Non esistono solo Ted Bundy e Ed Gein, la mente dei serial killer italiani è un labirinto altrettanto oscuro.
Nel corso della storia italiana assassini invisibili hanno lasciato un’impronta indelebile. I serial killer italiani, con i loro nomi che hanno terrorizzato il paese, continuano a essere un argomento che affascina e spaventa allo stesso tempo.

Dalle storie di famigerati assassini come il Mostro di Firenze, ai serial killer meno conosciuti che hanno terrorizzato le loro vittime nelle periferie delle città, raccontare la vita di questi personaggi è come fare un viaggio inquietante, oscuro e insondabile nella normalità del male.
I serial killer italiani
I serial killer italiani hanno una lunga e oscura storia che affonda le radici nel passato. I loro crimini sono stati spietati e spesso sadici. E se il loro modus operandi varia, sono tutti accomunati da un aspetto: la mancanza di empatia e il desiderio di infliggere sofferenza. Questi assassini spesso operano nell’ombra, lasciando dietro di sé un sentiero di morte e distruzione.
La storia dei serial killer italiani viene da lontano. Che siano stati mossi da sete di potere e controllo, da perversioni sessuali o da rabbia repressa il risultato è stato il medesimo, l’assassinio di persone innocenti.
Prendiamo ad esempio Giulia Tofana. Vissuta nel XVII secolo, si può definire una “figlia d’arte”. Sua madre, infatti, fu giustiziata nel 1633 per aver avvelenato il marito. Giulia è una serial killer del genere che si potrebbe definire “missionario”. Tofana infatti aveva una missione, liberare le donne che si sentivano oppresse da matrimoni sbagliati. In mancanza del divorzio, l’unica alternativa era il veleno.
Giulia aveva inventato una mistura che vendeva a coloro che volevano liberarsi dai mariti, mistura che aveva anche un nome rassicurante, acqua tofana. Fu l’eccesso di zelo di una cliente che la fece scoprire. Invece di usare l’acqua nelle dosi consigliate, la signora, nella fretta di liberarsi dal consorte, usò l’intera boccetta.
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In tempi più recenti ha operato Leonarda Cianciulli. La signora Cianciulli, detta anche la saponificatrice di Correggio, aveva delle difficoltà di tipo psichico. Convinta di essere stata maledetta dalla madre, rafforzata in questa sua ossessione dalle previsioni di una maga che le predisse la morte prematura dei suoi figli, sviluppò un attaccamento morboso verso i superstiti, che sentiva di dover proteggere ad ogni costo.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, terrorizzata all’idea che uno dei figli potesse essere richiamato al fronte, maturò la decisione di fare sacrifici umani per salvargli la vita. Le vittime prescelte furono tre donne sole: Ermelinda Faustina Setti, Francesca Clementina Soavi e Virginia Cacioppo.
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Una volta uccise, Cianciulli ne faceva sparire i corpi facendoli bollire e trasformandoli in saponette che regalava ad amici e conoscenti. Altre parti venivano usate per fare dolci. Scoperta e processata, finì i suoi giorni in manicomio criminale nel 1970. Il suo passatempo negli anni di prigionia? Preparare dolci, che però nessuno aveva il coraggio di assaggiare.
I casi irrisolti
Nonostante gli sforzi delle autorità, ci sono ancora casi irrisolti di serial killer italiani che rimangono aperti. Questi casi gettano ombre di mistero sulle comunità coinvolte e creano un senso di insicurezza diffusa. Dal caso del “Mostro di Genova” al “Killer delle prostitute”, al più famoso “Mostro di Firenze” che molti non credono sia stato Pietro Pacciani, questi assassini sfuggono ancora alla giustizia, lasciando dietro di sé famiglie distrutte e una società in cerca di risposte.

Di questi serial killer abbiamo letto e visto molto. Chi è appassionato della materia ha rivissuto le loro imprese omicide, leggendo libri, guardando film e documentari. E continuando a chiedersi come sia stato possibile infliggere tanta sofferenza a persone innocenti. Quale parte ha avuto la follia, quale la semplice malvagità? Noi non siamo medici legali, né psichiatri criminali. Possiamo solo raccontare queste storie, e continuare a porci domande.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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