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313

La 313 di Paperino: il catorcio più amato del mondo (altro che Batmobile)

L’auto più bella del mondo esiste, anzi la più amata. E ha sempre lo stesso numero di targa: 313

C’era un momento della settimana che aspettavo con trepidazione. Era il sabato e non perché non andassi a scuola, perché all’epoca dei dinosauri il sabato era scolastico, ma perché veniva a prendermi a scuola mio padre.

313
La più bella e la più amata – Boomerissimo.it

Veniva direttamente dal lavoro, ancora in divisa, con un sorriso gigantesco ed in mano i giornaletti.

I “giornaletti” (o giornalini)

Fumetti, manga, graphic novel, comics. Oggi sono tante le parole per definire una certa letteratura per ragazzi. Noi all’epoca li chiamavamo semplicemente giornaletti. Quel diminuitivo, un po’ riduttivo, forse sprezzante a pensarci oggi, stava ad indicare l’utente finale, l’essere umano non ancora adulto. Le varie abilità di lettura,  skimming, scanning, lettura attiva ed intensiva, nonché la lettura analitica, non le ho certo apprese leggendo noiosissimi brani dei sussidiari scolastici, ma cercando le storie che più mi appassionavano su Topolino.

Un Topolino d’epoca – Boomerissimo.it

La tecnica era: una volta ricevuto l’agognato insieme di pagine, la prima cosa era quella di apprezzarne l’odore di carta stampata e la ruvidezza al tatto (non c’era ancora la carta liscia); il secondo passaggio era quello di controllare nell’indice i titoli delle varie storie e sapere quali personaggi c’erano; dopodiché scorrevi velocemente le pagine e sceglievi la storia che volevi leggere per prima. A quella prima lettura ne seguivano molte altre ed ogni volta scoprivi un particolare nuovo. C’erano alcune storie che continuavi a leggere nei mesi e negli anni, tanto ti erano piaciute. Alla fine avresti potuto recitarle a memoria. Nell’operazione di scelta, la mia personale finiva per privilegiare sempre  Paperino. Topolino, il signor-so-tutto-io, mi stava parecchio sui cosiddetti. Gli preferivo di gran lunga Pippo. Topolino era un po’ la versione Disney di Jessica Fletcher. Uno che si impiccia e fa fare la figura dei mentecatti ai poliziotti (nella fattispecie il commissario Basettoni). Paperino era tutta un’altra storia. Pigro, indolente, non votato al martirio per bontà e qualità superiori, veniva costantemente martirizzato da Zio Paperone e da quei tre trita… dei nipotini. Perennemente in bolletta, gli toccava gettarsi in imprese improbabili per raggranellare qualche dollaro da Paperone. Con lui condividevo la pigrizia, il divano e l’amore per la tv.

La 313

La sua auto, la 313, era come lui. Ben lontana dall’essere la limousine di Paperone con un cofano lungo quanto un campo da calcio, l’auto di Paperino è molto compatta e come il suo proprietario, alquanto imperfetta.

La prima apparizione della 313 – Boomerissimo.it

Si tratta di una piccola decappottabile a due posti, solitamente colorata di rosso con parafanghi blu. Secondo fonti accreditate, il modello (fittizio) è Belchfire Runabout del 1934. Monta un motore Mixwell a due cilindri raffreddato ad acqua del 1920, è a trazione anteriore, di un cambio a 4 velocità e di una carrozzeria convertibile Dudge del 1922. Le ruote sono quelle di una falciatrice. Nella realtà si ispira liberamente ad una American Bantam del 1938, anche se le sono stati apportati molti cambiamenti nel corso degli anni.

Bantam
Una American Bantam del 1939 (By AlbertHerring at English Wikipedia – Transferred from en.wikipedia to Commons., Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1563424)- Boomerissimo.it

Ma questa è solo una delle tante versioni dell’origine della 313. Secondo un’altra narrazione, Paperino l’avrebbe assemblata personalmente con pezzi di risulta di altre autovetture.

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La sua prima comparsa risale al 1937 nel cartone animato Don Donald dove compariva senza la targa 313. La targa iconica apparve solo nel 1949 nei fumetti di Al Taliaferro. I numeri indicano la data di nascita del pennuto proprietario, il 13 marzo. La 313 accompagna il pennuto in tutte le sue manifestazioni, anche quando da maldestro e pigro nipote di Paperone si trasforma nel suo doppio, il superpapero Paperinik. L’artefice di queste migliorie è Archimede Pitagorico. In quel caso cambiano i colori della vettura, da rosso, blu e giallo, diventano prevalenti il rosso e il nero per accordarsi con il costume di Paperinik. Paperone avrà pure la sua limousine enorme e sfarzosa, ma non ha tutta la storia della 313.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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