Stigma fino a pochi anni fa, la testa “pulita” oggi ha un’immagine di forza e virilità. Tutto merito di un attore che veniva dall’est.
Luca Zingaretti, Sean Connery, Bruce Willis, Vin Diesel, Jason Statham, Dwayne Johnson, J.K. Simmons: cosa lega questi attori, a parte il talento e la fama? Li tiene uniti un’assenza, l’appartenenza ad una categoria precisa, sono tutti hair-free.

Fino a non troppi anni fa, l’uomo privo di chioma era altresì privo di fascino per l’immaginario comune. Come Sansone un maschio non poteva essere alfa se privato di adeguata copertura tricologica. Del resto si è mai visto in natura un leone senza criniera? Un lupo glabro? No di certo.
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Ad interpretare da umorista par suo, il comune sentimento nei confronti dell’uomo dalla fronte spaziosa è stato Raimondo Vianello come vi mostriamo nel video:
Al cinema, negli anni d’oro di Hollywood, gli attori calvi dovevano accontentarsi di ruoli non di primo piano, di contorno, uomini di mezza età. Di certo non toccava a loro essere il sex symbol.
Quanti calvi!
Ed è per questo che tantissimi interpreti sono stati costretti ad indossare parrucche, coperture di varia natura per non deludere il pubblico.
Tra le rivelazioni più traumatiche ricordiamo quella di John Travolta, ormai ex Tony Manero ed ex Danny Zukko che ha dato l’addio definitivo al ciuffo, ma era stato preceduto da Sean Connery che si era liberato dal tristo ammennicolo falsamente pilifero quando smise di essere Bond.
Anche Ol’ blue eyes, Frank Sinatra dovette ricorrere ai posticci.
Un altro utente di toupée è stato John Wayne. Ne possedeva diversi, ma li indossava solo sul set e per due ragioni. Primo, perché le produzioni pensavano che Duke senza capelli avrebbe colpito negativamente il pubblico e secondo, lo stesso Wayne era convinto di dover dare ai suoi ammiratori la migliore immagine di sé. Alcuni dei suoi parrucchini sono stati recuperati dallo Smithsonian e visibili qui.
Il coraggio di Yul Brynner
Il primo che perdendo i capelli non ha perso fascino è stato Yul Brynner.
Yul Brynner è stato un attore della Hollywood dei tempi d’oro. Era nato a Vladivostok nel 1920 in una famiglia che oggi definiremmo multietnica (aveva origini russe, svizzere, mongole e rom). Dopo aver lasciato la Russia sovietica, aveva vissuto prima in Cina con la madre e la sorella e poi in Francia, a Parigi.

Qui entrò a far parte di un circo dove si esibiva come trapezista. Ebbe anche un serio incidente, che lo costrinse ad abbandonare la carriera circense e fare massiccio uso di antidolorifici. Arrivò negli Stati Uniti nel 1940, dove cominciò a lavorare alla radio come speaker e in teatro, a Broadway.
La sua carriera è stata luminosa con alcuni film entrati nella leggenda, come I magnifici sette.

E fu proprio per interpretate Il re ed io a Broadway, nel 1951, che Brynner fu indotto a rasarsi la testa. Beninteso, non è che fosse fornito di una chioma folta e boccoluta. I capelli che si andavano diradando gli conferivano un aspetto da uomo di mezza età. E grazie a questo ruolo lasciarono il posto ad una testa liscia e virile che l’attore decise di adottare come look definitivo.

Indubbiamente la scelta di Brynner era insolita all’epoca e il suo aspetto fuori dal comune gli diede quel quid in più, un certo fascino esotico. Alcuni ammiratori decisero di rasarsi i capelli per imitarlo, e grazie a lui il taglio totale dei capelli venne definito “il look di Yul Brynner“.
Non tornò mai indietro da quella decisione e quando, il personaggio che doveva interpretare in qualche produzione, aveva i capelli, indossava la parrucca.
Cari miei sex- symbol odierni, abbassate, ehm, le creste.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it


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