L’ispettore Derrick, il primo e più amato poliziotto tedesco nascondeva più di un segreto. A voi decidere quale sia il più scioccante.
Il capostipite dell’invasione teutonica della televisione è stato lui, il compassato ispettore capo Stephan Derrick.

C’è stato un lungo periodo nella storia televisiva italiana in cui questo personaggio incombeva da tutte le parti. E’ stato programmato e riprogrammato per anni, su vari canali e in diversi orari. Un incubo, una persecuzione, è proprio il caso di dire.
Un grande successo
A lui è legato un ricordo personale e non piacevole, le visite a casa di una zia rompicosiddetti. La signora pretendeva che, qualsiasi cosa stessimo vedendo, bisognava “girare” e mettere Derrick. Motivazioni addotte: “è un bell’uomo”, “è tanto bravo”, “è tanto calmo”.
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A me non piaceva. Non mi piaceva l’atmosfera di Monaco di Baviera, non mi piaceva lui che trovavo estremamente compassato e il ritmo del telefilm che trovavo soporifero. I gusti sono personali, ma la sensazione era giusta.

Ad evidenza che la sottoscritta non faccia testo, l’ispettore teutonico è stato un enorme successo non solo in patria, ma in tutto il mondo. Ha al suo attivo ben 281 episodi che hanno visto la partecipazione anche di guest star di rilievo, come Horst Bucholz e il nostro Amedeo Nazzari.
L’ultimo episodio della serie in Italia è stato trasmesso nel 2000, ma in Germania lo avevano già visto due anni prima. Nel 2008, l’augusto interprete del poliziotto di Monaco, Horst Tappert, moriva per le conseguenze del diabete, all’età di 85 anni.
I segreti
A cinque anni dalla sua dipartita, un sociologo tedesco, Jörg Becker, mentre faceva ricerche presso la WASt, che sarebbe il centro servizi tedesco per la notifica dei parenti prossimi dei caduti dell’ex Wehrmacht tedesca istituito nel 1939, si imbattè in un documento relativo a Tappert.
Come ebbe modo di rivelare alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, (notizia poi ripresa da altri importanti giornali tedeschi come Der Spiegel), Tappert era membro fatto parte delle Waffen SS in un reparto di contraerea del quattordicesimo reggimento corazzato “Totenkopf”, come riportato dal quotidiano la Repubblica. Stiamo parlando del 1943. Per chi masticasse poco di nazismo, le Waffen-SS erano il braccio militare delle SS. Loro punto di forza era la forte convinzione ideologica. Al processo di Norimberga, le Waffen-SS vennero condannate in quanto riconosciute: a) organizzazioni criminali; b) responsabili di crimini di guerra.

L’obiezione di molti è che all’epoca c’era poco da scegliere e il beneficio del dubbio non si nega a nessuno. Quello che poco depone a suo favore è il silenzio. Mai, fintanto che era in vita, ha fatto cenno al suo passato nazista.
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Ad appesantire il carico sulla “prova provata” è stato il ritrovamento da parte di un collezionista, anch’egli tedesco, il signor Friedhelm Wagner, di una cassetta di cimeli. Al suo interno è stata ritrovata la piastrina identificativa del futuro attore, una spilla con la croce uncinata ottenuta per le ferite riportate in battaglia, un busto avuto in premio per un’esercitazione di tiro e un romanzo dell’epoca con dedica del suo comandante. Il signor Wagner, ha anche riferito alla Bild, che Tappert avrebbe continuato a frequentare i suoi ex camerati fino ai primi anni Settanta, quando ha interrotto i rapporti per non compromettere la sua carriera d’attore.
A seguito di quanto scoperto sul suo passato, molte reti televisive, tra cui la ZDF, l’emittente olandese Omroep Max, France 3, RTBF e Rai 3 hanno sospeso le repliche della serie.
Il secondo segreto di Tappert
Il secondo segreto è altrettanto inquietante, anche se si tratta del segreto di Pulcinella. La particolare chioma argentea e ondulata del carissimo ispettore, altro non era che un posticcio.

Mai ha rivelato la sua debolezza tricologica, certe debolezze fisiche gli davano forse noia? Le sue motivazioni non le sapremo mai, però di certo era uno che i segreti li sapeva mantenere.
Antonietta Terraglia


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