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Sara e Winston Churchill

Sarah Churchill, la figlia di WInston: ha fatto la storia, ma la storia non l’ha capita

Ci sono personaggi troppo in anticipo sul loro tempo e Sarah Churchill è stata sicuramente uno di loro: attrice, militare, ha ballato sul palcoscenico della storia e pure con Fred Astaire. Vogliamo renderle la giustizia che la storia non ha voluto darle, almeno finora.

Quando Sarah Churchill nacque nel 1914, il suo destino era quello di una rampolla importante. Una famiglia aristocratica di spicco, un padre impegnato in politica (a quell’epoca ministro della marina, la posizione chiave di un’Inghilterra in guerra con la Germania per quella che, vista da oltremanica, era essenzialmente una questione di dominio navale. 

Sara Churchill e suo padre, Winston – Boomerissimo.it

Avrebbe potuto essere una tranquilla nobildonna, impegnata a godersi gli agi di una vita fortunata, avrebbe potuto intraprendere quietamente la via della carriera diplomatica, in una di quelle posizione all’ombra dei grandi uomini che dominavano la scena in un mondo in cui il ruolo della donna era ancora essenzialmente decorativo. Ma Sarah era soprannominata in famiglia “il mulo”, per la sua cocciutaggine e per la sua fiera determinazione a seguire la propria strada, rifiutandosi risolutamente di obbedire agli inviti, e persino alle spinte, che venivano dal mondo esterno. Era figlia di Winston, dopotutto, uno di quei casi in cui il buon sangue non è in grado di mentire nemmeno volendo. E lei non ne aveva alcuna tentazione. 

“La storia sarà gentile con me, perché ho intenzione di scriverla”
–Winston Churchill

Se l’illustre padre trovò nella scrittura di un’opera monumentale sulla Seconda Guerra Mondiale la via per rimanere per sempre circonfuso di un’aura eroica ben meritata, nonostante i numerosi errori e fallimenti che ne costellarono la carriera, sua figlia Sarah non ha avuto la stessa fortuna.

Il carattere ribelle, gli eccessi alcolici, la propensione a occupare le pagine dei tabloid con una vita sentimentale tormentata e burrascosa hanno finito per oscurare una figura che non è stata soltanto pionieristica per le donne, ma anche importante e forse decisiva in alcuni snodi fondamentali della storia, che la sua presenza ha fortemente influenzato. Forse avrebbe dovuto scrivere anche lei la sua storia della Seconda Guerra Mondiale, ma non è certo che sarebbe stata capita, in un mondo che non era ancora pronto per una donna come lei.

Il “mulo”, il teatro e la guerra

È nel 1936 che Sarah lancia alla sua famiglia la sfida che ne caratterizzerà tutta la vita, scegliendo una carriera tutta sua, completamente indipendente dalle aspettative che tutti avevano per lei: sceglie il teatro e il matrimonio con Vic Oliver, un famoso attore dell’epoca. Due scelte che costernano la famiglia, ma che la rendono indipendente: una giovane attrice di successo, subito chiamata a produzioni importanti. 

Sarah Churchill e Vic Oliver arrivano a Southampton a bordo del Lusitania – Boomerissimo.it

Il mulo fa di testa sua, e continuerà a farlo anche quando quattro anni dopo lo scoppio della guerra richiama il marito alla patria americana. Lei sceglie il divorzio, e resta a Londra, entrando nell’aeronautica militare come ausiliaria. Il suo non è un ruolo formale, alla scrivania, a fare la figlia del Primo Ministro. Sarah chiede e ottiene un pesante ruolo operativo: analista fotografica della Raf. Lavora 12 ore al giorno esaminando le fotografie aeree dei ricognitori.

“L’unica volta che ho chiesto a mio padre di esercitare la sua sua influenza a mio favore è stato per tirarmi fuori dal teatro”
–Sarah Churchill

Fiera della sua uniforme e di tutto quello che rappresenta, non la lascerà più fino alla fine della guerra. Studia le foto dell’Europa e del Nordafrica palmo a palmo (fino al punto da essere qualche anno dopo completamente a suo agio a Cipro, un’isola che conosceva nei suoi più minuti dettagli, colori a parte).

Prepara le missioni di bombardamento strategico e, grazie anche al suo lavoro di analisi, gli alleati riescono a invadere il Nordafrica con un’operazione difficilissima, il più complesso sbarco mai tentato, il primo che coinvolga le truppe americane appena entrate nel conflitto. 

Un capolavoro strategico e tattico che non è fatto solo di navi, aerei, truppe e generali. Ma anche di intelligence e perfetta conoscenza del terreno. Un’azione che ha alle spalle un imponente e massacrante lavoro di studio e di analisi da parte di tecnici ed esperti, uno dei quali (e non certo il minore) è proprio il mulo di casa Churchill. 

Il ruolo politico di Sarah Churchill

Winston Churchill non è stato solo un leader di carattere ma anche una inesauribile mente creativa della politica e della diplomazia. Il suo lavoro trascina gli Stati Uniti dal sostegno alla vera e propria alleanza militare. Le sue idee si confrontano, e spesso si scontrano, con quelle dei generali sul campo. 

Sara e Winston Churchill
Sarah Churchill, una protagonista delle conferenza de Il Cairo, Teheran e Yalta – Boomerissimo.it

Mentre la guerra piega verso il suo epilogo politico, il Primo Ministro sente di avere bisogno accanto a sé di una figura fidata e intelligente, esperta e caparbia, che lo consigli e lo assista nei colloqui, non sempre cordiali con alleati del peso di Stalin e di Franklin Delano Roosevelt.

Sta cominciando l’era delle grandi conferenze: Il Cairo, Teheran e infine Yalta. Qui si disegnerà il futuro del mondo: Winston vuole accanto a sé Sarah, per consigliarlo, per ammorbidire gli spigoli creati dal suo carattere e fondamentalmente per tenerlo a bada. Sarah diventa il suo aiutante di campo.

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Sarah, unica donna della delegazione, sempre in uniforme della Raf, viaggia sui bombardieri, interloquisce con i grandi della terra.

Non fa solo colore a anticamera, partecipa ai meeting, detta i tempi. A Teheran impedisce al padre esausto di lanciarsi in una discussione con Stalin. Si riscrive l’agenda e ad affrontare Stalin il giorno dopo sarà un Churchill riposato e pimpante, anzi due. Una scelta che ha evitato alcuni guai al mondo che avrebbe preso forma subito dopo il conflitto. 

A Yalta nel febbraio del 1945 si trova davanti gli orrori e le distruzioni della guerra. Passa la notte intera in riunione con il ministro degli esteri Eden e suo padre, per decidere il destino della Polonia. 

Ma stavolta non riesce a fare nulla contro la tenaglia tra Stalin e un Roosvelt malato e indebolito, gli inglesi lottano ma quando Roosvelt abbandona prematuramente la conferenza, lasciando Sarah su tutte le furie, anche Stalin scompare quasi magicamente. Ormai metà dell’Europa è sua.

I destini del mondo viaggiano ormai per conto loro, mentre i Churchill escono di scena. Anni di impegno fianco a fianco, da pari a pari, gli hanno però permesso finalmente di conoscersi, e di rispettarsi. Sarah lo lascerà scritto in una lettera alla madre dalla quale trasuda tutto il suo carattere:

“La reale felicità di questi ultimi anni è stata conoscere te e papà. Vi ho sempre amati ma non sempre conosciuti e questa scoperta è come avere trovato una miniera d’oro. Siete fantastici, tutti e due: wow, wow e ri-wow, per sempre”
–Sarah Churchill

Un finale di carriera che vale una vita

Finita la guerra, Sarah torna alla sua vecchia occupazione, lo spettacolo. Non ha bisogno dell’aiuto di nessuno stavolta. 

Ottiene parti in Italia e nel 1949 raggiunge un traguardo che sarebbe bastato per illuminare la vita di chiunque altro: recita e danza con Fred Astaire in Royal Wedding. Il suo nome è in cima al cartellone, accanto a quello di Peter Lawford, il futuro cognato di Kennedy.

La locandina di Royal Wedding – Boomerissimo.it

Avrà anche uno show televisivo tutto suo e nel 1961 sposa il suo terzo marito, Thomas Percy, l’unico che abbia amato. Rimarrà vedova nel giro di 15 brevissimi mesi, morirà poco dopo, non senza avere incendiato la stampa con nuove storie romantiche e con i suoi problemi finanziari e personali. 

Una donna che ha fatto la storia, che ha ottenuto il rispetto e la deferenza delle più grandi personalità del suo tempo, non riesce ottenere quello dei tabloid e della gente della strada.

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Per i suoi contemporanei, che ne seguono le vicende (e una volta l’arresto per alcolismo) è una figura scandalistica e scandalosa, una moglie infedele e persino una “bolscevica”, e poco altro.

Nel suo ultimo anno di vita, dopo i libri di poesie e i quadri, anche Sarah pubblica la sua autobiografia: Keep on Dancing. Scrive la sua storia, ma non è stato abbastanza perché la storia fosse gentile con lei.

Antonio Pintér – copyright Boomerissimo.it

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