Mentre le icone del cinema via via ci lasciano, ce n’è una che da tempo ha deciso di sparire, lei e la sua chioma bionda.
Chi come i miei coevi hanno vissuto amando il cinema dell’età d’oro, sta vivendo un triste momento.

Per ragioni anagrafiche, tutti quelli che abbiamo amato ci stanno lasciando. Un po’ come le riunioni dei parenti, prima ci si vede ai compleanni, poi ai matrimoni, alle nascite ed infine ai funerali. E’ fisiologico.
Un lungo addio
E se i parenti li vediamo invecchiare man mano e la loro immagine nella nostra mente si modifica in modo graduale, per le star del cinema e dell’arte con i quali non abbiamo frequentazione assidua, la notizia della loro dipartita ci lascia a volte attoniti. Magari avevamo visto proprio il giorno prima un film che li vedeva protagonisti, giovani, brillanti e questo apparente salto temporale ci fa percepire la cosa ancora come più dolorosa.
Abbiamo perso Alain Delon, ma nella nostra mente sarà sempre il giovane e affascinante Tancredi, Gina Lollobrigida è ancora la Bersagliera o al limite la Fata Turchina del Pinocchio televisivo. Ma il tempo passa per tutti, c’è chi decide di accoglierlo nel bene e nel male e chi sceglie di proteggersi o di proteggere l’immagine di ciò che è stato.
E’ successo in passato con Greta Garbo che abbandonò le scene e rifiutò di apparire in pubblico nel 1941 ad appena trentasei anni ed in tempi un po’ più recenti con Brigitte Bardot. L’icona di un certo tipo di bellezza, la protagonista di Et Dieu… créa la femme, decise di ritirarsi a vita privata nel 1973, a trentanove anni.
La nascita di un’icona
Anche Brigitte Bardot, come Sophia Loren è arrivata al traguardo dei novanta anni. Cifra tonda ragguardevole, ma le due attrici non potrebbero essere più diverse. Entrambe sono state star importanti, ma la Loren rappresentava una star più tradizionale e duratura, concentrata sulla sua carriera di attrice fino ad arrivare a Hollywood e all’Oscar, la Bardot incarnava un’icona più ribelle e sessualmente libera che catturava lo zeitgeist degli anni Sessanta.

Diverse lo erano anche nell’immagine, insomma nel trucco e parrucco.
L’italianissima Loren ha mantenuto i colori mediterranei che sono stati la sua fortuna, diventando negli anni sempre più raffinata, mentre la Bardot, nata anche lei pura brunette, ad un certo punto ha tinto i capelli di un voluttuoso biondo. E l’acconciatura? Segno distintivo di B.B. sono stati la coda di cavallo alta e la frangia piena. Ma questa scelta non è stata un caso e un po’ c’entra anche quell’artista senza tempo che è stato Picasso.
La storia di Brigitte Bardot, Pablo Picasso e dell’iconica acconciatura a coda di cavallo è affascinante.
Nel 1954, una giovane donna di nome Sylvette David attirò l’attenzione di Picasso. La giovane aveva appena diciannove anni. Era una ragazzina timida che viveva con la madre in Costa Azzurra. Il pittore spagnolo, anche lui di stanza in quei luoghi, rimase colpito da questa giovinetta che nulla sapeva di lui e che portava i lunghi capelli biondi raccolti in una coda di cavallo e con una folta frangia. Sylvette divenne la musa del pittore che le dedicò numerosi ritratti e sculture. Sono oltre sessanta le opere che l’artista dedicò a questa ragazzina riservata, opere che furono riunite in una mostra a Parigi.
Pare che B.B. vide la mostra, ma soprattutto incontrò casualmente la musa di Picasso a Cannes e decise di adottarne il “look”.
Brigitte Bardot incontrò Pablo Picasso nel 1956, quando lei aveva 21 anni e lui 74. Il loro incontro avvenne nella villa di Picasso a Vallauris, in Costa Azzurra. Sebbene l’attrice con la nuova acconciatura fosse molto somigliante a Sylviette, il pittore non ne trasse ispirazione per un ritratto.
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Nella sua biografia, la Bardot scrisse: “Andai a trovare Picasso, ma siccome aveva già fatto Sylvette David, non volle fare me”. La coda di cavallo della Bardot fu vista come una “concessione civettuola” a Picasso, che adorava quell’acconciatura alla moda perché tirava la pelle e faceva sembrare il viso più giovane. Sylvette David (che in seguito divenne un’artista) trovò la cosa divertente e commentò la situazione dicendo: “Lei era più bella di me, in un certo senso: più sexy. Io non ero sexy, stavo scappando dal sesso! Divertente, non è vero? E Picasso se ne accorse”.
B.B. era troppo sexy per Picasso o forse soltanto arrivata troppo tardi.
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®


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