Altro che Titanic, la nave che ha mietuto più vittime (d’amore) è stata quella del capitano Stubing e del suo equipaggio. Una nave dove sono saliti tutti, vecchie glorie di Hollywood e altri che da lì a poco lo sarebbero diventati.
La crociera che inizia, Little Tony che canta…certo non è Celine Dion e la nave invece di essere il Titanic è la Pacific Princess, ma nel corso della sua onorata carriera, Love boat è stato un vero e proprio fenomeno televisivo.

Un fenomeno pop, dove tutti hanno avuto una parte.
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La nave dell’amore
Molto prima di Primo appuntamento crociera condotto dall’ex gieffino Flavio Montrucchio, c’è stata un’altra nave in cui la gente saliva e boom, si innamorava. Lo zefiro marino aveva poteri che neanche Cupido…
Love boat è andata in onda dal 1977 al 1986 ideata da un vero genio del genere, Aaron Spelling (il papà di Tori, attrice in Beverly Hills 90210). Pare che l’idea per lo scenario Spelling lo abbia tratto da un libro di Jeraldine Saunders, The love boats.
A parte i membri dell’equipaggio, il capitano Merrill Stubing (Gavin MacLeod), il Dr. Adam “Doc” Bricker (Bernie Kopell), il commissario di bordo Burl “Gopher” Smith (Fred Grandy), il barista Isaac Washington (Ted Lange) e la direttrice di crociera Julie McCoy (Lauren Tewes), gli attori cambiano in ogni episodio. Il paradiso delle guest star! Ogni puntata prevedeva lo svolgersi parallelo di tre storie (d’amore). Tutto molto semplice e prevedibile ed in questo decisamente rassicurante.
Un red carpet d’antan
Sul ponte di quella nave sono passati praticamente tutti, dalla prima donna a ricevere l’oscar nel 1929, quella Janet Gaynor, il cui volto ispirò Walt Disney per Biancaneve, a Olivia De Havilland, già protagonista di Via col vento, Gene Kelly, Debbie Reynolds star di Cantando sotto la pioggia nonché mamma di Carrie Fisher, indimenticata principessa Leia di Guerre Stellari, fino agli (allora) quasi esordienti Tom Hanks e Tim Robbins. E questa è solo la punta dell’iceberg (ogni riferimento al Titanic è puramente voluto).
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Ma sulla Pacific Princess si è imbarcato anche qualcuno che non faceva parte delle vecchie glorie stagionate e neanche dei giovani artisti promettenti. Un artista vero, uno di quelli, che a torto o a ragione hanno segnato un’epoca: Andy Warhol.
Andy Warhol?
Ebbene sì. Il padre della pop art, l’artista che ha influenzato una generazione, colui che è stato non solo pittore, ma anche scultore, grafico, illustratore, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo, regista ha recitato in Love Boat. E chi interpretava? Sé stesso, naturalmente.
Le cose andarono più o meno in questo modo. Warhol aveva voglia di prendere parte a quel fenomeno popolare che era la serie ambientata in crociera, come lui stesso annota nei suoi diari. Passeranno alcuni anni da quando l’artista espresse il desiderio a quando l’episodio venne effettivamente girato. La puntata vide la luce nel 1985. Warhol aveva poche battute, anche se, sempre nei suoi scritti, annota un preoccupato “I started to get scared, I don’t know if I can go through with it.”
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Suoi compagni di episodio erano Tom Bosley e Marion Ross, papà e mamma Cunningham di Happy Days per intenderci, Milton Berle e Andy Griffiths. Marion interpretava una ex modella di Warhol che, però non aveva rivelato nulla del suo passato “artistico” al molto più pratico marito. Warhol non fece che portare sé stesso così come le persone si aspettavano che fosse. “My Stephen Sprouse jackets were there on the wardrobe rack. When I wear them, I think I finally look like people want Andy Warhol to look again.” Scrisse nei suoi diari.
Nei dieci giorni che passò sul set, Warhol divenne sempre più nervoso ed ansioso. Il copione prevedeva che lui dicesse questa battuta: ‘Art is crass commercialism’, ma lui non aveva nessuna intenzione di pronunciarla.
La pop art, quella vera, stava per stritolare anche lui.
Antonietta Terraglia


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