Un orologio da tasca acquistato con i primi risparmi in una New York piena di promesse, il tempo che diventa leggenda
Una delle motivazioni per cui un artista da tale diventa mito รจ legato alla sua dipartita. Lโetร e le circostanze sono due dei fattori che incidono. Miti sono i membri del club dei 27: artisti che sono morti per cause innaturali allโetร di 27 anni. Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison a cui, in anni piรน recenti, si sono aggiunti Kurt Cobain e Amy Winehouse.

Cโรจ chi crede in un disegno, un destino. Io mi limito a considerarla una coincidenza. Ma chi si sente rassicurato dallโidea di una sorta di predestinazione, non sarรฒ io certo a togliergli questa rassicurazione. Osservo senza collegare puntini. Tra i miti assoluti del secolo scorso cโรจ qualcuno, che รจ morto davvero molto giovane, a 24 anni (non 27), James Dean. Non ci vuole molto a vedere la sua intera filmografia. Certo era decisamente affascinante, aiutato dallo sguardo da miope. Odiava gli occhiali e non li indossava mai sul set. Non li indossava neanche il 30 settembre 1955 guidando la sua Little Bastard sulla route 466 verso Salinas. Cโera anche un altro oggetto che non indossava quel giorno, un portafortuna.
Il portafortuna
Come molte cose appartenute a personaggi celebri รจ finito in una casa dโaste. Lรฌ ogni cimelio si trasforma in un’icona, ogni possessore in una leggenda, ogni ammaccatura in una testimonianza storica. Si compra tutto, si vende tutto, e al diavolo la poesia. Eppure, ogni tanto, un oggetto riesce a colpirti. E lโorologio da tasca di James Dean รจ uno di quelli.
Dean lo comprรฒ a New York nel 1951. Aveva vent’anni, pochissimi soldi e tante speranze. Lรฌ viveva, faceva provini, recitava in TV, aspettava la sua occasione. Fu il suo primo acquisto โadultoโ . Era cosรฌ fiero di averlo che ci fece incidere le iniziali sul coperchio dorato: J.D. La cassa era di Standard USA, con un movimento Elgin, meccanismo a carica manuale, quadrante in smalto bianco con numeri romani, lancette blu. Niente di eclatante. Il tipo di orologio che compri quando hai bisogno di un orologio, non quando vuoi mostrarlo al parterre. Lo chiamava il suo lucky watch. Il portafortuna. La catenella gliel’aveva regalata il padre, quando i due si ricongiunsero dopo anni di lontananza. Un doppio filo sentimentale, insomma: l’orologio comprato con i primi soldi guadagnati da solo, la catena che lo teneva legato a una famiglia difficile.
Un ragazzo e un vecchio orologio
Nell’America del dopoguerra, mentre l’orologio da polso stava diventando la norma e il tascabile rischiava di finire tra i reperti museali, Dean ne scelse il reperto. Forse per abitudine, forse per quel gusto anticonformista che gli sarebbe valso una carriera intera. O forse perchรฉ costava il giusto e non aveva soldi da buttare.

Tra il 1954 e il 1955 la sua vita cambiรฒ radicalmente. La valle dell’Eden, Gioventรน bruciata, Il gigante: tre film in poco piรน di un anno, tre film che bastarono per trasformare un ragazzo miope in mito planetario. Era con lui sul set di La valle dell’Eden, appeso al passante dei pantaloni, in bella vista. Un modo di indossarlo piuttosto insolito per indossarlo, ma coerente con chi stava costruendo un’estetica dell’anticonformismo a colpi di dettagli. Quando il successo vero arrivรฒ, Jimmy regalรฒ l’orologio a Tillie Starriet, una dipendente della Warner Bros. che lui chiamava affettuosamente “Mom”. Sarebbe stata lei a conservarlo per decenni, e sarebbe stata la sua testimonianza scritta a garantire la provenienza autentica al momento dell’asta.
Il 30 settembre 1955 Dean morรฌ in California, alla guida della sua Porsche 550 Spyder. Aveva 24 anni. Al momento dell’incidente non indossava l’Elgin, il suo portafortuna. Indossava quello che quasi certamente era un Jaeger-LeCoultre Powermatic Nautilus, conservato ancora oggi al Fairmount Historical Museum in Indiana. L’Elgin, il lucky watch degli anni difficili, era stato abbandonato. Forse l’aveva regalato proprio perchรฉ sentiva di non averne piรน bisogno. Forse era solo una coincidenza.
Quarantaduemila dollari
Dopo la morte di Dean, l’orologio rimase con Tillie Starriet per anni, lontano dai riflettori. Poi, nel giugno 2013, Antiquorum lo battรฉ all’asta a Hong Kong , vendita Important Modern and Vintage Timepieces, 22 giugno, Mandarin Oriental, con una stima tra i cinquemila e i diecimila dollari. Non era un orologio โtitolatoโ in fondo. Il mercato rispose con entusiasmo faraonico: aggiudicato a 325.000 dollari di Hong Kong, circa 42.000 dollari americani. Otto volte la stima massima. Il catalogo del lotto riportava i dettagli tecnici: cassa n. 4275904, movimento n. 3071580, cinque rubini, scappamento a leva e poi aggiungeva, con quella sobria eleganza delle case d’asta quando sanno di avere in mano qualcosa di speciale, che Dean lo aveva acquistato da giovane promessa del cinema. Un Elgin identico senza storia vale qualche centinaio di euro su eBay, se va bene. Con la storia di Dean, quella storia, quei quattro anni bruciati tra il debutto e la morte, quella giovinezza diventata simbolo di qualcosa che ancora oggi facciamo fatica a definire con precisione,ย il valore si รจ moltiplicato in modo assurdo. Non รจ il meccanismo a essere sorprendente. ร quello che dice di noi. Che siamo disposti a pagare cifre folli non per l’oggetto, ma per la sua traccia umana. Per il fatto che qualcuno lo abbia toccato, tenuto in tasca, chiamato il suo portafortuna.

Il Rolex Daytona di Paul Newman, l’Heuer Monaco di Steve McQueen, il GMT-Master di Marlon Brando: lo stesso principio, scale diverse. Gli orologi dei ribelli valgono di piรน perchรฉ i ribelli fanno sognare di piรน. E Dean, con la sua breve vita, รจ stato il piรน ribelle di tutti, quello che non ha fatto in tempo a diventare vecchio e a deluderci.
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L’Elgin รจ in una collezione privata. Non si sa dove, non si sa di chi. Un orologio che Dean aveva messo da parte e che non ha potuto portargli, fino in fondo, la fortuna che gli aveva promesso.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ


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