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ABBA

Abba, c’è dietro una storia (ed è terribile)

Il successo degli ABBA ha reso immortale una cantante il cui nome porta le tracce di un esperimento razziale nazista

Ci sono diversi modi di fruire la musica. C’è una modalità attiva, mi piace, la scelgo, la ascolto, e una passiva, piace a qualcun altro e io per qualche motivo sono costretta ad ascoltare. Nella modalità passiva si entra in contatto con musica che altrimenti, forse, non avresti mai deciso scientemente di ascoltare.

ABBA
Frida – Boomerissimo.it ®

Nella modalità passiva ho ascoltato e messo nel mio bagaglio culturale le canzoni che piacevano alla mia mamma (canzoni classiche napoletane perlopiù nella versione di Roberto Murolo) e quelle che ascoltava mia zia giovane, quella che all’epoca della mia infanzia era ancora in casa. 

La musica dell’infanzia

Lo spettro delle sue preferenze musicali era ampio e variegato. Aveva cassette dei Dik Dik, Camaleonti, Santana, Tom Jones, che era il suo preferito e gli Abba. 

Tom Jones ai tempi Boomerissimo.it ®

La sua modalità di ascolto era peculiare. Ascoltava le cassette quando era chiusa in cucina a friggere. Agli ordini di mio nonno, ognuna delle figlie che vivevano ancora in casa aveva un compito. Mia madre puliva la casa e lavava i panni e mia zia friggeva e lavava i piatti. Immaginate di dover friggere pesce, cotolette, verdure varie un giorno sì e uno no in quantità bastevole per cinque persone e potete fare un rapido conto del tempo dedicato alla musica. Io le facevo compagnia in quella cucina che sapeva di olio fritto, con il balcone perennemente spalancato. Non mi piaceva tutta la musica che ascoltava, avevo una certa passione per Santana e Tom Jones, per gli Abba avevo, invece una discreta antipatia, vai a sapere perché. Antipatia che è ritornata fuori con il successo del film Mamma mia, che quasi un ventennio orsono ha riportato in auge il gruppo svedese. Non si poteva ascoltare altro. Beh, perlomeno ha mostrato che la musica, fatta con criterio, può tornare ad essere apprezzata nonostante gli anni che passano.

ABBA

Gli ABBA nacquero  a Stoccolma nel 1972. Nel 1966 Björn Ulvaeus  e Benny Andersson iniziarono a scrivere canzoni insieme. Qualche anno dopo conobbero le cantanti Agnetha Fältskog e Anni-Frid Lyngstad.

Gli ABBA Boomerissimo.it ®

loro non fu solo un incontro di note, ma di vite. Agnetha e Björn si sposano nel 1971, mentre Frida e Benny nel 1978. Il nome del gruppo nasce dall’acronimo dei loro nomi. Il debutto internazionale ci fu nel 1974 con la vittoria all’Eurovision Song Contest con “Waterloo”. Il resto è storia della musica. Il gruppo metterà un punto alla propria attività quando anche i rispettivi matrimoni fallirono. C’è stato anche un breve ritorno, ma molto breve, appunto. Le minestre riscaldate non hanno lo stesso sapore.

Frida

Universalmente riconosciuto come gruppo svedese, è vero solo in parte. Sono tutti nati in Svezia tranne una, Frida. La nascita di Anni- Frid (questo il suo vero nome) non è frutto di un’ordinaria storia d’amore. Frida è invece una degli oltre diecimila Tyskerbarn (bambini tedeschi) nati in Norvegia durante l’occupazione nazista, da madri norvegesi e soldati tedeschi. La loro nascita faceva parte di un preciso programma nazista di incoraggiamento delle nascite “ariane” in Scandinavia, il progetto Lebensborn (Fonte di Vita).

Frida Abba
Frida bambina (screenshot YouTube)- Boomerissimo.it®

Il programma fu ideato da Heinrich Himmler, capo delle SS per promuovere la nascita di una “razza ariana” pura. Attraverso centri di maternità, favoriva la nascita di figli di SS e donne selezionate, incoraggiando anche l’adozione e, nei territori occupati, il rapimento di bambini “germanizzabili”. In poche parole, lo scopo era di  aumentare le nascite di bambini “razzialmente puri” e “sani” secondo l’ideologia eugenetica nazista. Le madri nubili dovevano essere di buon sangue (?). In principio questo privilegio era riservato alla Germania, ma si espanse nei territori occupati con popolazioni considerate “germaniche” (come Norvegia e Danimarca). In Norvegia aprì il primo centro nel 1941. Himmler spinse calorosamente i soldati tedeschi a unirsi con donne norvegesi bionde e “razzialmente superiori” per “arricchire” il ceppo genetico ariano. Non tutte le nascite da soldati tedeschi furono registrate ufficialmente nel programma (che privilegiava SS e prove di purezza razziale), ma la politica lo incoraggiava apertamente, e molti Tyskerbarn furono assistiti o associati alle strutture Lebensborn.

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Frida nacque nell’ambito di questo progetto nel 1945. La madre Synni Lyngstad, all’epoca era una diciannovenne semplice che si occupava del frutteto e del giardino. Amava la musica e  si dice che avesse una bella voce. Conobbe Alfred Haase, un sergente della Wehrmacht di stanza in Norvegia dal 1943. L’uomo aveva già una moglie e un figlio in Germania, ma a Synny non importava. A lui invece importava poco di lei. Lasciò la Norvegia senza neanche sapere della gravidanza della ragazza. 

il padre di Frida
Il padre, Alfred Haase (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it ®

Dopo la Liberazione, le madri dei Tyskerbarn furono etichettate “puttane tedesche” (tyskerhorer), ostracizzate, a volte internate o private di diritti civili. I bambini subirono atti orrendi di bullismo, tra cui insulti, violenze e, in alcuni casi documentati, sperimentazioni farmacologiche o ricoveri forzati in istituti psichiatrici. La madre di Frida e la nonna Arntine furono marchiate come traditrici nel piccolo villaggio e fuggirono in Svezia per evitare ritorsioni. La Svezia accolse centinaia di questi bambini mostrando maggiore tolleranza. La madre morì nel 1947 di insufficienza renale. Frida, che all’epoca non aveva ancora due anni, fu cresciuta dalla nonna. Crebbe credendo che il padre fosse morto affogato nel naufragio della nave che lo riportava in Germania. In Svezia sfuggì alla peggiore discriminazione che avrebbe subito in Norvegia.

Pur non essendo stata formalmente registrata nei registri Lebensborn, non essendo il padre un SS, Frida è riconosciuta come Tyskerbarn, una bambina nata in un contesto di nazificazione del paese. 

Frida, una storia terribile – Bomerissimo.it®

All’apice del successo degli ABBA, nel 1977, un lettore tedesco (forse il figlio di Haase, le fonti non sono chiare) riconobbe il nome del padre in una biografia pubblicata su un giornale per teenager, Bravo. Padre e figlia si incontrarono a casa di lei. Frida descrisse quel momento come emotivamente difficile. Amici vicini alla cantante riferirono che l’incontro scatenò in lei una depressione profonda. Frida è, però, diventata un modello per l’associazione norvegese Krigsbarnforbundet Lebensborn che ha lottato per il riconoscimento di questi bambini come vittime. Mentre molti di questi “bambini di guerra” subirono abusi estremi, Frida, cresciuta in Svezia, rappresentava il “successo possibile” nonostante le origini. Solo nel 2018 il premier norvegese Erna Solberg presentò scuse ufficiali alle madri e ai figli di guerra per lo stigma e le discriminazioni di Stato. Meglio tardi che mai. 

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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