La serie TV Cannon è stata molte cose. Ma tra le sue eredità ce n’è una particolarmente importante: la body positivity. Ha cambiato la TV per sempre, e almeno per una volta positivamente.
Gli anni ‘70 sono stati anni di cambiamenti rivoluzionari in moltissimi campi. Uno di quelli che ha visto trasformazioni più durature è quella dei detective. Abbiamo già parlato di come Colombo abbia trasformato la struttura stessa del giallo.

Ma c’è un’altra figura che ha cambiato la figura dell’investigatore anzitutto, come dire, in senso estetico. È Frank Cannon, il detective gentile, colto, educato e, last but not least, sovrappeso.
Gli ideatori
Nato dal genio di Quinn Martin e Edward Hume, una coppia a cui dobbiamo serie come The Fugitive (una serie talmente feconda da essere ancora in produzione, nel remake che vede Kiefer Suterland come protagonista), le Strade di San Francisco, Toma (il precursore di Baretta, Barnaby Jones, oltre ovviamente al qui presente Cannon. Una serie di serie regolarmente finita nella Top20 degli ascolti americani e finita sui televisori di tutti il mondo.

Era l’inizio degli anni ‘70 e tutto quello che era stato desiderabile e smart fino a quel momento stava improvvisamente cambiando. L’idea di Quinn e Martin fu quella di cambiare l’aspetto del detective televisivo. Togliergli la pistola (Frank Cannon la porterà solo occasionalmente, ma non ne farà mai il suo strumento di lavoro), dargli cultura e gusti raffinati. E soprattutto un peso che vada d’accordo con le sue abitudini di appassionato di cucina gourmet.
Niente giovanotti dalle camicie tese e dallo scatto felino. E avanti con un detective di mezza età, gentile e notevolmente in carne: Frank Cannon. La sua arma? Cultura, furbizia, gentilezza e la capacità di vincere con l’intelligenza una combinazione perversa tra forze criminali e forze dell’ordine spesso incapaci e corrotte.
Un detective XXL in tutto
COme abbiamo ricordato in questo articolo, la leggendaria auto di Cannon, il transatlantico azzurro ghiaccio, la Lincoln Continental che solca strade e sobborghi di Los Angeles, è il suo alter ego praticamente perfetto.

Fisicamente imponente eppure velocissima, è un simbolo della sua epoca. E, certamente non per caso, è stata l’auto preferita di un altra star dello show business che non mancava di imponenza fisica: Barry White.
Alle radici della body positivity
Frank Cannon non è il primissimo esempio di eroe televisivo che non risponde esattamente ai canoni della bellezza Hollywodiana. Tra i suoi grandi precursori si potrebberro nominare Nero Wolfe in letteratura e Ironside, il detective in carrozzella interpretato da Raymond Burr, in televisione.

Ma la forza di Cannon è quella di presentare un personaggio che, benché di stazza importante, non viene presentato come macchietta. È un uomo di cui ci interessa altro: ama la vita comoda, la buona cucina. La qualità e non la quantità. Semplicemente, è un uomo che deve affidarsi più all’intelligenza che alla prestanza fisica, e sulla cui mancanza non ha alcuna difficoltà ad ironizzare.
Non è un bellissimo supereroe. Non è nemmeno un ciccione di cui prendersi gioco. È fatto così, si accetta senza problemi. E guarda caso è il migliore sulla piazza. Meglio che lo accettino anche gli altri. In ogni caso sarà un problema loro.
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Ed è questo che fa di Frank Cannon, il grande detective mirabilmente interpretato da Frank Conrad il primo eroe della body positivity. Decisamente, un personaggio che ha lasciato il segno.
L’eredità di Cannon
Cannon è andato in onda sulla CBS dal 1971 al 1976, per ben cinque stagioni. Era una grande idea ma soprattutto era una serie scritta con abilità, con quell’arte dell’intreccio e dei dialoghi che, diciamolo senza paura di sembrare nostalgici e passatisti, la televisione di oggi ha quasi completamente perso.
La sua scrittura era solida, a tratti geniale e ha aperto la strada ad un nuovo tipo di eroe, più naturale e fuori dagli schemi.
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A guardarlo oggi parte dell’impatto di Cannon si è un po’ perso, perché ci siamo abituati a protagonisti ben più “pesanti” anche di questo precursore del genere.
A guardarlo oggi, Cannon sembra quasi smilzo e in perfetta forma. Il che è in definitiva la prova di quanto sia stato efficace nel rimuovere schemi e barriere che sembravano inamovibili.
Antonio Pintér


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