“Al mio segnale scatenate l’inferno”, con questa frase Massimo Decimo Meridio ha conquistato un posto nei nostri ricordi.
Forse non รจ un capolavoro della storia del cinema, ma per chi ama il genere รจ da vedere. Si aggancia al fascino che hanno avuto pellicole come Spartacus e Ben Hur.

Un grande sfoggio di corpi muscolati e forza unita a rigore, fierezza e ideali. Questo รจ il Gladiatore.
Storico, sรฌ, ma…
Come tutte le pellicole che non sono documentari storici, la precisione storica deve cedere davanti alle esigenze della narrazione, ai tempi scenici e al gusto del pubblico. Insomma, se si va al cinema per capire qualcosa di piรน sull’operato dell’imperatore Commodo, forse si รจ perso di vista il punto.
Non che i documentari duri e puri siano totalmente affidabili, lo sguardo completamente oggettivo non esiste, ognuno, di proposito o meno, legge le informazioni attraverso le sue lenti personali. Di fatto, di epoche cosรฌ remote esistono cronache che sono state scritte da storici di parte, per cui in realtร la veritร non la conosce nessuno nella sua interezza.
Ci sono persone che, tutt’oggi, negano veritร storiche inoppugnabili, come potremmo mai lamentarci di Ridley Scott?
Insomma il film inanella una inesattezza dietro l’altra, a partire dallo splendido cane che accompagna il comandante Massimo in battaglia. Ci viene presentato un lupoide, mentre sappiamo bene che gli unici cani che seguivano i Romani erano i cani corsi. Ma tutto il presupposto del film รจ campato per aria. Marco Aurelio non si sarebbe mai sognato di riportare in vita la repubblica. Un imperatore era necessario e il busillis era semmai scegliere qualcuno che fosse in grado di esercitare tutto quel potere. All’epoca la successione dinastica in linea diretta non era affatto discutibile, che poi occasionalmente ci fosse un’ epidemia all’arma bianca tra gli aspiranti a tali cariche รจ un altro paio di maniche.
Dal nepotismo diretto e non dichiarato non รจ esente neanche il regista Ridley Scott che ha dato il ruolo della moglie di Marco Aurelio a sua moglie, Giannina Facio. Vi dice qualcosa il nome? Bravi, noi boomer abbiamo la memoria lunga. La signora Scott a metร degli anni Ottanta ha avuto una molto paparazzata liaison con “mano sul cuore” Julio Iglesias oltre che con lโex marito di Caroline di Monaco, Philippe Junot.
In merito alla carriera dell’attrice, personalmente non ne so molto, ma ho dato un’occhiata a Wikipedia che scrive testualmente: “Giannina Facio, Lady Scott, is a Costa Rican actress who has appeared in a number of films, especially those of her husband, British film director and producer Sir Ridley Scott.”
Ma il cinema racconta storie, che hanno l’aspetto della verosimiglianza e tanto basta.
Russell “Gladiator” Crowe
Il film ha fatto esplodere il fenomeno Russell Crowe, L’attore neozelandese ha conquistato tutti grazie al personaggio che ha interpretato. L’uomo a cui uccidono la famiglia e che risale la china solo per avere giustizia non poteva non conquistare il pubblico.

Ma Mr. Crowe nella vita non si รจ sempre comportato come un eroe. Nel 2005, Crowe รจ stato arrestato per aggressione di secondo grado a New York per aver lanciato un telefono al concierge del Mercer Hotel colpevole di non averlo aiutato a telefonare dato che la linea nella sua stanza non funzionava.
Insomma un personaggio. Del resto la sua formazione come artista รจ tutt’altro che accademica. Nasce musicista e lui stesso ha dichiarato di aver imparato il mestiere osservando le persone e facendo il cameriere, quando ancora fare l’attore per lui era un sogno.
Non c’รจ quindi da stupirsi della risposta data ad un giornalista circa il suo metodo attoriale. Con certi personaggi รจ meglio volare basso o scatenano l’inferno.
Antonietta Terraglia


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