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John Wayne e Micheal Caine

John Wayne: così salvò Michael Caine | La vita pericolosa delle star

Difficile immaginare due star più agli antipodi di Michael Caine e John Wayne. Ma le vie di Hollywood sono ampie e imprevedibili. Agli inizi della carriera al rude cowboy toccò salvare la sofisticata star inglese da una brutta fine.

John Wayne è uno degli attori più ruvidi e iconici della storia del cinema. Poche letture, niente actor’s studio, nulla delle elucubrazioni intellettualistiche che hanno occupato generazioni di interpreti dopo di lui, alla ricerca del transfer con il proprio personaggio e del significato profondo di ogni alzata di sopracciglia.

John Wayne e Micheal Caine
Micheal Caine e John Wayne, due star agli antipodi | Boomerissimo.it

Nato macchinista, strappato ai lavori di fatica del set da un John Houston che intuì il potenziale da star nella sua sola camminata, mentre trasportava delle assi di legno, John Wayne è rimasto per tutta la sua carriera puro carattere e puro istinto. E proprio da qui nasce l’intuizione che avrebbe salvato un Michael Caine agli esordi della carriera da una bruttissima fine.

Sir Michael Caine, un inglese dalla scorza molto dura

Nella notte tutti i gatti sono grigi e per noi italiani, un popolo che solo da poco tempo ha cominciato a mettere il naso oltre i confortevoli confini domestici e, impresa ancora più difficile, ha cominciato a farlo anche al di fuori dei villaggi turistici Francorosso e Alpitour (vacanze fai da te? Ahi ahi ahi, si diceva una volta), per noi italiani, dicevamo, si sa che un inglese è un inglese.

Michael Caine a Parigi, nel 1966 – Boomerissimo.it

Come ci ha insegnato Alberto Sordi, un inglese veste la bombetta, prende il taxi nero chiudendo l’ombrello, fuma la pipa. Probabilmente è un lord o qualcosa del genere. Ed ecco perché per noi Michael Caine che, indiscutibilmente è inglese, è sempre rimasto associato a questa immagine di londinese caricaturale e pittoresca. Raramente gli stereotipi trovano corrispondenza nella realtà, e questo vale anche per Michael Caine, che dell’inglese da cartolina non ha proprio nulla. Nato in quartiere popolare da un inglese mezzo irlandese (e per metà della metà, di famiglia nomade) e da una mamma cuoca e domestica, Michael Caine ha in comune con John Wayne molto più di quanto una immaginazione pigra potrebbe supporre.

“Sir” lo è diventato molto dopo, nel 2000, dopo avere interpretato più di 100 pellicole. E dopo essere stato candidato al premio Oscar in ben cinque decenni diversi (solo Paul Newman e Jack Nicholson hanno saputo fare altrettanto). Si chiama in realtà Maurice Joseph Micklewhite Jr. e anche il suo nome d’arte è indizio di un carattere non facilissimo e di una tempra dura da domare. Lo sceglie in omaggio a una pellicola mitica della epica ribellistica: “l’ammutinamento del Caine”. Insomma un tipo di carattere e dalla pelle dura.

1966: salvato da John Wayne

La storia che raccontiamo viene dagli esordi della carriera hollywoodiana di Caine. È il 1966 e Michael Caine è fresco reduce del suo primo grande successo americano: Alfie, un film in cui interpreta con finezza un inveterato e impenitente donnaiolo, ai margini della swingin’ London.

Michael Caine in “Alfie”, 1966 – Boomerissimo.it

Ed è circonfuso da quel successo che Caine incontra un giorno a Hollywood, in una scena da film, proprio il mitico John Wayne, l’uomo che riassume nella sua figura la grandezza del cinema.

Un elicottero atterra agli studios, tutti i fiori delle aiuole prendono il volo, dalla macchina ancora ansante emerge lui: John Wayne. E come in un film si avvicina al nuovo venuto. Un re della foresta che annusa l’aria e soppesa il nuovo arrivato.

Così John Wayne salvò Michael Caine

È uno di quei momenti che accadono una volta sola nella vita. Racconta Michael Caine che Wayne gli si avvicina e, mentre i fiori e le zolle ricadono a terra come al ralenti, il cowboy lo squadra, lo mette all’angolo con la sua presenza e gli chiede: “Come ti chiami, ragazzo?”

Michael Caine… ” risponde lui, imbarazzato.

Sei tu quello in quel film, Alfie?”

“Sì…”

L’ho visto. Tu stai per diventare una star, ragazzo”

“Oh, grazie Mr. Wayne…”

“Ma lasciati dare un consiglio” Michael Caine, intimorito, spalanca gli occhi, Wayne indica le scarpe frou frou dell’inglese: “Mai, mai, metterti scarpe di camoscio”.

“Ma perché?” chiede un Caine stranito, che ne indossa appunto un paio.

Mai, mai metterti scarpe di camoscio

“Ma perché…”

“Te l’ho appena detto. Tu stai per diventare una star, ragazzo. E allora un giorno ti troverai nell’orinatoio di qualche bar, a farti una pisciata. E accanto a te ci sarà qualcun’ altro, che sta pisciando pure lui. Lui si girerà, ti guarderà e dirà “Ooooh… Michael Caine… E finirà per pisciarti sulle scarpe. Per questo mai, mai metterti scarpe di camoscio”.

Ed è in questo modo che l’incontro con John Wayne finì per salvare Michael Caine da uno dei rischi più gravi in cui possa incorrere una star hollywoodiana agli inizi della sua carriera.

L’avete mai visto con scarpe di camoscio? Ora sapete perché.

Antonio Pintér

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Comments (

3

)

  1. Michael Caine: lo spacciatore di cui abbiamo bisogno – Boomerissimo

    […] È difficile analizzare l’humour, ma nel caso di Caine, oltre a goderselo sullo schermo, occorre assolutamente provarci. Il suo modo di porgere battute monoriga si può tentare di raccontare, ma forse è meglio goderselo gustandosi momenti come il suo primo incontro con John Wayne. […]

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