Statista, stratega, uomo di stato, questo e molto altro è stato Winston Churchill. Ma l’uomo aveva anche le sue debolezze.
Tre “S” per Winston Churchill, uno che le sue qualità politiche le ha messe alla prova in momenti davvero complicati della storia.

Un uomo, che come capita spesso ai grandi, aveva molti e giganteschi difetti, ma il cui senso dello stato non e la dedizione al suo Paese nel “momento più buio” non sono discutibili.
No, non è un articolo di storia
Winston Churchill è un personaggio che giganteggia per tutto il corso del secolo scorso. Anche il solo fatto di essere stato mentore e guida di una giovanissima Regina Elisabetta ed essendo stato il di lei primo ministro preferito, potrebbe dare indizi sufficienti per considerarlo uno che la storia l’ha fatta e ha saputo come farla.

Ognuno si tenga strette pure le sue idee in merito, perché questo non è un articolo di storia o di disamina politica e/o storia politica.
Era uno che sapeva scrivere Winston Churchill e i suoi discorsi sapeva pronunciarli:
“Never give in. Never give in. Never, never, never, never – in nothing, great or small, large or petty – never give in, except to convictions of honour and good sense”
Lo diceva nel 1940, quando la guerra era da poco cominciata e nessuno aveva idea precisa di cosa sarebbe successo.
Ma a noi interessa l’uomo.
Sir Winston Leonard Spencer Churchill
Nato duca di antica nobiltà, sviluppò ben presto quei vizi che lo hanno accompagnato per tutta la vita, l’alcol e i sigari.

Cominciava presto al mattino a bere, pur restando a letto fino a tardi a leggere. Mentre noi poveri mortali arranchiamo al mattino verso il caffè, Sir Winston indugiava a letto iniziando con un calice di hock seguito da due dita di scotch allungate con un’idea d’acqua.
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Era anche un estimatore dello champagne, in particolare il Pol Roger, di cui pare facesse fuori due bottiglie al giorno.
Difficile trovare una foto di Churchill privo dell’amato sigaro. Che fosse in mano o in bocca era sempre presente. A Cuba imparò ad apprezzare i veri puros cubani Romeo y Julieta.
La giustifica
Nei primi anni Trenta Churchill si trovava negli Stati Uniti per un ciclo di conferenze. Sventura volle che fosse investito da un’auto a New York.
Quelli erano gli anni del proibizionismo. Dal 1920 al 1933 negli Usa venne proibita la fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcool. Non il consumo, attenzione.
Noto per il suo carattere poco compiacente, anzi decisamente irascibile, Winston Churchill riuscì a convincere il medico che lo ebbe in cura, dr. C. Pickhardt, a prescrivergli almeno 250 cl di alcool a pasto, in qualità di antidolorifico, con buona pace del Volstead Act.

Per via di questo permesso speciale fu possibile fare arrivare all’umorale statista la sua dose giornaliera di alcol, che lui poi, attenendosi alla legge, poteva consumare.
Siamo tutti d’accordo che l’eccesso di alcol faccia male, ma Sir Winston Churchill è morto a 91 anni e non è stato proprio l’ultimo della lista. Il senso è:
‘Never trust a man who has not a single redeeming vice‘
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo.it


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