Duro e spietato, talvolta ironico, Jason Statham è uno degli eredi di Rambo. Ma anche lui ha qualcosa da farsi perdonare. Ecco le prove.
Siamo stati tutti giovani e, qualcuno (come la sottoscritta) squattrinato. Ragazzi in cerca della propria strada e perché no, anche di qualche soldino.

Se non eri particolarmente fortunato o particolarmente “spinto” da parenti, amici, amici degli amici, i primi lavori che ti capitava di fare erano raccogliticci, insomma eri portato ad accettare quello che capitava anche se non era il sogno della vita. Quello lo avresti raggiunto successivamente, ma intanto dovevi mangiare.
Qualche esempio
A meno che non fossero figli d’arte, anche i grandi artisti hanno dovuto misurarsi con lavori umili.
Jim Carrey, per esempio, ha lavato i pavimenti in una fabbrica prima di essere Scemo e più scemo. Compagno di sventure, nel senso che svolgeva la sua stessa mansione, è stato anche Jon Bon Jovi, l’affascinante e desiderato interprete di Always e You give love a bad name.
Due famosi attori hanno lavorato nel campo delle pompe funebri, Danny DeVito come parrucchiere e Whoopi Goldberg come truccatrice. Se ultimo viaggio deve essere, che almeno si faccia in ordine, ben truccati e pettinati.
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Per quanto umili, sono lavori di cui non ci si deve vergognare. Utili e necessari hanno una loro dignità.
Jason Statham: come perdere la faccia
E poi ci sono quelle cose che fai in gioventù di cui continui a pentirti per tutta la vita. E non c’è bisogno di scomodare cose illegali, atti contrari alla decenza o alla morale comune, per quelli c’è una forma di comprensione se c’è il ravvedimento. Ma quando questi scivoloni hanno la sventura di finire sull’internet, basta, è finita, vivrai con il marchio impresso della colpa, la lettera scarlatta.

Figlio di un cantante e di una ballerina, plurisportivo, prima di giungere al successo come attore Jason Statham ha lavorato anche come modello. Ha girato qualche spot, tra questi uno per la Lee, diretto da Guy Ritchie. Più tardi Ritchie si ricorderà di lui per i suoi film, tra cui Lock & Stock – Pazzi scatenati. Da lì il successo con film principalmente d’azione, a seguire il solco tracciato da Stallone e i suoi vari Rambo.
Del suo passato come modello, oltre allo spot di Guy Ritchie, c’è anche un video musicale in cui compare come ballerino in mutande leopardate. Passi per il ballerino e per le mutande leopardate, ma in più è unto come una teglia da forno.
Il video in questione è della canzone Comin’on di The Shamen. Non so quanti ricordino la canzone o il gruppo che ha avuto l’ardire di proporla.
Trattasi di un gruppo (leggo su Wikipedia, perché non ne ho alcuna memoria) di musica psichedelica formatosi nel 1985 e che ha raggiunto il suo apice nei primi anni Novanta. La canzone nel cui videoclip Statham mostra i suoi guizzanti muscoli è del 1993. Pare anche fatto in economia, di certo hanno risparmiato sul coreografo, perché Jason, pur essendo figlio di una danzatrice non mostra di non aver particolarmente appreso l’arte tersicorea.
Ma in fondo Jason non può lamentarsi, è un “mercenario”.
Antonietta Terraglia


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