Un film che toglie il fiato e la voglia di guidare. Ma un grande protagonista è passato inosservato
Speed come tempistiche esula un po’ dalla nostra finestra temporale di boomer, ma, come diceva saggiamente Rhett Butler: Frankly, my dear, I don’t give a damn.

Speed è un film con ritmi altissimi e come si sarebbe detto una volta “al cardiopalma”. Quando sembra che tutto si sia risolto, che la soluzione sia dietro l’ultima curva, che tutto sia già stato detonato e saltato per aria, c’è ancora un’ultima bomba non prevista.
Tanti ingredienti per una buona riuscita
Il film è uscito nel 1994 e ha tutti gli ingredienti per catturare nella rete una buona dose di pubblico di vario genere.
C’è azione, scontro fisico, pistole, c’è il settore automotive al gran completo, automobili, autobus, vari autoarticolati con diverse funzioni. C’è il momento thriller, il pathos, il dramma per le morti dei passeggeri e quelle del caro amico innocente. Per ultimo, ma assolutamente non di secondo piano c’è Keanu Reeves che da solo vale il film. E va bene, c’è anche Sandra Bullock in versione ancora “verde” e Dennis Hopper che proprio l’ultimo della fila non è.
Per quel ristretto manipolo di persone che non ha mai visto il film, tenterò di riassumerlo in breve. E sì, lo so che l’originale è un film di Andrej Končalovskij tratto da un soggetto di Akira Kurosawa.
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Trattasi di folle terrorista bombarolo che dopo un primo tentativo di estorsione sventato da Jack Traven/Keanu Reeves, reitera il suo proposito piazzando una bomba su un autobus. La bomba si attiverà solo quando la velocità del mezzo scenderà a 50 miglia all’ora. Imperativo quindi mantenere il torpedone ad una velocità non di crociera. Da qui gimcane, derapate e salti nel vuoto di un mezzo progettato per portare le persone a casa, al lavoro, a scuola. Nel mezzo muore l’amico di Jack Traven, c’è l’immancabile love story tra l’intrepido agente e la studentessa riciclatasi autista da formula 1 dei pullman (Sandra Bullock) e il di lei salvataggio in extremis da parte di Jack e contemporanea distruzione di un treno della metro e relativa linea. E sì, perché nel frattempo avevano fatto l’upgrade del mezzo.
Il protagonista dimenticato
Ma se si è fatto un gran parlare del salto dell’autobus e delle modalità in cui venne girata la scena, della love story in pectore mai vissuta tra i protagonisti e addirittura dell’orologio che Reeves indossa nel film, il Casio G-Shock DW-5600C che tornò in commercio grazie al successo del film, nessuno parla del suo vero protagonista.
Quando Jack riesce a trovare l’ordigno collocato sul bus, si rende conto che ha come timer un orologio dorato di fattura classica. Il busillis è tutto lì.

Si scoprirà poi che quello è l’orologio che il personaggio interpretato da Dennis Hopper, ha ricevuto come regalo per la pensione dai colleghi dopo che aveva perso un dito in azione.
E che orologio gli avevano donato i gentili e affezionati colleghi? Un Rolex?
Un Patek? No, un patak. Trattasi, signore e signori, di un originale Brut. Sono abbastanza certa che questo nome, cari amici boomer, non vi è nuovo.


Per ricordarselo bisogna utilizzare memorie olfattive, che rimandano ad una linea di prodotti da uomo maschile. Il Brut 33 era venduto in confezioni verde scuro ed aveva un profumo persistente che se chiudo gli occhi sono ancora in grado di sentire, a fasi alterne lo usò anche mio padre.
La pubblicità investì in testimonial provenienti dallo sport tra cui Pelé, Franz Beckenbauer e il nostro Adriano Panatta. Più tardi entrò a far parte della rosa anche Paul Gascoigne. Per chi pensa che fosse un prodotto di serie B dovrà ricredersi, Brut era il profumo preferito del re del rock, Elvis Presley.

In un momento imprecisato della storia, Brut diventò anche il nome di una linea di orologi. Erano segnatempo con poche pretese, di cui ci si dimenticò presto (e per fortuna, diremmo noi). Lo abbiamo ritrovato in vendita on line ampiamente al di sotto dei 100 euro, casomai qualcuno volesse avere nella sua collezione un pezzo di storia del cinema.
Ma possiamo comprendere come Dennis Hopper vedendosi regalare una tale espressione di alta orologeria si sia alterato a tal punto di voler far saltare tutto in aria.
Antonietta Terraglia (® boomerissimo.it)


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