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La settimana enigmistica storia

La Settimana Enigmistica: la sua storia è anche la nostra

Non c’è spiaggia senza qualcuno che faccia un cruciverba. E quando si parla di incroci di parole l’unica testata che venga in mente è lei, la mitica Settimana

L’estate è il momento del disimpegno, della noia, o meglio della noia incanalata. Ognuno passa il tempo come meglio crede.

La settimana enigmistica storia
La settimana enigmistica – Boomerissimo.it

Un libro, una serie tv, quelli che hanno talento dipingono, disegnano. Poi c’è anche qualcuno che medita di non tornare più al lavoro, con più o meno successo.

Cruciverba

Il tardo pomeriggio, in casa mia, era il momento in cui, esauriti i compiti obbligatori di ognuno, c’era il tempo della noia.

Settimana enigmistica
Una gita a… – Boomerissimo.it

Mamma aveva finito di fare i mestieri e non era ancora tempo di preparare la cena, rigorosamente approntata sul momento, mio padre era tornato dal lavoro, aveva smesso la divisa e leggeva il giornale, mia zia piccola aveva finito di correggere i compiti con il matitone rosso da una parte e blu dall’altra. Noi piccole, finiti i compiti, giocavamo, a basso impatto di decibel, perché il nonno non amava la confusione. Il suo modo per ottenere silenzio era strillare più forte degli altri. Un esempio di democrazia. Già, il nonno. Nonno era detentore di alcuni privilegi che derivavano dal suo lignaggio (era barone decaduto, ma non c’entra). Era un uomo con piglio e autorità e, quando e con chi voleva, simpatico e divertente. Amava raccontare barzellette e sapeva farlo, un’abilità che aveva sviluppato negli anni in cui lavorava come agente di commercio. Uno dei suoi privilegi era quello di scegliere per primo cosa fare sulla Settimana Enigmistica. La gerarchia era precisa. Lui faceva la Pista Cifrata come prima cosa, con il suo tratto preciso e regolare, Una gita a…, e gli ultimi tre cruciverba a schema libero, i “puzzoli”, come li chiamava. Un giorno, a casa venne a trovarci una zia con prole. Una delle bimbe osò, senza chiedere il permesso, portare a termine la pista cifrata. Quando il nonno se ne accorse, fu un tutt’uno saltare in piedi dalla sedia, che spostata di furia cadde con un rumore sordo e fulminare con occhi di bragia mia cugina e sua madre. Ci fu poi una folla di donne, mamma e zie varie ad arginare la furia dell’uomo a cui era stato sottratto l’amato passatempo.Mio nonno ammetteva l’aiuto di qualcuno solo per l’ultimo cruciverba, quello di Bartezzaghi padre. L’eletta a questo compito era la zia piccola.

Cruciverba
Sempre un passo indietro – Boomerissimo.it

La regola per fare il cruciverba era: usare la penna e non la matita, perché l’errore doveva essere visibile, non controllare su enciclopedie e similari. Il primo che in famiglia lo finiva, lo comunicava ai parenti lontani ma uniti nella sfida.

Quando lui aveva finito, gli altri potevano prendere la Settimana Enigmistica e fare ciò che rimaneva. Mio padre, che aveva una vista perfetta, faceva Aguzzate la vista, gli piacevano anche le Parole crociate crittografate, mia zia si lanciava nel Bersaglio e nel Corvo Parlante, mia sorella nei Quesiti con la Susi e nei rebus. Io guardavo tutti, provavo tutto e sbagliavo molto.

La rivista che vanta innumerevoli tentativi di imitazione

La prendo ancora la Settimana Enigmistica, anche se non tutte le settimane. Mi piace guardarla, averla in mano, forse perché sostanzialmente è rimasta quella di allora.

fondatore Settimana Enigmistica
Giorgio Sisini (Wikimedia commons) – Boomerissimo.it

La rivista la fonda nel 1932 il Cavaliere del Lavoro, Grande Ufficiale, Dottor Ingegnere, nonché Conte di Sant’Andrea Giorgio Sisini di Sorso, un paese della provincia di Sassari, possessore di numerosi tenimenti in Romangia. Per un po’ il rampollo della nobile famiglia fa lo scapestrato utilizzando le risorse nobiliari. Ma il padre non è disposto a foraggiarlo e lo manda a lavorare alla Magneti Marelli. Laureatosi a Liegi, il conte nel 1930 decide di trasferirsi a Milano. Qui incontra e si innamora di una nobildonna austriaca, Idell Breitenfeld. Ancora una volta entra in scena il padre, che al colmo della disapprovazione gli toglie qualsivoglia finanziamento. Idell ha portato da Vienna un giornaletto di enigmistica, Das Raetsel. Da qualche tempo si sono diffuse questo tipo di pubblicazioni sulla scia del Sunday Express. Su quel giornale viene pubblicato un gioco alquanto nuovo, proposto dal giornalista Arthur Wynne, il word cross puzzle. All’inizio si tratta di un insieme di caselle che vanno riempite risolvendo definizioni alquanto vaghe, ma è solo il principio. In verità, un primo abbozzo di parole crociate aveva già visto la luce il 14 settembre 1890 a mano di Giuseppe Airoldi, sul numero 50 de Il Secolo Illustrato della Domenica, una rivista edita da Edoardo Sonzogno. Si trattava di una griglia 4×4 priva delle caselle nere.

Spritz
Il mio personale aiutante – Boomerissimo.it

Sisini è privo di mezzi a questo punto, ma ha un’intuizione, vuole fondare una rivista di enigmistica. Mette insieme i soldi che la sorella gli manda di nascosto, vende proprietà ed oggetti di valore e nel 1932 esce la Settimana Enigmistica. La prima redazione è la casa dove abitano Sisini e Idell, nel frattempo diventata sua moglie, in via Enrico Noë a Milano. Da allora poche cose sono cambiate, i colori della prima pagina si alternano (blu, verde e rosso), così come la posizione della fotografia del personaggio di copertina che ruota in senso orario. Da quel lontano 1932 la “Settimana” è uscita ininterrottamente, salvo nel 1943 e nel 1945 per cause di forza maggiore. Fedele a sé stessa, la rivista ha respinto sempre l’assedio della pubblicità, che non è mai comparsa tra le sue pagine. Sisini è rimasto a lungo non solo direttore, ma anche unico redattore del mitico settimanale. Quando muore, nel 1972, nel cassetto della sua scrivania, alla redazione in Piazza Cinque Giornate, c’è ancora il primo numero della sua creazione, con la dedica alla sua musa ispiratrice, sua moglie Ida: Das erster Heft zu meine liebe Ida. Nel frattempo io ho fatto un upgrade, l’ultimo cruciverba è mio, ci sono voluti solo cinquant’anni.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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