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Warren Beatty e Muhammad Ali

Warren Beatty e Muhammad Ali: amici amici ma il film poteva attendere

La storia di un’amicizia vera e di una collaborazione mancata. Ma il film, comunque, Warren Beatty l’ha fatto lo stesso.

C’è chi lo ricorda in Bonnie e Clyde, chi per film impegnati come Reds e chi per il fumettoso Dick Tracy e la coeva liaison con la popstar Madonna, chi per essere il fratello minore dell’immensa Shirley MacLaine.

Warren Beatty e Muhammad Ali
Il no di Muhammad Ali – Boomerissimo.it

Warren Beatty è riconosciuto come uno degli attori e registi più influenti di Hollywood.

Playboy

E’ anche ricordato come un uomo che piaceva alle donne e che sapeva bene di avere fascino. Negli anni si è guadagnato la fama di playboy, tra le donne che si sono accompagnate a questo affascinante attore con gli occhi blu ci sono parecchie celebrities: Joan Collins, Cher, Julie Christie, Diane Keaton, e la già citata Madonna. A proposito di playboy, la leggenda narra che alcuni attori di Hollywood, tra cui Beatty avessero accesso continuo alla Playboy Mansion attraverso una rete di tunnel che collegavano direttamente le loro case a quella di Hefner.

Warren Beatty piacione – Boomerissimo.it

Ha poi capitolato ormai maturo cinquantacinquenne arrendendosi alla collega Annette Bening, di vent’anni più giovane.  In questi anni ha fatto di tutto per far dimenticare la fama (meritata?) di uomo “vain” protagonista, per sua stessa ammissione della canzone celeberrima di Carly Simon, offrendo di sé stesso l’immagine di marito fedele e padre amorevole.

Warren Beatty e Muhammad Ali
Il Paradiso può attendere, titoli di testa senza Muhammad Alì

Ma se come fidanzato ha lasciato una scia di cuori infranti, come amico si è comportato meglio, pensando ruoli ed offrendoli a persone a lui vicine.

Il paradiso può attendere

Questo è un po’ quello che è successo con una delle sue opere più popolari, Il paradiso può attendere. La pellicola è il remake di Here Comes Mr. Jordan, a sua volta tratto da un’opera teatrale di Henry Segall, un film del 1941 con protagonista Robert Montgomery. La trama si articola intorno alla morte prematura di un pugile, la cui anima viene portata nelle alte sfere in anticipo e per errore da un angelo troppo solerte. Viene quindi deciso di dargli un altro corpo, dato che il suo ormai non è più disponibile, ma il reperimento dello stesso si rivela più complicato del previsto. Verso la fine degli anni Settanta Beatty decise di imbarcarsi nel remake della pellicola. Gli serviva un pugile. E lui ne aveva uno come amico, una leggenda di nome Muhammad Ali. I due uscivano spesso insieme giocando a chi fosse il più riconosciuto. Il futuro Dick Tracy pensò che Ali fosse perfetto, iconico, di grande presa sul pubblico, non avrebbe mai trovato qualcuno di più adatto. Ali fu lusingato dall’offerta, ma non accettò. Le ragioni del suo rifiuto non risiedevano certo nella paura di non essere all’altezza del compito. Semplicemente era troppo impegnato, troppi incontri già programmati da combattere.

Il trailer del film – Boomerissimo.it

Uscito di scena The Greatest, Beatty ripiegò sull’unico altro attore che riteneva idoneo: sé stesso. Non ritenendosi credibile a vestire i panni di un pugile, Beatty cambiò lo sport del protagonista trasformandolo in un giocatore di football, sport che aveva praticato da ragazzo, della squadra dei Los Angeles Rams.

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Il film fu un grande successo, fu in lizza per molti Oscar anche se vinse uno solo, per la migliore scenografia. All’Academy andò bene, se Ali avesse avuto il ruolo e non avesse ottenuto il massimo riconoscimento, chi avrebbe avuto il fegato di comunicarglielo?

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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