Le star combattono una battaglia quotidiana per rimanere al top. Il terrore ha il nome di rughe, pancia e calvizie.
Che fatica, che impegno. Un lavoro H24, un ciclo continuo, tra allenamenti massacranti, sedute di bellezza, chirurgia migliorativa e antiage, extension per rendere la chioma la più folta e la più bella e la più esagerata che ci sia.

Se passiamo al setaccio certi personaggi, quello che resta di originale non è poi tanto.
La chioma
Ah, la chioma. Avere tanti e bei capelli aiuta, ma che soprattutto siano sani. Almeno una volta si pensava così. Oggigiorno le tecniche di rinfoltimento artificiale oltre a quelle di allungamento artificiale della chioma hanno raggiunto dei livelli eccelsi. Chi vi parla ha i capelli cortissimi, macchinetta 9 mm, dopo averli portati per gran parte della vita lunghissimi. Lunghe sedute dal parrucchiere, alzarsi per tempo la mattina per sistemare i capelli prima di andare al lavoro, piastra, spazzola, spazzola e piastra…aiuto… Poi un giorno ho detto basta, io sono io, e devo fare quello che è meglio per me, un bel taglio e passa la paura.
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Ma so bene che per molti non è così. E’ un discorso trasversale, che tocca uomini e donne, tutti novelli Sansone, privati della chioma si sentono persi, minata la fiducia in sé stessi e l’idea stessa del sé.
Pochi ma buoni
In passato lo stigma della calvizie era molto più sentito. Grandi divi del cinema hanno per anni nascosto la “fronte spaziosa”. Un po’ per scelta personale e un po’ perché veniva imposto dalle major che ritenevano che l’appeal di certi personaggi risiedesse anche nel fulgore del bulbo pilifero. I calvi o semicalvi non potevano essere gli eroi di un film, al massimo potevano interpretare l’uomo posato di mezza età.
Qualche nome? Ma certo! Partiamo da lui, il primo James Bond, Sean Connery, la cui precoce stempiatura è stata a lungo mascherata per non togliere fascino alla spia al servizio di Sua Maestà. A seguire, The Voice, Blue Eyes, Frank Sinatra che, come affermato dal giornalista Gay Talese “…aveva sessanta parrucchini che indossava a rotazione, custoditi da una signora anziana che lo seguiva ovunque per raccogliere i capelli che cadevano. C’è chi ingaggia una persona per i suoi cani o i suoi cavalli: lui pagava 400 dollari a settimana per una che gli raccattava i capelli”. Ancora, The Duke, ha cominciato ben presto ad indossare la sua “idea meravigliosa“. L’ultimo di questa veloce carrellata è Tony Manero, Danny Zuko, John Travolta. Il suo ciuffo nero è ormai un pallido ricordo.
Ma non è stato per tutti così, c’è chi ha fatto dell’assenza di capelli un must, un segno distintivo del proprio fascino: Yul Brynner e Telly Savalas.
Yul Brynner
L’attore che possiamo considerare capostipite dell’orgoglio calvo è Yul Brynner, attore di grande successo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Russo di Vladivostok, si rasò i capelli la prima volta nel 1951 per recitare a Broadway The King and I, che successivamente interpretò anche per il cinema. Quel look gli piacque così tanto da non abbandonarlo mai più.
Telly Savalas
Noi boomer abbiamo un ricordo più nitido ed affettuoso di questo attore di origine greca dalla presenza imponente, ma per un motivo ben preciso, è stato il protagonista di una serie televisiva di grande successo: Kojak.
Come dimenticare il detective con l’eterno lecca lecca a globo in bocca, duro e deciso che urlava di continuo al suo povero collega Stavros (che era suo fratello nella vita reale)? Kojak, scusate il riferimento personale, era il telefilm preferito di mio padre. Come Savalas, anche mio padre aveva una fronte molto spaziosa, ma per me era bellissimo.

Come Brynner, Savalas si era rasato la prima volta per questioni di scena, ma gli era talmente piaciuto da continuare a rasarsi il capo per il resto della vita. Fu anche il testimonial di un famoso rasoio.
Savalas è stato un personaggio singolare. Giocatore accanito, girava per i casinò con una valigetta piena di contanti. Pare che una volta abbia perso ben 70.000 dollari in una sola notte.
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Grande appassionato di golf, suoi compagni sul green erano molto spesso Frank Sinatra e Dean Martin. Artista estremamente versatile, l’interprete di Kojak è stato anche un cantante di successo, arrivando al primo posto della classifica inglese con il suo brano If.
Veri pionieri della sexy testa rasata ben prima di Bruce Willis e The Rock, hanno liberato una intera categoria di uomini. Ode a loro.
Antonietta Terraglia


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