Il cavaliere oscuro è sicuramente lui. Ma forse abbiamo sottovalutato il suo compagno di merende.
L’oscuro cavaliere deve molto del suo fascino alle tenebre che lo circondano. Per quanto dalla parte dei buoni, cammina sul filo dei villain e questo ce lo rende più vicino e meno prevedibile.

Ma non è sempre stato così, almeno considerando il Batman che è apparso sugli schermi, televisivi prima, cinematografici poi.
Il primo Batman
Abbiamo già avuto modo di parlare del primo uomo pipistrello apparso sugli schermi. Si trattava di una trasposizione molto ingenua del fumetto, pensata per gli adolescenti che erano a casa a fare i compiti.
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Molto simile ai comics, prevedeva oltre a storie estremamente edulcorate, anche gli stessi colori del fumetto e le onomatopee. E sin qui nulla di strano. Si trattava in fin dei conti degli anni Sessanta, eravamo ben lontani da pensare che in tv sarebbero arrivate fiction del tenore di Twin Peaks o Dahmer. Scene di sesso e violenza mai dovevano apparire. Era una continua fascia protetta.

Gli Stati Uniti poi sono sempre stati (e continuano ad essere) una nazione con pensieri pruriginosi, capaci di vedere il male, il peccato trasudare da ogni dove, ma la storia che vi stiamo per raccontare confina con il grottesco.
Chi è il più dotato?
Protagonisti della serie primigenia erano Adam West che vestiva la tutina di Batman e Burt Ward che doveva entrare in quella di Robin. Nessuno dei due aveva completato un training per la definizione dei muscoli, che quindi guizzavano poco e nulla. A questo si aggiunga il fatto che le tute di allora non erano ancora così aderenti come quelli dei vari Christian Bale, George Clooney o Michael Keaton, ma erano quanto di più aderente fosse possibile avere a quei tempi.
Secondo quanto dichiarato dall’interprete di Robin, Burt Ward, a PageSix, all’epoca proprio quelle tute, che a noi sembrano dei costumi di carnevale o poco più, suscitarono un vero e proprio vespaio mediatico.
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La potente Catholic League of Decency, udite udite, aveva ravvisato qualcosa di terribilmente peccaminoso e corruttivo per la gioventù statunitense. Come dirlo in modo elegante? Si trattava del “rigonfiamento puberale” di uno dei protagonisti, il “pacco”, per capirci.
E certo, Batman è sempre Batman… anzi no. Il rigonfiamento incriminato è quello dell’adolescente Robin.

Secondo quanto da lui riferito, Adam West aveva il problema opposto che tentava di ovviare utilizzando come “protesi” i pestemal (asciugamani turchi) opportunamente messi a guisa della massa deficiente.
Ward, invece, pischello di vent’anni, non aveva bisogno di “aiutini”, tutt’altro.
Restava il fatto che la lega per la decenza non aveva intenzione di mollare e la produzione, temendo problemi di censura, mandò il giovane Robin da un medico affinché gli prescrivesse un “astringente”. Di che tipo di pillole si trattasse non è dato saperlo, ma Ward le prese solo per pochi giorni, temendo che la sostanza potesse mettere in pericolo la sua capacità riproduttiva.
Alla fine ha trovato un modo empirico per ovviare al “grosso” problema, faceva abili coreografie con il mantello per nascondere il punto dolente…
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it®


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