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Michael Caine occhiali

Michael Caine: perché quegli occhiali “maledettamente grandi”

Michael Caine icona di stile così maledettamente inglese aveva scelto i suoi occhiali con stramaledetta cura, e per una ragione maledettamente precisa

James Bond passa per il simbolo stesso della spia inglese. Ma a parte il suo autore Ian Fleming, che vi abbiamo un po’ raccontato qui, non è che di inglese avesse poi molto. La sua gloria si deve a uno scozzese, è stato interpretato da irlandesi, da australiani, prodotto da americani, con il successo che sappiamo.

Michael Caine occhiali
Michael Caine – Bloody Large Glasses – Boomerissimo.it

All’inizio degli anni ‘60, il mondo smaniava per trovargli copie e alternative, talvolta americane come Matt Helm, altre volte più inglesi di lui, in forme un po’ parodistiche, come quello che da noi diventò noto come Agente Speciale

James Bond era un inglese come si direbbe oggi di certi Chianti di “gusto internazionale” e ben presto all’orizzonte apparve un altro inglese, questa volta cockney al 100%. Non un inglese da macchietta, ma di quelli ruspanti e da quartieri bassi. 

Micheal Caine, aka Harry Palmer, con i suoi inconfondibili occhiali dalla montatura spessa, anzi spessissima. 

Michael Caine e i “Bloody Large Glasses”

Se ci seguite un po’, qui su Boomerissimo, sapete quanto amiamo Michael Caine, il suo humour, le sue storie, il suo anticonformismo (rappresentato tra le altre cose dal suo orologio davvero eccentrico).

Michael Caine occhiali
Michael Caine – Bloody Large Glasses – Boomerissimo.it

La sua immagine decolla in Alfie (e il famoso dialogo in John Wayne avviene appunto quando la star è appena nata) e si consolida con “The Ipcress File” del 1965, quando Caine indossa i panni di Harry Palmer, sardonico e disincantato agente inglese, alle prese con gli intrighi della guerra tra i pericoli russi e quelli di una sempre infida madre patria. Capelli biondi, impermeabile, e quei caratteristici (e giganteschi) occhiali tartarugati – Michael Caine è diventato un simbolo della moda anni ’60, nonché il mio primo ricordo cinematografico, quando mio padre appassionato di spy story mi trascinò in un cinemino di seconda visione milanese dove Palmer era riemerso. Avevo a malapena l’età per Paperino e di quel film ricordo appunto solo il look di Michael Caina, che è poco definire iconico, oltre che un salto attraverso i vetri di una casetta inglese a due piani. 

Tornamo agli occhiali, quegli occhialoni oversize che qualche anno dopo, quando non erano più sulla cresta dell’onda, qualcuno definiva “televisori” e che costarono a una povera ragazza che conoscevo il soprannome di “Canale 5”.

Quegli occhiali mascolini e spessi non erano solo un accessorio: sono diventati un mondo. 

“Sono occhiali maledettamente grandi, Michael”
“Esattamente”
–Michael Caine glasses advertising

Gli occhiali Yvan, maledettamente iconici

Gli occhiali che hanno reso famoso Michael Caine erano prodotti da Curry & Paxton, azienda britannica di lunga tradiuzione occhialara, fondata nel 1876.

Michael Caine occhiali
Large Glasses (Look magazine cover) – Boomerissimo.it

Il modello scelto da Caine si chiamava”Yvan” ed era stato creato nell’ormai lontano 1948 per il National Health Service (NHS) britannico. Erano occhiali della mutua, insomma. Ma acquisì notorietà mondiale quando Caine lo indossò per la prima volta dando un volto inconfondibile e unico alla sua spia Harry Palmer.

BLOODY LARGE GLASSES
By Michael Caine
Michael Caine knows a thing or two about giant glasses. “They’re about power, aren’t they,” says Michael, “and about the bloody powerful blokes who wear them.
I’m one of those bloody powerful blokes, aren’t I?” But Michael knows it’s not just bloody powerful blokes who desire Bloody Large Glasses.
“The birds need them too, and I don’t want to come off all exclusive-like. Let the bloody women wear the Bloody Large Glasses if they bloody well wish to, you bloody thick pillocks.”

Advertinsing for Eyewear

Erano immediatamente riconoscibili grazie al caratteristico lavoro esagonale sui cardini, una vera e propria firma del marchio, studiato in tempi in cui le stampature non erano avanzate come oggi. La sua ragione non era puramente estetica ma serviva a tenere insieme il fronte e il lato, in un tempo in cui gli occhiali erano ancora prodotti a mano.

La sfida con James Bond

La scelta fu istintiva, a Caine quegli occhiali un po’ assurdi, tra fuori moda e futuribili, tra mascolini e da nerd, piacevano. Ma c’era anche del calcolo:  Michael Caine era molto amico di Sean Connery e aveva visto in prima persona come il successo di James Bond avesse fuso interprete e personaggio in una sola cosa.

Michael Caine occhiali
Goliath Ultra Black, £349 (retropectacle.com) – Boomerissimo.it

La scelta di un oggetto di scena molto visibile avrebbe funzionato da separatore tra ruolo e interprete, oltre a fare al personaggio una presenza sostanzialmente diversa da quella di Bond/Connery. 

“L’obiettivo era creare un look fondamentalmente diverso per Palmer e l’uso di occhiali diversi sembrava un modo efficace per farlo“, ha spiegato Peter Lynes, l’attuale direttore generale di Curry & Paxton , che a quanto pare non è stato ancora divorato dai megaconglomerati del lusso che hanno uniformato un po’ tutto dal panettone alle Church. 

Ma perché quegli occhiali maledettamente grandi? – Boomerissimo.it

Len Deighton, l’autore dei romanzi di Harry Palmer, indossava già occhiali Curry & Paxton e apprezzava la montatura Yvan e così la suggerì a Caine. Bingo.

Se il piano di Caine era quello di separare il personaggio da se stesso, fallì miseramente, anche perché l’attore si innamorò così perdutamente di quello strumento di separazione, che doveva caratterizzare Palmer, da farne un suo marchio di fabbrica come attore: quando si dice l’eterogenesi dei fini. 

Caine finì per indossare gli occhiali Yvan non solo in ‘Ipcress’ e nel resto dei film di ‘Harry Palmer’ degli anni ’60, ma li portava anche a spasso per Londra e mentre diciamo così “socializzava” con una delle sue numerose fidanzate, che poi sarebbe diventata Bianca Jagger. Caine indossava una versione ancora più estrema degli Yves Curry & Paxton anche per uno dei suoi film più celebrati, di cui era protagonista con con Robert Powell, il futuro Gesù di Nazareth: ‘The Italian Job’

Con “The Ipcress File”, gli occhiali, occhiali maledettamente grand,i e Caine diventarono inseparabili. Anche la sceneggiatura contribuiva, facendone risaltare l’importanza.

“Ma porti sempre gli occhiali?”
“Sì, tranne che a letto”
–The Ipcress file 

Oltre ad essere un elemento di stile, gli occhiali servivano anche uno scopo pratico per Caine. Caine are miope (a questo punto potremmo dire “maledattamente miope”) e le montature grandi e spesse si adattavano al suo viso lungo dandogli più forma e nello stesso tempo nascondevano lo spessore delle lenti, piuttosto vicine a fondi di bottiglia. 

Una star dannatamente distratta

Nel corso del tempo, Michael Caine, che gli occhiali non li levava mai,  ha finito per perderli nei modi più sorprendenti.

” In mezzo alla giungla indiana  una scimmia è atterrata proprio sulla mia testa e mi ha rubato gli occhialio direttamente dal naso,”
–Michael Caine

Se Curry & Paxton è riuscita a sfuggire al tritacarne uniformante dei due tre gruppi che tutto possiedono e tutto hanno finito per snaturare, forse il merito è anche di Caine e dei suoi film. All’apice del successo Curry & Paxton possedeva 60 negozi, che poi furono malinconicamente venduti a Boots quando le vendite cominciarono a declinare. 

Il soft landing dalle vette del successo deve essere stato fatto con una certa classe, se il marchio è ancora alive & kicking. Quegli occhiali si possono ancora acquistare, con la complicità di David Mason, l’uomo che si è dato la missione di rilanciare brand storici e ingiustamente dispersi dai venti delle mode in perenne mutamento. 

Il mondo è cambiato ma il fascino degli occhiali Yvan resta. Un paio degli occhiali di Caine, indossati durante le riprese è stato battuto recentemente da Chriestie’s per 6600 sterline. 

Se vi accontentate di una replica moderna il prezzo è ancora più accessibile: 249 sterline. Un prezzo tutto sommato abbordabile per indossare una leggenda maledettamente grande.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it

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