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La donna che visse due volte

Hitchcock, Stewart, Vertigo: capolavoro accusato per niente

Quattro film, un’alchimia precisa e poi il silenzio: Hitchcock e James Stewart costruiscono insieme alcuni dei thriller più perfetti della storia del cinema. Poi più nulla

Come i pittori avevano le loro muse, alcuni registi si sentono più sicuri se ricorrono ad attori che rispecchiano il loro immaginario.

La donna che visse due volte
James Stewart e Hitchcock – Boomerissimo.it®

Non sono casi isolati, basti pensare a John Ford e John Wayne, Scorsese e il sodalizio con Robert De Niro e Leonardo Di Caprio, Akira Kurosawa e Toshiro Mifune fino a Tim Burton e Johnny Depp. E’ quindi pratica consolidata nel tempo e nello spazio.

Hitchcock e i suoi feticci

Alfred Hitchcock non si è sottratto a queste associazioni. Aveva i suoi attori/attrici preferiti. Cary Grant, James Stewart, Ingrid Bergman,Grace Kelly, Tippy Hedren sono alcuni degli attori che il regista inglese, dall’aspetto placido e tranquillo,  amava avere nei suoi film.

Alfred Hitchcock e Cary Grant – Bomerissimo.it®

Preferiva scegliere collaboratori fidati e malleabili, che potessero incarnare personaggi complessi senza improvvisazioni o method acting di cui non era un estimatore. Pare che proprio per l’uso del “metodo” ci furono forti   tensioni con attori come Montgomery Clift e Paul Newman. La familiarità con gli stessi volti gli permetteva di costruire una sorta di “famiglia”, risparmiando tempo in spiegazioni e avere una ragionevole garanzia di risultato. Di Cary Grant, adorava il suo charme debonair e la capacità di mescolare umorismo e dramma. Un altro dei suoi favoriti era James Stewart, di cui apprezzava il suo appeal da “uomo comune” che rendeva credibili ruoli tormentati.

Alfred e Jimmy

Alfred Hitchcock e James Stewart erano, per certi versi, l’opposto l’uno dell’altro. Il regista londinese aveva un aspetto altolocato alla Churchill, ossessivo, estremamente pignolo nel suo lavoro. L’attore americano era  magro, cordiale, un reduce di guerra e patriota con la voce un po’ nasale che lo rendeva l’americano per antonomasia. Hitchcock era arrivato a Hollywood nel 1940, scritturato da David O. Selznick dopo i successi britannici de Il club dei 39 e La signora scompare. Perfezionista che controllava ogni dettaglio della produzione, aveva idee molto precise sull’uso degli attori: strumenti da plasmare, non collaboratori. Stewart era nato in Pennsylvania, aveva servito come pilota durante la Seconda Guerra Mondiale raggiungendo il grado di generale di brigata. Frank Capra lo aveva reso immortale in La vita è meravigliosa. Non era un divo nel senso classico, non era aitante e sbruffone come Clark Gable, ma aveva la dote rara di sembrare un uomo comune catapultato in situazioni straordinarie. Esattamente quello che cercava Hitchcock.

Quattro film, un’alchimia

La loro prima collaborazione fu per Nodo alla gola del 1948. Quel film fu un esperimento tecnico molto audace per l’epoca. Fu girato in modo da sembrare un unico piano sequenza continuo. Stewart interpretava un ex professore che scopre l’omicidio commesso da due ex allievi, ispirato al caso Leopold e Loeb. Non fu un successo commerciale, ma fu l’inizio di un sodalizio. Hitchcock apprezzava che Stewart sapesse passare da affabile a tormentato senza soluzione di continuità.

Doris Day, James Stewart e Hitch sul set de L’uomo che sapeva troppo – Bomerissimo.it®

Il loro capolavoro arrivò con La finestra sul cortile del 1954. Stewart è L.B. Jefferies, fotografo con una gamba ingessata che comincia a spiare i vicini dalla finestra e si convince di aver assistito a un omicidio. Il loro rapporto paga: quattro nomination agli Oscar e un incasso milionario. Seguì L’uomo che sapeva troppo con Stewart e Doris Day in cui il regista delinea un complotto internazionale in Marocco. La colonna sonora di Bernard Herrmann, la sequenza dell’assassinio alla Royal Albert Hall, Que Sera Sera diventata un classico fanno il resto. Altro successo.

Vertigo e la fine

Nel 1958 Hitchcock girò il film che riteneva sarebbe stato il suo capolavoro, La donna che visse due volte (Vertigo), tratto dal romanzo D’entre les morts di Boileau-Narcejac. Stewart interpreta Scottie Ferguson, ex detective afflitto da acrofobia (fobia delle altezze), incaricato di seguire Madeleine, interpretata da una giovanissima Kim Novak, ossessionata dal fantasma di un’antenata. San Francisco, i campanili, e un finale che smonta il meccanismo del thriller per costruire qualcosa di molto più sconcertante fanno di Vertigo qualcosa di eccezionale.

La famosa sequenza – Bomerissimo.it®

Hitchcock usò tutto quello che aveva nel suo armamentario per girarlo: il dolly zoom (da allora chiamato effetto Vertigo), i colori ipersaturi, la colonna sonora di Herrmann tra le più elaborate della storia del cinema. Il cast aveva però un problema di partenza. Vera Miles, scelta inizialmente per il ruolo femminile, aspettava un bambino e fu sostituita da Novak. Hitchcock non la digerì mai del tutto. Lui amava le “cool blonde” che diventano “whores in the bedroom”, come disse lui stesso. Donne con un’aura di mistero e vulnerabilità esterna che nascondevano un fuoco interiore. I protagonisti avevano una notevole differenza d’età, Stewart aveva cinquant’anni e Novak venticinque.

Il capolavoro – Boomerissimo.it®

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Il film uscì il 9 maggio 1958. I critici dell’epoca, Bosley Crowther del New York Times in testa, lo definirono “lento e confuso”. Al botteghino incassò appena 3,2 milioni di dollari negli USA contro un budget di 2,5 milioni. Hitchcock ne rimase devastato. In privato, e poi nelle conversazioni con François Truffaut addossò la colpa a Stewart: “Il pubblico non poteva credere che un uomo di cinquant’anni si innamorasse perdutamente di una ragazza di venticinque.” La lettura era comoda, forse parzialmente vera, certamente incompleta. Vertigo era avanti di vent’anni rispetto al suo tempo. La struttura narrativa disorientava un pubblico abituato alla suspense lineare, i temi di manipolazione e ossessione erano cerebrali in un’epoca che cercava altro. Stewart non era il problema. Era il pretesto.

La donna che visse due volte
James Stewart e Kim Novak in una scena del film (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it®

Dopo Vertigo i due non lavorarono mai più insieme. Hitchcock girò Intrigo internazionale con Cary Grant, poi Psyco e Gli uccelli. Stewart continuò con Anatomia di un delitto e L’uomo che uccise Liberty Valance di John Ford. Carriere parallele, senza più incroci. Nel 2012 la rivista Sight & Sound votò Vertigo come miglior film di tutti i tempi, scalzando Quarto potere di Orson Welles da una vetta immobile da cinquant’anni. Stewart, morto nel 1997, fece in tempo a vedere il film rinascere. Hitchcock, scomparso nel 1980, no. Il film per il quale accusò di vecchiaia il suo attore è oggi considerato un’opera sulla quale il tempo non ha presa alcuna. Oggi l’age gap è la norma. Per certe categorie, almeno.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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