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Mario Brega e Gordon Scott -

Mario Brega, il romano vero che stese un semidio

Un Tarzan americano con i muscoli da gladiatore atterrato da un vero romano 

Abbiamo avuto modo di parlare del cinema peplum. E’ stato un breve momento in cui la cinematografia, per così dire, si è appoggiata a miti già noti.

Mario Brega e Gordon Scott -
Mario Brega e Gordon Scott – Boomerissimo.it

E’ un modo come un altro per sopperire alla mancanza di fantasia di soggettisti e sceneggiatori, o forse no, perché su quelle storie conosciute da tutti hanno innestato la qualunque.

Il tardo peplum

Abbiamo già avuto modo di parlare del cinema mitologico a proposito del suo massimo esponente, Steve Reeves. Era un cinema a basso costo con una formula standardizzata e ripetibile. Gli ingredienti necessari per un film peplum erano: un eroe impavido appartenente a classi subalterne, l’uso della forza fisica eccezionale come unica risorsa per raddrizzare i torti, sincretismo estremo con altri generi (es. Zorro contro Maciste), corpo maschile perennemente esibito. 

Zorro contro Maciste film
Zorro contro Maciste (screenshot YouTube)- Boomerissimo.it

Gli italiani divennero maestri del genere. Mentre a Hollywood potevano contare su budget milionari per i loro Quo vadis e Ben Hur, a Cinecittà si poteva contare su molti meno investimenti. Quello che non mancava ai nostri registi e sceneggiatori era la fantasia. Per ridurre i costi riciclavano personaggi e scenografie, le location erano tutte italiane e si faceva un grande uso di trucchi cinematografici (non CGI) per sopperire alla mancanza di mezzi. Gli eroi, semidei e simili che hanno avuto più ruoli da protagonista sono stati nell’ordine: Ercole e Maciste, seguiti da Ursus e Sansone. A metà degli anni Sessanta il favore del pubblico è cominciato a scemare. Il mercato era ormai saturo, i film, sostanzialmente, erano tutti uguali, la formula era logora, le trame fatte in ciclostile, ed in più, stava per esplodere il fenomeno dello spaghetti-western.  La Hollywood sul Tevere doveva in qualche modo “smaltire” un gran numero di culturisti, anche arrivati da oltreoceano e riciclarli in ruoli alternativi.

Gordon Scott e Mario Brega: il match

Nel 1964, con il genere in tunica ormai agli sgoccioli, la produzione italiana virò su un altro tipo di mitologia, quella del West. Non era ancora uscito Per un pugno di dollari, ma il filone stava sorgendo. Buffalo Bill – L’eroe del Far West è un western del 1964 diretto da Mario Costa (con lo pseudonimo di J.W. Fordson, un evidente omaggio a John Ford), che vedeva l’ex Maciste/Ercole  Gordon Scott svestire la tunica e indossare il cinturone. Scott aveva un discreto background come star di Hollywood.  Dopo aver servito in guerra si dedicò a vari mestieri: pompiere, mandriano, venditore di utensili agricoli e bagnino.

Scott versione Tarzan – Boomerissimo.it

E fu proprio mentre vigilava in costume da bagno al Sahara Hotel di Las Vegas che venne notato da un talent scout della MGM. Il produttore Sol Lesser, detentore dei diritti di Tarzan, lo scelse tra oltre 250 candidati per sostituire Lex Barker nel ruolo dell’uomo in perizoma. Scott fu l’undicesimo Tarzan della storia del cinema e il primo a colori con “Tarzan e il safari perduto”. Interpretò il personaggio in sei film dal 1955 al 1960. Era portatore sano di fisico giusto, alto 1,91 m per 98 kg, la sua circonferenza toracica era 123 cm. La sua prestanza, però, non lo mise al riparo da incidenti. Nel film Tarzan e lo stregone era previsto che l’uomo in perizoma affrontasse, vittorioso, un pitone. Sul set l’animale, di quasi sei metri, venne tenuto in una scatola perché restasse lento e assonnato. I membri della troupe, però, lo tirarono fuori anzitempo, dandogli il tempo di tornare vigile e, soprattutto, di inc… Il risultato fu che il pitone aggredì davvero Scott e ci vollero sei persone per liberarlo dalla stretta dell’animale. Temendo di rimanere stritolato non solo dal pitone, ma anche dal personaggio di Tarzan, nel 1961 Scott si trasferì in Italia dove divenne una star del cinema peplum. A Cinecittà girò diciannove film interpretando eroi mitologici e storici come Maciste, Ercole, Remo, Giulio Cesare, Golia, Nippur, Muzio Scevola, Coriolano.

Mario Brega contro Tarzan – Boomerissimo.it

Nel film su Buffalo Bill si trovò ad incrociare qualcuno che non aveva nessun tipo di timore reverenziale, né per il suo passato di re delle scimmie, né come eroe forzuto di ogni epoca antica: Mario Brega. Brega interpretava uno degli antagonisti di Buffalo Bill/Gordon Scott, un cattivissimo dal nome che era tutto un programma Big Sam Donaldson. A Brega la faccia del villain non difettava, anche Sergio Leone lo volle in alcuni dei suoi film. Ma non gli mancava neanche il fisico imponente, 1,93 m per 110 kg di peso.

Il racconto – Boomerissimo.it

Accadeva che durante le scene in cui Scott e Brega avevano uno scontro fisico, l’ex re delle scimmie, per così dire, era troppo realistico, troppo calato nella parte. Insomma, menava di brutto e Brega si ritrovava pieno di lividi. Con la ferma volontà di far cambiare atteggiamento all’attore americano, Brega si recò da Scott. Con l’aiuto di un interprete, Brega gli disse che doveva piantarla di colpire così duro sul set. Secondo il racconto di Brega, Gordon Scott propose di risolvere la questione con un duello regolare. Carlo Verdone, che ha raccontato più volte questo episodio, riporta: “Stabilirono che il tutto doveva avvenire come in un duello: due cazzotti Gordon Scott e due cazzotti Mario Brega”.

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Il confronto si concluse rapidamente a favore di Brega: dopo aver parato i primi colpi di Scott, l’attore romano lo colpì con un gancio che mandò l’americano al tappeto. Come raccontava lo stesso Brega: “Lo finto col destro, un gancio… e questo me casca per terra come Gesù Cristo. Gli ho urlato: ‘Arzete cornuto! Arzete!’”

Il film non ebbe il successo sperato, tutt’altro. Gordon Scott, ormai in declino, tornò in patria e si ritirò a vita privata. Umiliato lui, semidio, da un romano vero.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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