Nessuno conosceva Bruce Willis prima di Die Hard. E probabilmente nessuno lo conoscerebbe se quel ruolo non fosse stato rifiutato da star come James Caan Clint Eastwood. Persino Arnold Schwarzenegger trovò qualcosa da dire, e non fu carino.
Hollywood non ha mai disprezzato i sequel e le serie cinematografiche. Quando la Tv non esisteva, il cinema era un divertimento popolare e decisamente informale. I film giravano in sala a getto continuo e poco importava l’orario d’inizio.

Entravi, sgranocchiavi. Ritrovare al cinema personaggi familiari, era un po’ come accendere la tv e vedersi una puntata di telefilm. Erano quasi sempre B-movie, quei prodotti seriali, che riempivano gli spazi tra una “prima visione” importante e l’altra. Tarzan, Maciste, Charlie Chan, Tom Mix.
Le serie sono una cosa dannatamente seria
Quando sono cambiate le cose? Sicuramente con James Bond, Guerre Stellari, Indiana Jones. Nell’epoca di un cinema che combatteva contro la Tv, le serie diventarono una cosa seria. Il concentrato di tutti gli impegni e di tutte le attese di incasso di una major. Era quello che la TV non avrebbe potuto avere prima di un lungo, lunghissimo, tempo e doveva essere il massimo. Azzeccare la serie giusta, per un attore, significava lanciare la carriera nell’olimpo delle star immortali. E ne sanno qualcosa Harrison Ford, Sean Connery, Silvester Stallone.

Nel 1998 questa metamorfosi era ormai compiuta, la serie era diventata il massimo a cui un attore potesse aspirare. Vedersi offerta una parte in cui tutto era stato preparato per un successo clamoroso, e duraturo, disegnata su misura per le proprie capacità attoriali, era il massimo a cui si potesse aspirare.
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Ma non andò esattamente così. A Hollywood si preparava Die Hard, nato dalla penna di un romanziere di razza, Roderick Thorp. C’erano i soldi, c’era la sceneggiatura, c’era la volontà di costruire una saga infinita basata sulla violenza e sull’humour. Ma le star dello schermo cominciarono a sbattere pesanti porte in faccia, uno dopo l’altro. Un fallimento assoluto e imprevedibile. Cosa stava succedendo.
Die Hard: un copione che non convinceva
Gli sceneggiatori avevano scritto un corposo copione pieno di azione e di battute tenendo fissa in mente la stella di Clint Eastwood. Era al suo humour macho e corrosivo che pensavano, scrivendo battute come: “Con tanti terroristi nel mondo dovevo ammazzarne proprio uno con i piedi piccoli”. Secondo gli sceneggiatori il ruolo era ritagliato su Clint Eastwood, come una giacca su misura. Tutto era stato pensato per lui.
Il No di Clint Eastwood
Clint Eastwood scorse la sceneggiatura così amorevolmente approntata per lui ed ebbe solo un commento:
I don’t get the humour
–Clint Eastwood
Clint Eastwood non capiva l’humour. Non ci trovava niente da ridere. Spirito di patata, come si sarebbe detto in Italia. Fine della discussione, anni di lavoro andati in fumo. Del resto le grandi star del cinema sono quello che sono proprio perché nessuno può prevedere davvero la loro prossima reazione, occhiata, smorfia, battuta. Una cosa che gente di cinema avrebbe dovuto calcolare. Di Clint Eastwood non si sarebbe più parlato.
I problemi della storia e i no di James Caan, Schwarzenegger e Al Pacino
C’era forse qualcosa di più profondo che corrodeva il film dall’interno, e non sapremo mai se fu proprio quello che fermò Eastwood. Certamente fu la ragione del rifiuto di molte altre star.
Nel suo libro “The Last Action Heroes: The Triumphs, Flops, and Feuds of Hollywood’s Kings of Carnage” Nick de Semlyen racconta che la parte fu proposta almeno a Arnold Schwarzenegger, Charles Bronson, Harrison Ford, Al Pacino, Mel Gibson, Paul Newman, Burt Reynolds e James Caan prima di arrivare come ultima, ultimissima chance, sul tavolo di un semisconosciuto Bruce Willis.
La parte era in realtà problematica per ben altre ragioni che per il suo humour. John McClane, il detective che Willis avrebbe finito per interpretare è un uomo divorziato e sconfitto, che passa tutta la prima parte del film a nascondersi e a cercare di fare intervenire la polizia, prima di convincersi ad affrontare il nemico da solo, a mani nude (o quasi). Un classico percorso da eroe di sceneggiatura, ma forse in questo caso un po’ troppo accentuato, tanto che James Caan lo rifiutò con questa motivazione
Ho letto lo script: questo tipo passa le prime 25 pagine a scappare
–James Caan
Le ragioni del rifiuto di Arnold Schwarzenegger, invece, non sono noto. Sappiamo solo che quando seppe che la parte era andata a Bruce Willis e che il giovane sconosciuto aveva strappato anche un cachet milionario in dollari, Schwarzenegger dichiarò
Bruce Willis? Non sarà mai una star d’azione
–Arnold Schwarzenegger
Non sempre le star ci vedono lontano, Bruce Willis sì
Prima di Die Hard la filmografia di Bruce Willis è praticamente inesistente. Tre film in cui non appare nemmeno nei credits, tanto marginale è la sua parte, due pellicole minori. Una commedia romantica, un giallo e Sunset, in cui interpreta proprio Tom Mix, uno dei primi attori di serial. Forse la sua scelta viene da qui?
Ciò faceva di Willis un attore che aveva poco da perdere, accettando un ruolo che a Hollywood avevano rifiutato praticamente tutti, dalle star emergenti a quelle sul viale del tramonto (esiste una mezza leggenda che racconta che la parte sia stata proposta persino a Frank Sinatra, che aveva recitato vent’anni prima nel primo film di Roderick Thorp. Se è vero, disse no anche lui).
Willis non era nessuno, ma capì quando era importante il film per chi voleva girarlo. Che fosse conosciuta o no, sarebbe stata sua la faccia che Die Hard avrebbe usato per i prossimi anni.
E visto che nessun altro sembrava disposto a rischiarla, la produzione dovette pagare lui, con una cifra che suscitò scandalo e indignazione. Milioni e milioni a un signor nessuno, di così scarso richiamo da non meritarsi nemmeno di apparire nella campagna pubblicitaria di lancio, dove primeggiava invece lo skyline di Los Angeles.
Una vittoria contro tutte le aspettative
Die Hard come tutti sanno è stato sin dalla prima uscita un successo clamoroso, 140 milioni di dollari al botteghino, quattro nomination agli Oscar. E soprattutto il fondamento di una saga che sarebbe proseguita per cinque film e venticinque anni, facendo di Bruce Willis uno degli attori più amati e redditizi della storia di Hollywood, sicuramente alimentando qualche rimpianto in chi rifiutò di esserne protagonista.
Ma tutto al mondo finisce e oggi anche quella saga è finita.
Dopo decenni di combattimento con i peggiori avversari della fantasia, Bruce Willis ha perso la sua battaglia contro un avversario terribilmente reale, che combatte nel suo corpo.
Disordine cognitivo, dicono i medici. Il riserbo è è stretto, e i portavoce dell’attore sostengono che Willis ha bisogno di più tempo con la sua famiglia e i suoi affetti.
Resta la speranza di vederlo emergere ancora una volta, inaspettatamente, dopo che ogni speranza sembra svanita. Di vederlo afferrare il suo male, e sentirgli pronunciare una delle sue acide battute. Una cosa tipo: “Con i miei saluti, pezzi di merda”.
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È una speranza flebile, ma mai sottovalutare Hollywood. Si corre il rischio di sbagliare, e molto.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo ®
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Die Hard o Die Trying: Il Quiz Definitivo su Bruce Willis
Risultati
Sei un vero esperto di esplosioni in ascensori e battute sarcastiche! Forse hai passato più tempo a guardare Die Hard che a socializzare… ma ne valeva la pena. Ora puoi vantarti di sapere più cose su Bruce Willis di quanto lui stesso abbia mai saputo.
Pare che le tue conoscenze siano esplose come un edificio di Die Hard. Niente paura: un maratona di Moonlighting e Il sesto senso ti trasformerà in un esperto. Attenzione: la prossima volta, evita di confondere Demi Moore con un personaggio di Friends!
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#1. Quale film della saga “Die Hard” è ambientato durante le feste natalizie?
#2. Quale serie TV lo ha reso famoso negli anni ’80?
#3. Quale personaggio ha interpretato in “Die Hard”?
#4. Con quale attrice è stato sposato dal 1987 al 2000?
#5. Quante figlie ha avuto da Demi Moore?

#6. In quale film ha interpretato uno psicologo che scopre un bambino con capacità soprannaturali?
#7. Quale problema ha affrontato da giovane, superato grazie alla recitazione?






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