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tutto il calcio minuto per minuto

Ciotti – Ameri: il duello in diretta, minuto per minuto

Non solo radiocronisti, ma poeti del pallone, un viaggio nel rito della domenica pomeriggio anni ’70

Chi non ha vissuto lโ€™epoca della schedina, non puรฒ ragionevolmente comprendere lโ€™ansia che accompagnava i tifosi in quei pomeriggi della domenica.  Era un rituale a cui nessuno si sottraeva, il dopopranzo aveva la stessa voce, quella dei radiocronisti di Tutto il calcio minuto per minuto.

tutto il calcio minuto per minuto
Sandro Ciotti e Enrico Ameri- Boomerissimo.it

Radiocronisti che prima di essere tali erano giornalisti, di quelli che le emozioni sapevano comunicarle usando le parole e non solo urlando ed allungando vocali. Perdonate la divagazione, ma mi รจ capitato di imbattermi in un GP, o meglio nei momenti che precedevano il via. Il sottofondo musicale era il Buono, il brutto e il cattivo ad un volume imbarazzante. Quello che dicevano i deputati alla narrazione dellโ€™evento era inintelligibile tra la musica e il frastuono delle auto e il tutto condito da battute penose. Ma sono io eh, che non capisco.

Tutto il calcio minuto per minuto

Eravamo tutti vincitori di grosse somme ed in procinto di cambiare vita. Chi sognava di comprarsi la casa, chi la macchina, chi il frigorifero nuovo con lโ€™orecchio appiccicato alla radio e lo sguardo alla schedina. Che poi non era mai una sola. Cโ€™era quella ragionata con lโ€™andamento del campionato e la salute dei giocatori, quella fatta a c..o e lโ€™immancabile giocata e rigiocata da decenni perchรฉ โ€œprima o poi deve uscireโ€. E che il calcolo delle probabilitร  vada alle ortiche.

La schedina del Totocalcio! – Boomerissimo.it

Non si avverava mai il sogno di fare tredici, tranne quando le quote, come dicevano al tg, erano โ€œpopolariโ€. Diecimila lire, insomma, tanto per giocare ancora. Le star della domenica erano i radiocronisti di Tutto il calcio minuto per minuto che ogni settimana dovevano inventarsi metafore e similitudini, per farti visualizzare unโ€™azione di gioco. E facciamo i nomi e i cognomi! Coordinatore tra i vari campi รจ stato per quasi trentโ€™anni Roberto Bortoluzzi. Dal suo studio di Corso Sempione 27 a Milano dirigeva le operazioni con stile e poche parole. 

Da studio, Roberto Bortoluzzi – Boomerissimo.it

Cโ€™era ovviamente una gerarchia tra i giornalisti che commentavano le partite. Piรน importante la squadra e la partita, piรน blasonato il cronista. Oltre a questo criterio di โ€œpiรน bravo della classeโ€, cโ€™era anche quello territoriale. Cโ€™erano gli specializzati nelle squadre del nord, chi Roma e dintorni e quelli del sud. Negli anni Settanta piรน o meno le associazioni erano queste. Prima voce assoluta assegnata al campo principale era Enrico Ameri. A lui venivano affidate le partite piรน importanti della giornata, soprattutto Juventus, Milan e Inter quando erano coinvolte in big match. Il suo stile di narrazione era veloce e preciso. Fu il primo a rompere la rigiditร  degli interventi di 4 minuti introducendo interruzioni immediate per i gol. Si diceva tifasse Genoa, anche se non lo dichiarรฒ mai. Seconda voce diventata prima dopo Ameri, era lโ€™inconfondibile Sandro Ciotti. Era sempre in competizione con Ameri per il campo centrale. A lui veniva affidata Roma e Lazio. La sua voce roca e la sua enorme cultura lo hanno reso unico. Sua la voce che raccontรฒ  lo scudetto del Cagliari il 12 aprile 1970. Di fede laziale.

Provenzali, Ameri, Ferretti – Boomerissimo.it

La terza voce era quella di Claudio Ferretti. Era un figlio dโ€™arte. Suo padre, Mario, fu lโ€™autore della frase: โ€Un uomo solo รจ al comando… Fausto Coppi”. Oltre al calcio prestava la sua voce al  ciclismo, atletica, basket e pugilatoโ€‹. Anche lui laziale. Da Genova la voce era quella di  Alfredo Provenzali. Sue le partite di Sampdoria e Genoa dallo stadio Luigi Ferraris. Suo pigmalione fu Nicolรฒ Carosio. Cuore per la Samp.  Piero Pasini raccontava da Bologna. Ma il suo racconto piรน importante lo fece dalle Olimpiadi di Monaco del 1972. Fu lโ€™unico giornalista testimone dellโ€™assalto di Settembre Nero. Riuscรฌ a eludere la polizia tedesca vestendosi da judoka. Morรฌ facendo il suo lavoro, durante una telecronaca, il 13 dicembre 1981.

Piero Pasini
Piero Pasini – Boomerissimo.it

Marcello Giannini commentava da Firenze. A lui lโ€™onore di raccontare lo scudetto viola. Durante lโ€™alluvione del 1966 calรฒ un microfono dalla finestra per far sentire il rumore dellโ€™acqua a chi non credeva alla gravitร  dellโ€™evento. โ€‹Per il sud cโ€™era Tonino Raffa, ma il suo cuore batteva per la Reggina.  Le partite di serie B erano affidate a Ezio Luzzi, che godeva ad interrompere i big match segnalando un imperdibile gol magari a Catanzaro. 

Il fuorionda tra Ameri e Ciotti

I due erano grandi giornalisti e grandi rivali. Ciotti, soprattutto, un poโ€™ soffriva ad essere il secondo e quasi godeva ad interrompere il suo superiore in grado, Ameri.

Ciotti e Ameri d’epoca – Boomerissimo.it

Il 27 aprile 1975, era la 27ยช giornata di campionato, quartultima della stagione, con la Juventus che giocava in casa contro la Lazio al Comunale di Torino, mentre il Napoli affrontava l’Inter al San Paolo.โ€‹โ€‹ Durante la trasmissione di “Tutto il calcio minuto per minuto” successe lโ€™impensabile.  Ameri (da Torino): “Comunque la Lazio con Re Cecconi ha recuperato il pallone, lo lancia sulla testa…”Ciotti (interrompendo da Napoli): “Scusa Ameri, sono destinato ad interromperti oggi. Il Napoli ha portato di nuovo a due le lunghezze di vantaggio segnando con Braglia al 22esimo, 3 a 1 quindi la situazione per il Napoli…”Ameri riprese linea dopo l’interruzione di Ciotti, ma prima che il collega ricominciasse a parlare, pensando di avere il microfono spento, sbottรฒ con con voce chiara e limpida: “Ma come si fa ad essere cosรฌ coglioni?!”

Il duello Ciotti Ameri – Boomerissimo.itยฎ

โ€‹โ€‹Subito dopo la gaffe, il coordinatore Bortoluzzi intervenne dall’ufficio centrale ricordando a tutti i cronisti di “tener chiuso il microfono al termine dell’intervento”. Ameri si rese immediatamente conto di aver commesso unโ€™imprudenza e, riprendendo la cronaca, tentรฒ di giustificarsi dicendo:โ€‹โ€‹ “Pochi istanti fa siamo stati costretti a respingere l’attacco di un tifoso laziale che voleva entrare in cabina”.โ€‹โ€‹ Dicesi โ€œpezza a coloriโ€ Il giorno seguente  Ameri e Ciotti furono convocati dal direttore Guglielmo Moretti, figura molto temuta in Rai. Durante il confronto: Ameri mantenne la posizione, ribadendo la presenza di un tifoso molesto. Ciotti accettรฒ le scuse del collega con eleganza. La direzione Rai decise, per quella volta, di non prendere provvedimenti disciplinari.  Qualche anno dopo Massimo De Luca raccontรฒ la versione che circolava da anni in redazione. L’insulto era effettivamente rivolto a Ciotti per le continue interruzioni, ma Ameri ebbe la prontezza dโ€™animo di inventarsi una storia plausibile. I due giornalisti continuarono a stimarsi pur rimanendo rivali. Un atteggiamento estinto.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.itยฎ

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