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Mariarosa bertolini

Carosello, la doppia vita di Mariarosa: non è stata solo rosa

Un’immagine cara ai bambini e alle mamme nata da un plagio

Non sono una gran cuoca, né ho mai desiderato esserlo. 

Mariarosa bertolini
Mariarosa – Boomerissimo.it

Appartengo a quella parte del mondo in cui pranzo e cena sono un’incombenza. Decidere cosa mettere in tavola due volte al giorno non posso dire mi causi stress, ma una gran rottura di c….oni sì.

Massaia

Non c’è niente in me della “brava massaia”. Ho al mio attivo un ventaglio di ricette, vario (non avariato) q.b. Tutte imparate da mia madre guardandola negli anni. 

mamme in cucina
Cucina stile mia mamma – Boomerissimo.it

Rifuggo i programmi di cucina, esibisco “cape” d’aglio alla visione di chef titolati e influencer culinari. Non ho ricettari, agende dove annoto, non peso, non metto contaminuti se non per ricordarmi di controllare. La pasta l’assaggio per vedere se è cotta. Non ho impastatrici, planetarie, sac à poche, friggitrici a olio o aria. Tutta roba che impiccia, va lavata e occupa posto. Puro old style il mio. In questo non sono boomer, ma della Greatest Generation.

Una cosa non ho imparato dalla mia mamma, a fare i dolci. Lei non li sapeva fare. Mi sono industriata da sola, so fare una torta una, in tante varianti, ma sempre quella. Per quelle complicate c’è la pasticceria.

Ma neanche quella sarebbe possibile senza santo lievito, l’amata bustina che tutto rende soffice. Che sia l’una o l’altra marca storica il risultato è sempre perfetto. Oggi però Boomerissimo si occupa di quello la cui immagine è la bambina paffutella atta ad impastare: Mariarosa.

Mariarosa

Mariarosa, la bambina bionda e paffutella che ha conquistato il cuore di tanti bambini fu creata per il marchio Bertolini e diventò celebre grazie a Carosello.

Un libro illustrato da Maria Pia Franzoni Tomba – Boomerissimo.it

 Il personaggio è frutto della matita di Maria Pia Franzoni Tomba, una delle illustratrici più importanti del Novecento italiano. Maria Pia dedicò la sua carriera alla rappresentazione del mondo infantile attraverso migliaia di cartoline e decine di album illustrati. I suoi bambini “in carne” manifestavano il sentimento di un’epoca che guardava con ottimismo al futuro da cui ci si aspettava prosperità. 

Un’illustrazione di Mabel Lucie Attwell – Boomerissimo.it

Tuttavia, l’idea per Mariarosa non era originale. L’immagine della bambina in piedi sulla sedia ad impastare fu ispirata, se non addirittura copiata, da una cartolina di Mabel Lucie Attwell, illustratrice inglese specializzata in disegni di infanti. L’immagine venne ripresa quasi completamente dalla cartolina originale britannica, rappresentando un caso di evidente ispirazione spinta ai confini del plagio. Questo vizio all’origine non ha però compromesso il successo del personaggio.

Bertolini: la rivoluzione in bustina

Per comprendere appieno il successo di Mariarosa, è fondamentale conoscere la storia di Bertolini. L’azienda nacque nel 1911 a Regina Margherita, frazione di Collegno, grazie all’intuizione di Antonio Bertolini. Fino ad allora la “brava massaia” dosava ad occhio il bicarbonato o si affidava al droghiere. Bertolini ebbe l’idea di creare una bustina predosata per liberare i pasticceri casalinghi dalle incombenze di dosaggio.

Mariarosa vintage – Boomerissimo.it

L’azienda progressivamente mise in commercio altri prodotti e non solo per la pasticceria: spezie, aromi, lievito per gnocchi di patate, vanillina, surrogato di caffè, preparati per liquori e salnitro per la conservazione delle carni. 

Utilizzando le competenze acquisite nel settore chimico, la Bertolini iniziò a produrre anche veleni per topi, insetticidi e carte pigliamosche, una diversificazione che non turbava i clienti di inizio XIX secolo.

Negli anni Quaranta nacque quello che divenne l’oggetto più desiderato dalle donne di casa: il ricettario Bertolini.  Desiderato ed agognato come un tesoro, era completamente gratuito. In principio ero lo stesso droghiere a consegnarlo alle clienti. Negli anni la distribuzione si è evoluta, poteva essere richiesto per posta e talvolta era presente direttamente nelle confezioni. Ancora oggi ne sono regalate più di cinquecentomila copie. Una strategia di marketing che continua a dare i suoi frutti dopo quasi un secolo.

Mariarosa: da illustrazione a Carosello

Negli anni di Carosello, Mariarosa divenne popolarissima, grazie anche al jingle che accompagnava la pubblicità. Chi non ricorda  “Brava brava Mariarosa, ogni cosa sai far tu. Qui la vita è sempre rosa solo quando ci sei tu”. Un po’ antipatica a dire il vero.

L’esimio autore era Romano Bertola, compositore, paroliere e scrittore torinese che lavorava per l’agenzia di Armando Testa. Bertola iniziò come scrittore nel 1958 con il romanzo La stanza delle mimose, vincitore del premio Cesare Pavese, prima di essere assunto da Armando Testa per lavorare nel rutilante mondo della pubblicità.

Il carosello Bertolini – Boomerissimo.it

Il primo carosello dedicato a Mariarosa, intitolato “Mariarosa va al mercato”, è del 1970. Tuttavia, la serie più famosa andò in onda dal 1974 al 1976. La produzione fu affidata agli studi Shaft e Studio Marosi, che trasformarono l’illustrazione in un cartone animato. Romano Bertola lavorava spesso con il Piccolo Coro del Maffei e con Romano Farinatti per gli arrangiamenti.

Mariarosa che disastro! – Boomerissimo.it

La formula del carosello di Mariarosa era geniale nella sua semplicità: in ogni episodio succede qualcosa e un gruppo di bambini, cantando, chiedono aiuto a Mariarosa con il famoso ritornello. Gli episodi includevano situazioni come “Il gattino”, “Il cardellino”, “Il mulino addormentato”, “Il secchiello perduto” e molti altri, sempre incentrati su piccoli problemi quotidiani che la protagonista risolveva con bontà a profusione.

Mariarosa si è sposata!

Nel 2003, la Bertolini fu acquisita dalla Cameo Italia, filiale italiana della multinazionale tedesca Dr. Oetker. Il marchio mantenne la sua identità e popolarità: secondo una ricerca commissionata dall’azienda, si trattava di “uno dei marchi più solidi e radicati nell’immaginario italiano: con il 90% di notorietà”.

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Nel 2018, l’azienda piacentina F.lli Rebecchi Valtrebbia, parte del gruppo Cameo decise di riesumare Mariarosa per farne il testimonial della propria linea di prodotti. Questa operazione di “matrimonio” simbolico fu comunicata con ironia: “Ma grazie a un recente matrimonio… Mariarosa ha cambiato cognome!”. Da Mariarosa Bertolini, il personaggio divenne Bertolini in Rebecchi.

Piccole donne crescono.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it® 

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