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Ted Bundy

Ted Bundy ultima intervista: esce il vero colpevole

Ci si aspetta che negli ultimi momenti di vita si rifletta, cercando di porre rimedio ai propri errori. Anche Ted Bundy lo ha fatto, ma a suo modo.

Non so se sia un mal costume o una forma di pietร , ma in presenza di defunti o persone in procinto di diventarlo, crimini e misfatti vengono dimenticati. La morte funziona da sanatoria, tutto ciรฒ che รจ fatto รจ andato e pace sia.

Ted Bundy
Ted Bundy e il suo ultimo tentativo – Boomerissimo.it

Davanti alla malvagitร  divenuta inoffensiva, per etร , condizione, malattia si tende a dare un colpo di spugna. Si vede solo quello che si ha davanti, un essere alla fine, inerme davanti ad un ignoto, al buio. Non credo si possa parlare di perdono, in realtร  non lo so. Il perdono รจ una conquista per chi lo concede, non per chi lo ottiene. Ricordo una mia zia, fervente cattolica, di quelle arcigne e cattive, che ripeteva a tutti come un mantra “Io perdono, ma non dimentico”, un’affermazione che ho sempre sentito come una promessa di vendetta. Non avendo il dono, anzi la facile consolazione della fede non posso testimoniare. Non ho mai rincorso il perdono che a tratti vedo come un’affermazione di superioritร  da parte di chi lo elargisce, ma ho fede nell’oblio, nella mia poca memoria. Certe offese diventano meno importanti e/o dolorose con il tempo, le persone “colpevoli” finiscono nel pozzo nero del “non ricordo”, nomi e volti perdono tratti. Questo forse รจ il perdono.

Ted Bundy

I serial killer in genere non chiedono perdono. Psicopatici, sociopatici e antiempatici, non avvertono il dovere di giustificare il loro operato, perchรฉ non sentono di aver commesso atti ingiustificabili.

Bundy
Ted Bundy prima di un’udienza nel 1979 (By / State Archives of Florida, Florida Memory, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6701637) – Boomerissimo.it

La loro percezione si ferma all’Io, gli altri sono un mezzo per raggiungere il piacere, qualunque esso sia. E se il destino vuole che vengano presi, fermati, la loro battaglia รจ sempre per smarcarsi dal giudizio di una societร  i cui valori non riconoscono. La domanda che i giudici si pongono รจ se questi personaggi siano in grado di discernere il bene dal male, se pur sapendo che stavano per mettere in atto qualcosa di incredibilmente violento, avrebbero potuto fermarsi. E’ questa materia per professionisti. Ma coloro che cercano di negare, usano strategie per sfuggire, non essere riconosciuti, hanno una idea precisa di stare agendo per il proprio bene e per il male altrui. Ted Bundy รจ uno di questi. Per tutto il processo si รจ esibito come un perfetto performer. Ha lustrato il suo fascino, il suo aspetto da ragazzo colto, con lessico adeguato e qualche coup de thรฉรขtre per mettere al tappeto giudice, pubblico e giuria. Ma stavolta non era sul suo terreno. Non aveva il controllo delle variabili, le vittime superstiti, l’impronta dei suoi denti sui cadaveri delle ragazze sono state piรน eloquenti. E mentre il pubblico ministero, dettaglio dopo dettaglio, delineava il mostro che non solo uccideva le sue vittime, le decapitava, ne occultava i corpi per poter tornare a “trovarli” e servirsene, lui esibiva il suo sorriso migliore, sempre smagliante ma che diventava, testimonianza dopo testimonianza, sempre piรน sinistro ed agghiacciante. Morte. Queste le parole pronunciate dal giudice Edward Cowart il 24 luglio del 1979: ย 

“It is further ordered that on such scheduled date that you’ll be put to death by a current of electricity, sufficient to cause your immediate death, and such current of electricity shall continue to pass through your body until you are dead”

L’ultima intervista

Bundy ha negato fin quasi all’ultimo di aver commesso gli omicidi. Quando il tic-tac del conto alla rovescia si stava assottigliando, ha pensato che rivelando dove aveva sepolto alcune delle sue vittime mai ritrovate si sarebbe guadagnato la commutazione della pena di morte in ergastolo. Cosรฌ non fu, perchรฉ la legge prevede che il condannato ammetta tutti i suoi omicidi e faccia ritrovare tutte le vittime. Bundy era troppo egocentrico, troppo orgoglioso di quello che aveva fatto. O forse pensava che se la sarebbe cavata in qualche altro modo fantasioso dei suoi e quei corpi, quei poveri resti, in fondo sarebbero rimasti lรฌ per lui. Un ultimo tentativo lo fece per evitare Old Sparky. Non era stupido Bundy, doveva aver riflettuto a lungo, il tempo non gli mancava nel braccio della morte, sul da farsi.

L’ultima intervista – Boomerissimo.it

Alla vigilia della sua esecuzione, con centinaia di reporter affermati che avrebbero dato il braccio destro per intervistarlo, lui chiese di poter parlare con James Dobson. Dobson era un medico psichiatra, fervente cristiano che aveva fondato l’organizzazione Focus on the family, una congregazione religiosa che metteva al centro la famiglia tradizionale e i suoi valori. In quegli anni il dottor Dobson era impegnato in una battaglia dura contro la pornografia che vedeva come l’origine di molti mali e ne parlava diffusamente nelle sue trasmissioni radio. Bundy colse la palla al balzo. Dato che, nel momento in cui, tardivamente, aveva ammesso i suoi omicidi, aveva dato la colpa del suo essere diventato assassino al facile accesso alla pornografia, pensรฒ che Dobson fosse la persona che facesse al caso suo, che potesse essere il giusto amplificatore per dire al mondo: Ehi, non รจ colpa mia, ma della pornografia, lo dice anche lui! Nel corso di tutta l’intervista, Bundy ha eluso le domande dirette mettendo il focus sulla pornografia come male assoluto. Lui, cresciuto in una famiglia perfetta, cristiana, osservante, con genitori che si occupavano di lui, era stato traviato dapprima giovanissimo dal soft porn che si poteva trovare nelle riviste del negozio sotto casa e poi, piรน’ grande, dalle riviste hard core che trovava di nascosto dove la gente le buttava. Una narrazione perlomeno fantasiosa, considerando che la descrizione fornita da Bundy della sua infanzia era totalmente inventata. Figlio illegittimo della madre, probabilmente frutto di un incesto da parte del nonno violento e razzista, il giovane Ted non ci mise molto ad entrare in contatto una realtร  violenta e deviata.

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Il gioco questa volta non gli riusci’. Il pubblico non fu affatto intenerito e\o affascinato da parole, opere e omissioni del killer che barattava un peccato veniale (la pornografia), con molti mortali (gli omicidi). Nessuno gli credette, se non Dobson, o forse finse. Le parole di Bundy servivano a suffragare la sua tesi e tanto bastava, do ut des. Old Sparky dopo qualche ora avrebbe messo fine a tutto.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ 

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Comments (

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