La dimora di Batman esiste davvero. E’ sull’orlo del crollo e non per colpa dei villain
L’uomo pipistrello mi è congeniale. Privilegia la notte, non nel senso che va a fare baldoria, ma perché nell’oscurità vede meglio. I dettagli sfuggono in piena luce, ma nel buio e nel silenzio della notte ci si concentra meglio.

Ha un che di crepuscolare e malinconico che mi piace. Non da tutti è stato disegnato così. Quello della serie storica degli anni Sessanta con protagonista Adam West in pigiama era una storia per bambini, con qualche sprazzo di ironia, ma nulla che si avvicinasse all’idea che abbiamo oggi del Cavaliere Oscuro.
Un’idea che dobbiamo alla trilogia pensata e girata da Christopher Nolan.
Batman begins
Negli anni Duemila l’universo di Batman langueva. C’era bisogno di un rinnovamento nell’idea alla base delle gesta dell’uomo pipistrello.
La Warner Bros aveva contattato Nolan per Troy, ma il regista, educatamente rifiutò. Sapendo che la major voleva dare nuovo vigore alle gesta dell’uomo in tuta nera e orecchie a punta, propose la sua idea per un nuovo Batman.
L’idea era quella di focalizzarsi sulla crescita del personaggio. Nolan voleva risalire fino alle origini di Bruce Wayne, esplorando il percorso che avrebbe trasformato il bambino traumatizzato in un simbolo di giustizia.
Il regista decise di trattare il personaggio non come un supereroe, ma come il protagonista complesso di un film drammatico. A lui si deve la paura che Bruce Wayne ha dei pipistrelli. Una scelta narrativa vincente, che creò un legame emotivo profondo tra il personaggio e il suo simbolo.
Nella trilogia Nolan decise di utilizzare location reali ed evitare il più possibile l’uso della CGI. Chicago fu scelta per rappresentare Gotham City, sfruttando l’architettura industriale della città per creare un’atmosfera cupa e decadente oltre che realistica.
Le riprese si concentrarono tra Van Burren Street e Canal Street, mentre per la sede delle Wayne Enterprises fu utilizzato il Richard J. Daley Center.
La magione di Bruce Wayne
Nolan scelse anche personalmente la location che doveva “impersonare” la casa del miliardario Bruce Wayne aka Batman. Doveva essere imponente, una sorta di mausoleo alla memoria dei genitori di Wayne. La scelta cadde su Mentmore Towers.
L’immensa proprietà si trova nel cuore del Buckinghamshire. Si tratta di una delle più spettacolari dimore vittoriane mai costruite. Fu commissionata dal Barone Mayer de Rothschild, potente banchiere e collezionista d’arte che voleva una residenza all’altezza della sua immensa fortuna.
Il progetto fu affidato a Sir Joseph Paxton, l’architetto visionario del Crystal Palace, e a suo genero George Henry Stokes. La dimora è in stile Jacobethan, una fusione tra elementi elisabettiani e giacobini. Le dimensioni sono impressionanti, si tratta di quasi 43.000 mq per settanta stanze distribuite su sette piani.
Ricca di passaggi e stanze segrete, Rotschild l’aveva pensata non solo come residenza, ma come un vero e proprio museo privato dove poter esporre la sua straordinaria collezione d’arte. Ogni stanza era concepita come una galleria, ogni corridoio come un percorso espositivo che doveva stupire e impressionare gli ospiti.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la dimora divenne un rifugio segreto per i tesori artistici britannici. Le collezioni della National Portrait Gallery furono trasferite qui per tutta la durata del conflitto, insieme a opere della Royal Collection, inclusa la Gold State Coach.
La carrozza reale fu nascosta in quello che venne soprannominato “il rifugio”, una stanza blindata sorvegliata giorno e notte da guardie armate. Quattro uomini la proteggevano durante la notte, due durante il giorno, in una sorta di operazione segreta che avrebbe avere come protagonista James Bond.
Mentmore Towers incarnava perfettamente l’idea di dimora di una delle famiglie più ricche e influenti d’America. Del resto non era la prima volta che appariva in un film, tutt’altro. Fu scelta, ad esempio, anche da Kubrick per Eyes Wide Shut.
La casa servì sia per gli esterni che per gli interni del film, permettendo al regista di creare quella continuità visiva che avrebbe reso Wayne Manor un personaggio a sé stante nella narrazione. Ogni stanza di Mentmore Towers trasudava quella grandezza decadente che Nolan cercava per raccontare la storia di Bruce Wayne.
Dalla decadenza al decadimento
Oggi, purtroppo, Mentmore Towers versa in uno stato di grave abbandono. La proprietà è stata classificata come “a rischio” dal registro English Heritage, con segnalazioni di “rischio immediato di ulteriore rapido deterioramento o perdita di strutture”.
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Le immagini recenti mostrano uno spettacolo desolante: soffitti crollati, infiltrazioni d’acqua, carta da parati che si stacca e muffa che si diffonde in quelle che un tempo erano stanze splendide. È un destino crudele per una dimora che ha ospitato veri tesori reali e ha dato forma all’immaginario di milioni di spettatori.
Tutto frutto di una pessima gestione dell’immobile che risale alla fine degli anni Novanta. Simon Halabi, un magnate immobiliare britannico di origine siriana, acquistò la proprietà nel 1999. Voleva fare dell’ex dimora Rotschild un hotel di lusso con 171 suite. Il piano prevedeva anche la costruzione di 122 suite aggiuntive in una nuova ala e strutture per conferenze, con l’obiettivo di creare il primo “hotel a sei stelle” d’Europa insieme al prestigioso In & Out Club di Londra.
Ma il progetto fallì dopo la crisi finanziaria del 2008, e da allora la villa è abbandonata. Senza Rotschild e senza Batman il tempo farà di lei macerie.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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