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Il nonno di Putin

Putin, il nipote del cuoco: genealogia del potere da Rasputin a Stalin

C’è una linea diretta — fatta di pentole e segreti — che va da Rasputin a Lenin, da Lenin a Stalin, e da Stalin a Vladimir Putin. Si chiama Spiridon, e faceva il cuoco.

San Pietroburgo, Hotel Astoria, inverno del 1914.

Nella sala privata al primo piano, dove i lampadari di cristallo trasformano ogni cena in un piccolo teatro, Grigori Rasputin depone la forchetta e fissa il piatto vuoto con la soddisfazione di un uomo ascetico solo in apparenza. Un monaco di grandi appetiti, chei sa distinguere il buono dal mediocre. Alza gli occhi verso il cuoco in piedi accanto al tavolo, che aspetta la sua approvazione. È un giovane alto con i capelli scuri e la mascella larga. Ha un sorriso storto, che a chi segue le cronache degli ultimi vent’anni e più è vagamente familiare.

Il nonno di Putin
Spiridon Putin con Vladimir e Stalin – Boomerissimo.it®

Spiridon Putin, ventiquattro anni, prende il piatto e si ritira verso le cucine senza voltarsi. Solo quando è solo, sfila dalla tasca del grembiule il rublo d’oro che il monaco gli ha fatto scivolare tra le dita. Una leggenda? Forse. Ma, come molto spesso avviene nei corridoi del potere, e soprattutto di un potere antico e assoluto come quello del Cremlino, non è una leggenda che circola a caso, specie se chi la fa circolare è l’uomo che siede sul trono. Letteratura o no, leggende di comodo o no, quella di Spiridon è una storia vera. Ed è la storia di un uomo che non poteva saperlo, ma stava gettando, partendo dalle cucine, le fondamenta di una carriera familiare multigenerazionale  tra i grandi della Russia. Pochi anni dopo Spiridon Putin avrebbe cucinato per Lenin. Poi, saltuariamente, anche per Stalin. Settant’anni dopo la sua morte, è suo nipote quello che sta ai fornelli. E forse il piatto forte siamo noi. Suo nipote Vladimir Putin, quello che ha raccontato questa  storia al mondo intero.

Spiridon Putin 

Spiridon Ivanovich Putin nasce il 19 dicembre 1879 in una famiglia contadina del Governatorato di Tver. A dodici anni già lavora. A quindici è a San Pietroburgo, dove impara il mestiere nei ristoranti della capitale imperiale. L’Astoria è il posto che si conviene per un cuoco ambizioso come lui clientela ricca, palati esigenti. In quegli anni che non hanno ancora del tutto realizzato di essere anni pre-rivoluzionari, l’Astoria è il crocevia di personaggi che avrebbero fatto la storia o che la storia avrebbe fatto fuori.

Il nonno di Putin
Rasputin all’Hotel Astoria di Pietroburgo – Boomerissimo.it®

Rasputin, il monaco che governa nell’ombra, frequenta i migliori ristoranti della città. È un uomo che mangia con piacere, beve con più piacere ancora, e ha la preziosa capacità di ricordarsi delle persone che lo servono bene. Che Spiridon e il monaco si siano incontrati all’Astoria è plausibile quanto qualsiasi altra ricostruzione. Sappiamo però che i loro cognomi si somigliano davvero, un dettaglio che Rasputin, con il suo senso dell’ironia, difficilmente avrebbe potuto ignorare. La Rivoluzione del 1917 rovescia il mondo e lo rimonta il mondo in modo sconvolgente. Spiridon attraversa il caos con la forza di una professione che rappresenta una risorsa imprescindibile per qualsiasi regime. Arriva a Mosca, entra nelle cucine del Cremlino e viene assegnato come cuoco personale a Vladimir Lenin. Non è un ruolo secondario. Chi prepara i pasti per il capo mangia alla stessa tavola del potere, anche se deve farlo in piedi, con tanti saluti all’egualitarismo rivoluzionario. Dopo la morte di Lenin, nel gennaio del 1924, Spiridon continua a lavorare per la vedova Nadezhda Krupskaya e per sua sorella. In quegli stessi anni serve saltuariamente anche Stalin, nelle famose dacie del dittatore, fuori Mosca.

Il nonno di Putin
Spiridon Putin cuoco di Lenin – Boomerissimo.it®

Un lavoro che non si fa per un dittatore paranoico come Stalin, ossessionato dall’idea di essere assassinato, senza essere parte della sua macchina repressiva, la terribile NKVD. Un cuoco spia, un cuoco inquisitore? Certamente un cuoco a cui il capo ha delegato la sua sopravvivenza. Un cuoco sotto il microscopio, incluso nell’élite impenetrabile che alimenta. Il figlio di Spiridon, Vladimir Spiridonovich è il  padre del futuro Presidente di tutto le Russie, Piccolo Padre, Caro Leader che dir si voglia, insomma di Vladimir Vladimirovich Putin. È stato lui a  raccontare al bambino di essere andato a trovare Spiridon, nei luoghi segreti dove lavorava. Ha potuto osservare da vicino e raccontare a Putin come vivevano i vertici del regime sovietico: una storia da cui Putin sembra avere imparato molto. Spiridon sopravvive a Stalin, il che non era affatto scontato per chi si trovava a contatto di un dittatore pericoloso per tutti, ma soprattutto per gli “amici”. Detronizzato insieme al suo mentore, continuò a lavorare come cuoco in una casa di riposo del Partito Comunista a Ilyinsky, nella regione di Mosca, fino a pochi anni prima della morte, avvenuta il 19 dicembre 1965 — nel giorno del suo ottantaseiesimo compleanno. Vladimir Putin, il nipote nato nel 1952, aveva allora tredici anni.

Spiridon Putin – Boomerissimo.it®

Quel’uomo che aveva visto di tutto, di almeno due regimi russi non aveva mai raccontato nulla in pubblico. Ci pensò, e non certo per caso, suo nipote. Nel marzo del 2018, durante la campagna elettorale per la presidenza, Vladimir Putin partecipa a un documentario che porta semplicemente,il suo nome. In Russia non c’è bisogno di molto altro. Davanti alle telecamere, Vladimir ha tratteggiato quella che si può considerare una vera e propria genealogia del potere che, passando dai fornelli, arriva al cuore (o meglio allo stomaco) dell’eterno potere russo. Un cerchio chiuso, temibile e fragile, eterno percorso da scosse, in cui ogni tanto cambia tutto, per non cambiare mai niente. Un tipo di rivoluzione che, insieme all’importanza della cucina, conosciamo molto bene anche in Italia. 

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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