Anche i grandi hanno le loro preferenze, quella di Clint è la birra, anche negli orologi
Quando da uomo e artista si diventa leggenda il pubblico si interessa a tutto quello che alla leggenda è intorno. Cosa mangi, cosa bevi, cosa indossi, in una forma di estremo affetto ed immedesimazione nel personaggio in questione.

Tra gli oggetti che suscitano maggiore curiosità ci sono gli orologi da polso. L’accessorio in sé è già portatore di un suo fascino, in qualche modo ricalca i tratti personali di chi lo indossa. Trattandosi poi di personaggi con una discreta disponibilità finanziaria tendono a scegliere segnatempo di un certo prestigio e con un valore direttamente proporzionale.
Clint Eastwood e il suo Rolex
Gli orologi della casa svizzera sono tra i più gettonati dalle celebrities. Tanto amati quanto odiati, suscitano lotte intestine tra chi li apprezza tout court e chi li considera dei patacconi tamarri. Certo, alcune volte le celebrità esagerano con le “personalizzazioni”, rendendo l’orologio di pregio un esempio di cattivo gusto.
Anche “Dirty Harry” Eastwood fa parte della nutrita schiera di personaggi amanti dei Rolex. In più di un film Clint è stato beccato indossare un particolare modello che, si è poi scoperto, essere il suo personale.

Si tratta di un Rolex GMT-Master 16753 “Root Beer”. E’ possibile riconoscerlo al polso di Clint a partire dal 1982 in Firefox – Volpe di fuoco dove Clint è Mitchell Gant, un ex pilota della guerra del Vietnam. Lo stesso Rolex fa compagnia a Clint/Wes Block in Corda tesa. Nel 1993 Eastwood sfoggia ancora il suo Root Beer nel thriller Nel centro del mirino.
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Ma perché si chiama così? Abbiamo già visto come ai Rolex, in particolare ai GMT, vengono dati soprannomi riferendosi ai diversi colori della ghiera. Abbiamo così il Pepsi, in rosso e blu, reso popolare da Magnum P.I. (come abbiamo raccontato qui), il Batman in nero e blu, il Coke, variante del Pepsi in rosso e nero e il Root Beer nei toni del marrone. La birra ritorna nella biografia di Clint, anche in versione cantante.

Nato negli anni Settanta, il GMT-Master 16753 ha lunetta, corona, lancette e indici in oro. Il quadrante si poteva avere in nero e marrone. La scelta cromatica lo distingueva da tutti gli altri Rolex, soprattutto per la lunetta in marrone dorato. La casa svizzera dava la possibilità di scegliere tra il bracciale Oyster o il Jubilee. Quello di Clint monta un Jubilee.
Ma cos’è la “Root Beer”?
Trattasi di bevanda analcolica statunitense a base di aroma di radice o corteccia di sassofrasso che le conferisce un colore marrone ambrato. E’ un soft drink gassato, dolce e molto aromatico. La sua ricetta non è codificata per cui è possibile trovarla in numerose varianti. Cioè, si trova negli Stati Uniti, perché in Italia non ha mai preso piede ed è praticamente introvabile, a meno che non la si ordini direttamente negli States.

Inventata da un dentista astemio nel XIX secolo, tale Charles Hires, in origine si chiamava Root Tea. Il dentista era astemio, ma la gran parte dei suoi connazionali no e Hires capì ben presto che se voleva vendere di più doveva dare alla sua bevanda un nome alcolico. Ecco nata la Root Beer. La bevanda si diffuse grazie al proibizionismo.
Il GMT master 16753 ha anche un paio di soprannomi più sofisticati. Per via della sua combinazione cromatica è anche chiamato “Occhio di tigre” facendo riferimento ad un particolare tipo di quarzo usato per confezionare gioielli. E l’altro nome? Ça va sans dire, “Clint Eastwood”.
Antonietta Terraglia


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