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Tina Turner e Randy Jackson

Quando Tina Turner sparò: un silenzio durato trent’anni

Quando la regina del rock decise di non alzare il telefono, una donna che ha sempre scritto da sola il suo finale

Non è la prima volta che lo scrivo, ma io adoro Tina Turner. Coltivo ammirazione istantanea per le donne che non hanno accettato il ruolo di vittime. Non sto qui a raccontare ancora la storia difficile di una donna che ha lasciato il marito con pochi centesimi in tasca, l’ho già raccontato.

Tina Turner e Randy Jackson
Tina Turner e l’episodio nascosto per anni – Boomerissimo.it®

E non starò neanche a rinverdire il suo valore come artista. La venero, così come Aretha Franklin. Voci potenti, donne poderose e decise in grado di essere bellissime oltre i soliti canoni. La forza, il carattere, il coraggio sono bellezza. E Tina di coraggio ne aveva parecchio.

Tina, i Platters e i Jacksons

Era il 1983. Private Dancer, il disco della rinascita non era ancora uscito, ma Tina Turner stava già cambiando la sua vita. Aveva lasciato Ike, si era trasferita a Los Angeles in una bella casa con porte a vetri scorrevoli ma protetta da cancelli di sicurezza. Niente più scenate, niente più soprusi, niente più paura. Solo musica, lavoro e persone di cui fidarsi. Tina non era solo tornata, stava diventando qualcosa di più grande di quello che era mai stata con Ike.

Bernadette e Randy all’epoca della loro relazione Boomerissimo.it®

Tra le persone di cui si fidava c’era Bernadette Robi. Bernadette è figlia di Paul Robi, uno dei fondatori dei Platters, il gruppo che negli anni Cinquanta aveva riempito le radio con Only You e The Great Pretender. La ragazza aveva avuto una storia con Craig, il figlio di Tina, quando erano adolescenti. Si erano lasciati, ma con Tina era rimasto affetto. Bernadette nel frattempo aveva vissuto la sua vita: aveva sposato Lynn Swann, il leggendario wide receiver dei Pittsburgh Steelers da cui aveva divorziato nel 1983. Una vita in prima pagina. Finito il matrimonio con Swann iniziò una relazione con Randy Jackson, quello dei Jackson Five, il fratello minore di Michael. Proprio quell’anno a ventun anni aveva avuto un brutto incidente d’auto che gli aveva fratturato entrambe le gambe. Una battuta d’arresto per un giovane, famoso, circondato dall’alone di una delle famiglie più potenti dello showbusiness americano. Ma dietro quella storia c’era un lato oscuro fatto di gelosia patologica e possessività. Una storia narrata dall’assistente di Tina, Eddy Hampton detto “Armani”, nel suo libro del 1998: The Real T: My 22 years with Tina Turner.

Tina, il rifugio di Bernadette

Bernadette raccontò a Tina che Randy era diventato gelosissimo proprio del loro rapporto. Convinto che tra le due ci fosse qualcosa di più di una semplice amicizia, aveva proibito a Bernadette di vederla o anche solo di parlarle, arrivando a minacciarla.

Randy e Michael Jackson – Boomerissimo.it®

Una sera Bernadette arrivò da Tina in lacrime. Disse che era scappata perché Randy stava per picchiarla. Raccontò che la controllava in ogni momento: la seguiva fuori dai negozi, la aspettava di nascosto fuori dalla palestra. Era diventato uno stalker e lei aveva paura. Tina la accolse. Conosceva bene quella storia. L’aveva vissuta per anni con Ike. Le preparò qualcosa, la ascoltò, la convinse a restare lì per la notte. Le disse: «Bernadette, ti sei trovata un Ike Turner. Devi liberarti di lui. So cosa vuol dire avere paura. È meglio per te se resti qui stanotte.» Poi Bernadette, con una di quelle mosse che solo chi è intrappolato in una relazione tossica capisce, scivolò in cucina con la scusa di prendere qualcosa da mangiare e chiamò Randy. Tina se lo aspettava.  Conosceva bene la dinamica, perché lei stessa lo aveva fatto con Ike infinite volte. Non disse niente. Aspettò. La ragazza alla fine confessò di avergli telefonato. Disse che era diventato strano dal punto di vista sessuale. Raccontò i dettagli e Tina le chiese perché gli avesse permesso di farle tutto quello. Mentre era ancora alterata, squillò il telefono. Era Randy, voleva Bernadette. La rockstar si infuriò: ”Damn it, Bernadette,why did you give that sick bastard my phone number?’  Ma la ragazza rispose, la sentivano urlare. La conversazione finì. Squillò ancora il telefono e rispose Tina. Gli intimò di non chiamare più e sbatté il telefono.

Chi bussa alla porta?

Dopo poco più di un’ora Randy scavalcò il cancello di sicurezza della villa e si avvicinò alla casa. Bussò. Urlava che voleva Bernadette. Tina minacciò di chiamare la polizia. Randy perse il controllo. In un attimo, uno dei grandi vasi di terracotta che erano fuori sfondò la porta a vetri. Schegge di vetro affilato si sparsero ovunque sul pavimento, insieme alla terra e ai cocci del vaso. L’uomo entrò in casa dalla finestra rotta, si fermò un secondo, ansimando e sudato, poi avanzò sul tappeto color crema, tra il rumore dei vetri calpestati. Aveva gli occhi fissi su Bernadette, farfugliando quanto la amasse e avesse bisogno di lei. Tutti in quella stanza si bloccarono per la sorpresa e il terrore. Tutti tranne una.

Tina punta la pistola
Tina e Randy quella sera, immaginati da BoomerissimoBoomerissimo.it®

Tina si mosse con calma verso la camera da letto.  Sul comodino, dietro le foto, teneva nascosta la sua pistola, un revolver calibro 38, sempre carica. Con un solo movimento afferrò anche il fucile a pompa, occultato dietro lo specchio ovale antico lì accanto. Armò il fucile, si girò e lo puntò alla testa di Randy Jackson. Era determinata ad usarli entrambi. 

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‘Freeze or I’ll blow your brains out.’  disse con una perfetta postura da tiro e la mira ferma. Randy si fermò solo un secondo. Poi ignorò l’avvertimento e si lanciò verso Bernadette. Tina puntò il fucile verso il soffitto e sparò un colpo di avvertimento. Tutti rimasero di stucco. Randy non si fermò. Tina sparò di nuovo, verso l’uomo stavolta. Preso. Alla gamba. Lui si lanciò fuori inseguito da Bernadette che gli urlava il suo amore. 

Le conseguenze

Solo allora Tina cominciò a tremare, le sirene della polizia si avvicinavano. Il giorno dopo alla porta di Tina giunse un uomo con una busta piena di contanti per ripagare i danni da parte del piccolo Jackson. Ma l’interprete di Private Dancer rifiutò con fermezza. Tina non fece denuncia. Aveva appena cominciato a ricostruire la sua immagine pubblica e la sua carriera da solista, e non aveva nessuna intenzione di vedere il suo nome sui tabloid per una storia di violenza. Bernadette Robi era l’ex moglie di Lynn Swann, star della NFL, aveva una storia con uno dei Jacksons, di lì a qualche anno sarebbe diventata la moglie di Sugar Ray Leonard. Una storia così sarebbe finita sulle copertine dei giornali prima di subito. I vetri furono sostituiti. La vita riprese. E Randy, senza una cicatrice all’ego ma con una bella cicatrice alla gamba, non tornò più.

Il post di Randy Jackson
L’ammissione di Randy (screenshot X)Boomerissimo.it®

Nel 2011, Randy Jackson su Twitter ammise tutto: «Sì, Tina Turner mi ha sparato. Ho ancora la cicatrice a dimostrarlo». Poi aggiunse: «Detto questo, da parte mia non c’era alcuna violenza, né ho mai posseduto o portato armi.» E Bernadette? Lasciò definitivamente Randy dopo quella notte.

Tina Turner aveva pagato a caro prezzo la propria libertà, non avrebbe permesso a nessuno di calpestarla di nuovo. Né ad Ike, né a un ragazzino, anche se il suo cognome era Jackson.

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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