La voce della regina del soul continua ad incantare anche quando racconta delle sue sfide personali.
Chi vi scrive non ha alcun talento musicale. Non so suonare alcuno strumento, non so cantare e non ho mai coltivato ambizioni in merito per il bene dell’umanità.

Nella mia idea antiquata dovrebbe cimentarsi nel canto chi è in grado di farlo non solo con l’estensione vocale, ma con la capacità di emozionare. I virtuosismi sono noiosi tanto quanto le canzoni parlate e in autotune.
Poi ci sono personaggi che sono stati benedetti (parola senza alcun intento confessionale) sia da una voce che è in sè uno strumento che dalla capacità di toccare l’anima di chi le ascolta. Una di queste è sicuramente the Queen of Soul, Aretha Franklin.
Amazing grace
Figlia di un pastore e di una pianista, Aretha sin da piccola ha mostrato un talento fuori dall’ordinario. Purtroppo a soli dieci anni ha perso la madre. Probabilmente se fosse vissuta, Aretha non avrebbe avuto il primo figlio a dodici anni ed il secondo a quindici. Non che le sue gravidanze abbiano portato più di tanto sconcerto in famiglia. Aretha stessa in più di una intervista ha raccontato di come tutta la sua famiglia l’abbia supportata. L’aver avuto figli in così giovane età non l’ha distolta per un attimo dal perseguire la sua carriera, carriera che è anche una passione: la musica. Dalla madre ha ereditato il dono della musica, dal padre la determinazione.

A diciotto anni firma per la Columbia records. Il dirigente della casa discografica, John Hammond, che una qualche esperienza ce l’ha (aveva messo sotto contratto una certa Billie Holiday), rimane impressionato nell’ascoltare i nastri della giovanissima cantante. Ma questo non è stato il primo contratto che Aretha firma. Il primissimo, con una piccola etichetta, lo aveva già sottoscritto ad appena quattordici anni.
Straordinaria e normale
E’ stata un’artista straordinaria. Nel 1998, ai Grammy Awards le fu chiesto di sostituire Luciano Pavarotti che ha dato forfait quasi all’ultimo minuto. Aretha, forte della sua determinazione, cocciutaggine ed un pizzico di follia, prepara e canta Nessun Dorma, guadagnandosi una standing ovation. I grandi non sono dei santi e meno male. Sono persone che hanno manie, difetti, ombre, battaglie da combattere.
A lungo, a più riprese Aretha ha lottato contro l’alcol e i conseguenti problemi di peso che hanno finito per minare la sua salute. Aveva anche tante piccole manie. Non amava prendere gli aerei, il che per una donna che vive negli Stati Uniti ed è spesso in giro per concerti non è il massimo. Tutto pare che sia partito da un volo del 1982. L’aereo affronta una turbolenza che spaventa non poco l’artista. Da allora Aretha preferisce affrontare lunghi spostamenti in macchina o su qualsiasi altro mezzo ben ancorato a terra.
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Aveva anche le sue piccole manie da diva: una enorme passione per scarpe e cappelli. Una donna straordinaria, ma che condivideva con tante di noi una sfida epocale, una sfida che si rinnova giorno dopo giorno, incessante e sempre più difficile.
Ed è in una intervista concessa nel 2008 a Larry London nel tv show Border Crossings che l’artista rivela la sua più grande difficoltà: decidere cosa cucinare per cena, sera dopo sera, mese dopo mese, anno dopo anno. Eh sì, perchè come candidamente rivela al suo intervistatore è lei che si occupa di cucinare e di fare il bucato, rivelando tutta la pressione che molte di noi conoscono di inventarsi qualcosa da mettere in tavola. La donna che ha cantato davanti al presidente Obama, che ha sostituito Pavarotti alla grande, che ha vinto 21 grammy, la cui voce lo stato del Michigan ha dichiarato “meraviglia della natura” era, in fondo, una di noi. Forte di questa consapevolezza, oggi mi chiederò con meno ansia: Che cucino stasera?
Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it ®


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