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Greta Garbo

Greta Garbo, il debutto: stroncata da Orson Welles

La Divina per eccellenza, prima e forse ultima ad un tempo è stata anche lei una goffa aspirante attrice

Greta Garbo è stato il nome del cinema, la versione al femminile, ma ad un livello superiore di Rodolfo Valentino.

Greta Garbo
La divina Greta Garbo – Boomerissimo.it

Ad un certo punto della sua carriera, che si può tranquillamente definire unica, è caduto anche il nome. Lei era “La” Garbo.

Immortale

Marlene Dietrich e Joan Crawford non erano due attrici modeste. Sapevano perfettamente di essere non solo straordinarie attrici, ma simboli di bellezza e seduzione. Non sminuivano affatto la propria carriera a favor di giornalisti per ottenere consenso. Non era il loro stile. Erano dive, star adorate dai loro ammiratori.

Divina – Boomerissimo.it

Eppure, entrambe, interrogate sulla Garbo, se mai si fossero sentite in competizione con lei, dissero che non c’era gara. La Garbo era fuori concorso, di un altro mondo. In questo loro atto di devozione, probabilmente aveva pesato anche il precoce ritiro dalla scene dell’attrice svedese, che aveva liberato un bel po’ spazio. Un calcolo semplicistico però. E’ stata proprio la sua scelta di diventare invisibile a perpetuare il suo mito. Se altri attori (James Dean ad esempio) hanno dovuto morire per essere consegnati alla storia, Greta Garbo ha solo ucciso il suo personaggio, la divina, per tornare ad essere Greta Lovisa Gustafsson. Quella Greta, però, aveva rimpiazzato il tre stanze e cucina senza riscaldamento di un quartiere di Stoccolma con un appartamento di oltre 250 metri quadri al 450 East 52nd Street a New York. Una casa che prendeva un intero piano,  ricco di opere d’arte al quale si accedeva da un ascensore privato. La privacy doveva essere totale.

In giro per New York – Boomerissimo.it

La realtà non era quella di una persona solitaria nel suo antro, a guardare i suoi vecchi film come la Norma Desmond di Sunset Boulevard. Aveva una sua vita sociale, guardava la tv. Usciva tutti i giorni per lunghe passeggiate, vestita in abbigliamento maschile. Non era difficile incrociarla nei dintorni di casa sua. Aveva solo smesso di “fare le facce”, come era solita dire. Il ruolo di mangiatrice di uomini alla Theda Bara le era stato stretto sin da subito. Grazie alla sua fama aveva guadagnato potere contrattuale. Sceglieva ruoli, metteva veti. Nelle scene d’amore pretendeva che fosse presente solo l’operatore e l’addetto alle luci. Anche il regista non era permesso. Veniva spedito a farsi un “milkshake”. Aveva segnato il cinema. Era passata indenne dal muto al sonoro. Il  primo film in cui si sentiva la sua voce fu pubblicizzato con le parole “Garbo talks”! e la sua prima commedia con “Garbo laughs”!. Aveva tutti i registri come attrice, ma era altrettanto consapevole che Hollywood tritava le donne che non erano più pulcini, in favore di qualcuna più giovane. C’è sempre qualcuna più giovane. Meglio lasciare quando si è al massimo. Niente (come si usa tanto oggi) ritorni, reboot, operazione nostalgia. Niente programmi tv per raggranellare soldi. Era una persona, prima di essere la Garbo ed era tornata ad esserlo dopo. Quando morì, nel 1990, il suo patrimonio era vasto e pressochè intonso.

Bisogna pur cominciare

Anche Greta, ha, però, dovuto cominciare. Ne giravano pochi di soldi a casa sua. Padre operaio saltuario e madre impiegata in una fabbrica di marmellata. Non sembrava esserci spazio per l’arte. A quattordici anni venne a mancare il padre. Sebbene fosse la più piccola di tre figli, lasciò la scuola, trovare un lavoro divenne imperativo. Era una bambina triste, come lei stessa raccontò anni dopo, andava a pattinare, a giocare con le palle di neve, ma la sua attività preferita era essere lasciata in pace. Eppure come molti timidi, amava recitare. Girava per i teatri e guardava gli attori entrare ed uscire dalla porta destinata agli artisti.  Nel frattempo, a quindici anni, aveva trovato un buon lavoro presso i grandi magazzini PUB a Stoccolma. I PUB, fondati nel 1916, erano uno dei primi esempi di centro commerciale. Ci si ritrovava lì per guardare le ultime novità in fatto di moda, ma erano anche luogo di svago e di aggregazione. 

Greta prima di diventare la Garbo – Boomerissimo.it

Qui Greta lavorava come modista, commessa e modella. Non era ancora la donna ricca di fascino che avrebbe conquistato la storia. Hollywood non si era ancora innamorata dei suoi zigomi alti, che catturavano la luce in modo drammatico. Era un’adolescente robusta, con una permanente cespugliosa. Ma aveva qualcosa se decisero di usarla come attrice per due pubblicità. In uno “Herrskapet Stockholm ute på inköp” (“Mr. and Mrs. Stockholm Go Shopping”) del 1920, conosciuta anche come “How not to dress”, la diciassettenne futura Garbo fa la modella per abbigliamento femminile, mostrando diversi outfit per una collezione di vestiti. L’altra “Our daily bread” (“Konsumtionsföreningen Stockholm med omnejd”) del 1921 è una pubblicità per prodotti da forno della Cooperativa dei Consumatori di Stoccolma. In questo filmato, Garbo e alcuni amici sono ripresi mentre gustano dolci sulla terrazza del Grand Hotel Strand di Stoccolma e durante un picnic all’aperto.

Greta Garbo e Orson Welles – Boomerissimo.it

Le pubblicità furono dirette da Ragnar “Lasse” Ring e prodotte dalla Hasse W. Tullbergs Filmindustri. La prima pubblicità PUB venne distribuita il 12 dicembre 1920, quando Garbo aveva solo 15 anni. Per il suo primo lavoro cinematografico ricevette 10 corone al giorno.  Il regista e attore Erik A. Petschler,  la scoprì proprio grazie a questi lavori pubblicitari mentre lei lavorava nel reparto modisteria del PUB. Fu lui ad offrirle il suo primo vero ruolo cinematografico in “Peter the Tramp” nel 1922.

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Molti anni più tardi Orson Welles vide questi filmati presso l’Istituto Cinematografico Svedese. Con il suo solito spirito dissacrante disse che c’era ben poco che lasciasse presagire la futura grandezza della “mucca svedese” guardando quelle pubblicità. Ma la “mucca” nel frattempo aveva vinto una borsa di studio per la Royal Dramatic Theatre school di Stoccolma, era stata scelta, portata negli USA e messa sotto contratto da Louis B. Mayer, era diventata la Divina, la Garbo.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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