Riscopriamo insieme l’episodio dei Teletubbies che terrorizzò i bambini di tutto il mondo. Bannato negli Stati Uniti e poi in Europa, è stato alla fine censurato anche dai suoi creatori, che hanno cercato di renderlo meno terribile. Ve lo riproponiamo in versione originale.
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Per molti di noi, all’epoca giovani genitori, i Teletubbies hanno avuto i loro lati spaventosi. Impossibile negare la genialità di uno show di pupazzotti che forse per la prima volta nella storia era stato pensato con una precisa conoscenza di come funziona la testa di un bambino.

Quello che noi genitori avevamo imparato d’istinto, la ripetizione ossessiva, lenta e prolungata di idee elementari, diventava per la prima una volta uno spettacolo. Uno spettacolo che i bambini ancora piccolissimi capivano e adoravano, ma che per chiunque altro, genitori inclusi, era un vero e proprio incubo. Incubo geniale e di successo, che sfondò i teleschermi di tutto il mondo per i quattro anni della sua prima messa in onda, dal 1997 al 2001. E che da allora non cessa di fare record nelle repliche, che si ripetono sempre uguali, e con lo stesso immutato successo.
I protagonisti, ce lo ricordiamo tutti, erano quattro mini-gabibbi chiamati Tinky Winky, Dipsy, Laa-Laa e Po. Trotterellavano e saltellavano senza fine nei dintorni pratosi della loro casa seminterrata, il Tubbytronic Superdome. I bambini impazzivano, noi pure, anche se per ragioni opposte.
L’episodio horror
Non molti sanno, o possono immaginare, che nel fluire infinito di saltelli e gorgheggi dei quattro pupazzi, ha trovato posto forse per incidente, forse per studio eccessivo della letteratura per bambini, un episodio degno di figurare nei classici horror per i più piccoli.

Ma mentre storie oggettivamente spaventose come Pollicino, Barbablù o Hansel e Gretel sono entrati tra i classici immortali, l’episodio dei Teletubbies che terrorizzò i bambini dei cinque continenti finì per diventare vittima prematura di una cancel culture che sarebbe stata codificata solo successivamente, ma che pure riuscì a mandare al rogo il micidiale “Il Leone e l’Orso”, undicesimo episodio della prima stagione.
La storia non sembrava sulla carta delle più terribili. Niente bimbi rapiti e mangiati, per esempio. I protagonisti erano, oltre ai ben noti Teletubbies, uniti nel terrore, un leone e un orso ritagliati su due sagome di cartone. Prima arrivava l’orso, poi il leone cartonoso che pronunciava la frase che avrebbe determinato la sua condanna all’estinzione: “Sono il grande leone, con grandi denti spaventosi”. Laa-Laa lanciava immediatamente l’allarme e subito i nostri eroi correvano a nascondersi dalla minaccia, anche se con la esasperante, ossessiva lentezza così caratteristica di questa serie.
Abbiamo visto di peggio? Forse, ma resta il fatto che in molti paesi del mondo, e prima che altrove nei sensibili Stati Uniti, bambini e talvolta genitori cominciarono a nascondersi dietro il sofà obbedendo al richiamo terrorizzato di Laa-Laa. Le mamme si indignarono e cominciarono a chiamare il customer service della PBS (la televisione pubblica americana, nota per i suoi meravigliosi documentari e programmi educativi). Il coscienzioso ente pubblico cominciò a vibrare di indignazione, nel terrore di avere spezzato il fronte del politicamente corretto, trasmettendo un programma che diseducava.
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Travolto dal furore popolare, l’undicesimo episodio della prima stagione finì espulso dalla programmazione e condannato al rogo. Da allora in poi si sarebbe passato direttamente dal 10 al 12, senza disturbanti animali feroci nel mezzo.
Al rogo! Al rogo!
Sarebbe bello poter archiviare la faccenda come una di quelle stramberie americane che negli ultimi anni ci hanno lasciati così spesso a grattarci la testa perplessi. Nel 1999 l’eco dello scandalo non solo non si era affatto spento, ma aveva portato alla condanna delle puntata da parte di moltissime televisioni di tutto il mondo.
La BBC, che aveva ideato e prodotto la serie, dopo quattro anni di lotta finì per cedere anche lei e nel 2001 la puntata fu bonificata e censurata per diventare meno agghiacciante. Fu cambiata la voce dello “scary lion”, e resa molto meno scary, si adottò una musichetta dolciastra e furono girate da capo le reazioni dei Teletubbies, ora non più terrorizzati ma piacevolmente divertiti. Il massacro era compiuto.
“Il più grande horror di tutti i tempi”
L’isteria dei canali televisivi può essere in qualche modo capita, anche se non giustificata, alla luce delle reazioni fuori controllo dei loro spettatori, che si entusiasmarono nella lotta contro il nemico dei bambini fino a livelli di autentico delirio. Nel suo furore iconoclasta un genitore indignato arrivò a definire quella infelice puntata “Il più grande horror di tutti i tempi”. Nientemeno. Per altri la musica era responsabile di incubi.
In un mondo permanentemente indignato per quasi tutto (a parte le cose per cui varrebbe la pena indignarsi) e sempre sull’orlo di una crisi di nervi e di una class-action, i canali si arresero e l’episodio scomparve, o fu mantenuto censurato e azzoppato. Ne è rimasta traccia su Internet, dove lo abbiamo recuperato per i nostri lettori. Una reliquia che viene passata insieme alle memorie del terrore provato da bambini, alla tonante voce del leone.
Che dire? La gioventù è una bella cosa ma a volte non ci dispiace essere stati bambini qualche anno prima che un leone di cartone potesse scatenare il panico e la censura universale. E siamo abbastanza certi che lo stesso valga per voi che ci leggete.
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Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it


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