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Kojak

Kojak, il trionfo dei diversamente belli: un pelato di carattere

Gli anni Settanta ci hanno regalato grandi investigatori, meno atletici e meno armati, ma più carismatici.

Parliamo di televisione ovviamente, non di investigatori reali. I detective che popolavano le nostre boomerserate non passavano il tempo a definire la tartaruga e non regalavano pose da Mr. Olimpia alla telecamera.

Kojak
Kojak, quanto carisma – Boomerissimo.it

Non era ancora venuto il tempo delle indagini forensi e di tecnici vestiti da fantasmi pronti a riconoscere il colpevole dal pelo del cane lasciato sulla scena. Noi ci lasciavamo affascinare dalla sagacia, dal modo di trattare i sospettati, più che dai risultati dello spettrografo di massa.

Tanti detective

E ognuno aveva il suo preferito. Erano tipi diversi anche dal punto di vista estetico, riconoscibili anche dall’aspetto. C’era il mite e trasandato Colombo, tutto intuito e deduzione, c’erano Starsky e Hutch più “action”, Pepper Anderson la prima poliziotta ad avere una serie tutta sua, insomma il panorama era ampio e molteplice era la scelta.

Angie Dickinson
Pepper Anderson- Boomerissimo.it

Le location erano più o meno le stesse, New York o la California, Los Angeles e San Francisco in primis. In questo panorama ampio e variegato, uno dei più riconoscibili, amati e carismatici era il tenente Kojak.

Kojak

La serie prendeva il nome dal suo protagonista, Theodopolus Kojak, detto Theo in forza all’undicesimo distretto della polizia di New York.

La serie, programmata dalla CBS dal 1973 al 1978 intendeva contrastare l’egemonia del tenente Colombo e del rivale network NBC. Di fatto sostituì Cannon, andando ad occuparne la fascia oraria.

La sigla di Kojak – Boomerissimo.it

L’idea di partenza la diede un vero fatto di sangue accaduto nel 1963. Due giovani donne furono stuprate ed uccise e venne identificato, arrestato e condannato frettolosamente e basandosi su puri pregiudizi, un uomo di colore. Successivamente si scoprì che il vero colpevole era tutt’altra persona.

La vicenda diede lo spunto ad Abby Mann, autrice di cinema e tv, per scrivere un film dal titolo The Marcus-Nelson Murders. In questo lungometraggio per la televisione compariva un tenente di origine greca, il cui nome non era ancora Kojak, ma Kojack.

Kojak era interpretato da Telly Savalas. Di fatto questo film è considerato il pilot della serie.

Il detective di origine greca si presentava, rispetto al suo diretto rivale Colombo, azzimato, elegante, curato nell’abbigliamento. Diversamente dalla sua controparte italoamericana con il sigaro perennemente in bocca, Kojak aveva sostituito le sigarette (anzi il cigarillo) con i Tootsie Pops. Sul perché il tenente di origine greca fosse così dedito ai lecca lecca ci sono due versioni. Una leguleia, vuole che essendo stata bandita dalla tv la pubblicità delle sigarette al principio degli anni Settanta, fosse d’obbligo che un rappresentante della legge non fumasse. Un’altra versione racconta che Savalas, accanito fumatore, stesse tentando di smettere. Probabilmente la verità sta nel mezzo.

Nella serie veniva dato molto spazio all’aspetto umano dei personaggi, in questo è collocabile più nel filone Colombo che in quello Starsky e Hutch.

Innegabile che il successo della serie è dovuto in gran parte alla scelta del suo protagonista.

Telly Savalas – Boomerissimo.it

Telly Savalas era un attore di lungo corso ed un personaggio singolare. Veterano della Seconda guerra mondiale, aveva cominciato come produttore e commentatore radiofonico. Parallelamente recitava come caratterista in serie tv. Da lì il salto al cinema fu un attimo. E fu proprio il cinema che gli regalò quell’aspetto così caratteristico.

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Chiamato ad interpretare Ponzio Pilato nel polpettone storico-religioso La più grande storia mai raccontata, dovette, per esigenze di scena, radersi i capelli. L’effetto gli piacque talmente da decidere di adottare il taglio alla radice anche nella vita. Un po’ come era successo ad un altro fascinoso contro-Sansone, Yul Brynner, il quale rinunciò alla chioma per interpretare a teatro Il re ed io. E quella fu la sua fortuna.

Kojak decretò il successo popolare di Savalas, che fino ad allora aveva interpretato più che alto dei villain al cinema. Talmente popolare da essere scelto come testimonial di pubblicità qui in Italia. A testimonianza del fatto che c’è stato un tempo in cui, anche negli spot, avere carattere contava di più che essere “belli bellissimi”. Ma questa storia ve la raccontiamo un’altra volta.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it

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Comments (

2

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  1. Yul Brinner e gli altri: quando il fascino è nella chioma… assente – Boomerissimo

    […] Noi boomer abbiamo un ricordo più nitido ed affettuoso di questo attore di origine greca dalla presenza imponente, ma per un motivo ben preciso, è stato il protagonista di una serie televisiva di grande successo: Kojak. […]

  2. Yul Brynner e i suoi capelli: Bruce Willis e Luca Zingaretti gli devono tutto – Boomerissimo

    […] primo che perdendo i capelli non ha perso fascino è stato Yul […]

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