Con il suo stile, senza farsi notare, senza annunciare rivoluzioni, il Tenente Colombo ha cambiato per sempre la televisione e il genere giallo. Ecco perché oggi, e per tutto il futuro prevedibile, nessuno potrà più prescindere dal detective interpretato da Peter Falk
Sono passati molti anni da quando vidi passare, nella mia prima serata davanti a un televisore a colori, quella magica puntata del Tenente Colombo.

Colombo non era una serie fatta per stupire e incantare gli spettatori con effetti speciali o emozioni particolarmente forti. Era semplicemente un meccanismo geniale, e mai visto prima, che permetteva a tutti di seguire la scalata di un piccolo uomo normale. Né atletico, né sanguinario, né in apparenza particolarmente geniale, Colombo si arrampicava sugli specchi insaponati disposti contro di lui da una upper class arrogante, spietata e che presumeva troppo di sé.
C’era forse qualcosa di populista in Colombo? Qualcosa che avremmo imparato a conoscere e ad apprezzare (o temere) con il tempo? Non ne sono sicuro. Certamente c’era qualcosa di dannatamente intelligente, che parlava a tutti, che ti diceva che la pazienza, la perseveranza, il low profile, avrebbero avuto ragione dell’arroganza dei pochi. Privilegiati, che si uccidevano e derubavano a vicenda, convinti di essere parte di una élite intoccabile. Solo piano piano si rendevano conto di avere stuzzicato l’uomo sbagliato.

Per riuscire nel suo scopo, Colombo adottò una struttura narrativa rivoluzionaria, dal punto di vista del racconto poliziesco. Come prima cosa scoprivi chi era l’assassino, e quale astutissimo piano aveva architettato. La storia poliziesca non era un esercizio di intelligenza e di enigmistica. Era un viaggio verso la rovina di quei malcapitati, che un passo alla volta si sarebbero rivelati dei Wil Coyote, e si sarebbero arresi allo stazzonato detective.
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Era una storia quanto mai anti-spettacolare, senza inseguimenti, senza grandi sparatorie. Ma fu anche una storia di grandi regie (come racconteremo su Boomerissimo), che a colori era molto, ma molto più bella.
Colombo alla prova del tempo
Sono circa cinquant’anni che il pubblico di tutto il mondo è appiccicato al televisore, seguendo col fiato sospeso l’avanzata di Colombo in quella giungla di veleni e di serpenti che è stata preparata per lui. Non c’è bisogno di dire molto altro per capirne la grandezza.

Andò in onda per la prima volta nel 1968 e continuò a stare in prima serata negli USA fino al 2003, con rare interruzioni. 69 episodi che ci hanno raccontato l’avventura di un uomo solo apparentemente qualunque, e che dopo il ritiro di Peter Falk e la sua morte continuano ad andare in onda in replica, in tutto il mondo.
Le origini di Colombo, tutt’altro che umili
Alle spalle dell’umile e (a prima vista) insignificante tenente Colombo ci sono due pesi massimi della storia della televisione: Richard Levinson e William Link. Una coppia imprevedibile e geniale che ha dato al mondo altre saghe indimenticabili come La Signora in Giallo (uno dei grandi favorites di Boomerissimo e del suo pubblico) e Mannix.

Non molti sanno che la figura che Peter Falk avrebbe così magistralmente interpretato è ispirata a un classico della letteratura “alta”: Porfiry Petrovich, il detective che Feodor Dostoevskij mise al centro del suo capolavoro “Delitto e Castigo”. L’idea geniale di Levinson e Link fu quella di creare una figura che ribaltava tutti gli stereotipi del detective.
Niente giovanotti, né rudi, né azzimati, né tormentati, né sciupafemmine. Dentro un tenente spettinato, senza pretese, pasticcione, dall’aspetto maldestro, che le donne guardano dall’alto in basso e i suoi avversari non vedono nemmeno. Finché arriva, improvviso al bersaglio.
Le grandi collaborazioni
La grandezza della serie è tutta nell’idea e nell’interpretazione che Peter Falk ne ha dato. Ma nel corso degli anni Colombo ha goduto anche di collaborazioni importantissime, tante ciliegine su una torta già di per sé gustosissima.

Una delle più notevoli è stata la collaborazione tra Peter Falk e il regista John Cassavetes. Cassavetes ha diretto diversi episodi di Colombo, tra cui “Concerto con Delitto”, proprio quell’episodio impagabile che mi rivelò che Colombo a colori era ancora meglio che in bianco e nero e “Un Amico da Salvare”.
Un’altra collaborazione degna di nota è stata quella tra Peter Falk e l’attore Patrick McGoohan. McGoohan è apparso in quattro episodi di Colombo, tra cui “Doppio Gioco” e “Scandali a Hollywood”. Puntate memorabili in cui il normale assolo di Falk diventa un duetto, fatto di chimica artistica e intesa, che dona allo show qualcosa di ancora più spettacolare, quantomeno in senso colombiano.
Colombo oltre Colombo: un nuovo modello giallo
Colombo è ampiamente considerato come uno dei più grandi programmi TV di tutti i tempi. E’ diventato un modello, un archetipo, una fonte infinita di citazioni e camei. Un esempio è quello di Psych, serie di nicchia ma dal lungo successo (ne sono state prodotte ben otto stagioni). Il protagonista Shawn Spencer fa spesso riferimento a Colombo e in un episodio si veste persino come lui. Nel film La Storia Fantastica, il personaggio Vizzini utilizza volutamente i tic verbali del famoso tenente.

Ma più in generale, è tutta la categoria del giallo che ha dovuto fare i conti con il format unico di Colombo, che improvvisamente ha fatto invecchiare lo schema “indovina chi è stato”, o quantomeno ha costretto qualsiasi autore dopo Colombo a tenere conto del fatto che un’altra strada è possibile. Una cosa che risulta chiarissima vedendo all’opera detective della nuova generazione, come Monk.
I migliori episodi di Colombo
La storia di Colombo è talmente grande che ognuno può scegliere il suo meglio, senza timore di sbagliare. Ma esistono siti di appassionati che hanno voluto sottoporre la questione a test democratico. Dopo referendum assai appassionati questa è per esempio la classifica di Columbophile, in ogni caso un buon punto di riferimento per iniziare ad esplorare il meglio del meglio di Colombo.
- Scandali a Hollywood
- Un Giallo da Manuale
- L’Uomo dell’Anno
- L’Ultima Diva
- Il Canto del Cigno
- l’Arte del Delitto
- Prova a Prendermi
- Una trappola di Colombo
- Una mossa sbagliata
- l’Illusionista
Non è certamente una lista conclusiva. In Colombo c’è tutto: fascino, mistero, intelligenza, abilità di regia e di interpretazione, guest stars. A voi scegliere la vostra priorità e stilare la vostra lista.
Conclusione dell’indagine
Il tempo passa, Colombo invece è qui per restare. Per andare oltre i suoi autori, i suoi pur grandi interpreti, e l’epoca che l’ha concepito, i gloriosi anni ‘70 della televisione.

Come Philip Marlowe, come il Commissario Maigret, come i grandi classici della letteratura, Colombo è destinato a rinascere in nuovi personaggi, in nuovi detective e trame criminali, ma forse non solo. Peter Falk, il suo ineguagliabile volto, ci ha lasciati nel 2011, ma continua a gettare la sua ombra su di noi, e su chiunque continuerà a concepire storie poliziesche.
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Un piccolo uomo normale che è diventato un gigante, sulle cui spalle il giallo continuerà a camminare, per tutto il futuro prevedibile.
Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®


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