa bambini della sua età. Uno sforzo inutile, Ted non diventerà più aperto, anzi svilupperà risentimento nei confronti della madre e di tutta la sua famiglia. Ma la mente, l’intelletto è eccelso, a sedici anni viene ammesso ad Harvard.

Ed è proprio nella prestigiosa università che succede qualcosa che molti hanno letto come l’innesco verso la catastrofe. A diciassette anni partecipa volontariamente ad un esperimento con il dottor Henry A. Murray. Lui e gli altri partecipanti pensano di dare una mano alla ricerca e nel contempo tirano su qualche soldo. L’illustre psicologo sta conducendo una serie di test che oggi non sarebbero permessi. Gli studenti sono sottoposti a test psicologicamente stressanti e abusivi. I partecipanti vengono sottoposti a intensi abusi verbali, attacchi personali volti a distruggerne l’ego. Oggetto dell’esperimento è studiare come gli individui reagiscono allo stress estremo e agli interrogatori. Quello che i ragazzi non sanno è che le sessioni vengono registrate. In molti casi le “cavie” pensano di partecipare ad una semplice discussione e non ad un trial. Ci sono prove che suggeriscono che la ricerca condotta da Murray ad Harvard sia collegata al progetto MKUltra della CIA. Il progetto intende sviluppare tecniche di controllo mentale da utilizzare nell’ambito della Guerra Fredda. MKUltra ha testato anche l’uso di droghe allucinogene e manipolazione psicologica, per studiare e potenzialmente controllare il comportamento umano.
L’esperienza è devastante per Ted, andando ad agire sulla sua già fragile personalità, esacerbando il suo senso di alienazione.
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Ad ogni modo si laurea in matematica diventando il più giovane professore dell’Università di Berkeley. Un uomo arrivato. Invece no. Dopo soli tre anni lascia tutto per vivere una vita da eremita in una casa di legno di soli undici metri quadri nei boschi del Montana. Vive isolato, senza acqua corrente ed elettricità. Vive di caccia e di ciò che coltiva. Da lì inizia la sua nemesi contro la tecnologia e il mondo moderno. E’ uno scienziato brillante, costruisce bombe con quello che trova, non compra i componenti. Sono ottimi ordigni, irrintracciabili. Usa i guanti per costruirle e pulisce tutto accuratamente. La vendetta parte e ha la forma di un innocuo pacchetto consegnato dall’ignaro postino. Il primo viene consegnato nel 1978. L’ultimo nel 1995, diciassette anni, tre morti e ventitré feriti dopo.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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