Un giorno i geni del marketing devono avere pensato che i bimbi è sempre meglio terrorizzarli un po’. O pensavano davvero che Ronald McDonald fosse divertente? Vi raccontiamo una storia che fa paura
McDonald, raccontano le agiografie del marchio, è una compagnia che nasce nel 1940 dall’entusiasmo dei fratelli McDonald. Attraverso una costante ricerca della innovazione della standardizzazione (se non della qualità) ha raggiunto il successo globale totale.

La realtà è un po’ più complessa e passa da uno scaltro uomo d’affari di nome Ray Kroc, che dopo aver comprato la catena dai fratelli McDonald ne fece la potenza industriale e d’immagine che conosciamo oggi, inventando simboli come il “Golden Arch” (o arco d’oro per i non anglofoni) che segnano il territorio e inchiodano le nostre menti di consumatori al desiderio di hamburger, quelli con la grande M, ovviamente.
Molte sono le cose notevoli che McDonald ha inventato nel campo della ristorazione di massa e chiunque, da decenni, pensi di mettere in piedi una catena che ha come obiettivo la soddisfazione alimentare dei suoi clienti, studia il “caso McDonald” come una bibbia, mandandone a memoria salmi e versetti.
Un tuffo nell’horror
Ma i libri sacri a volte hanno pagine che è difficile non definire horror. La consuetudine a leggerle e rileggerle ne ha forse smussato un po’ gli spigoli. Ma a guardarle a mente fresca può essere scioccante: si rischia di essere attanagliati dalla paura e sopraffatti dallo splatter, ovviamente a fin di bene.
Non sappiamo se McDonald volesse rifarsi a questa tradizione sacro-terrorizzante quando nel 1963 si mise a concepire una mascotte che, supponiamo, doveva essere rassicurante e simpatica per i suoi piccoli consumatori. Ma potrebbe essere. A guardarla senza pregiudizi, nella sua versione originale, la creatura fa correre i brividi per la schiena. Stiamo parlando di Ronald McDonald, il “simpatico” clown che il tempo ha provveduto a rendere abbastanza innocuo, ma che nella sua prima espressione aveva lo sguardo torvo e agghiacciante di un serial killer in costume da clown. Un grande classico del cinema di paura. E, purtroppo, anche della realtà
Da Ronald McDonald a John Wayne Gacy
Le storie del marchio non registrano chi sia stato a pensare di affidare l’interpretazione del clown mascotte di McDonald a Willard Scott, curiosa personalità a metà tra spettacolo e previsioni del tempo, già noto per avere interpretato in TV il personaggio di “Bozo The Clown”. Ma gli inquietanti risultati li potete vedere nella foto che riproduciamo qui sotto.

Che il clown sia un personaggio venato di follia e carico di tristezza, con lati spaventosi, che fa ridere ma mette anche paura, la letteratura horror lo ha ben raccontato (rileggetevi IT di Stephen King, per esempio). La creatura ispirata a Bozo e concepita per attirare bambini da McDonald nacque con tutte le caratteristiche per terrorizzare.
O quantomeno, osservarla oggi è in grado di terrorizzare chiunque conosca, anche solo per sentito dire, il più sanguinario epigono della saga di “Bozo il clown”: John Wayne Gacy.
“I clown la fanno franca con gli omicidi, lo sapete”
Imprenditore di successo impegnato nel sociale, John Wayne Gacy amava indossare il costume da clown per attività benefica e per intrattenere i bambini malati in ospedale. Negli intervalli di queste attività filantropiche, Gacy violentava, uccideva e seppelliva in cantina le sue vittime, perlopiù giovani ragazzi omosessuali. Gli omicidi accertati sono 35 e fanno di lui il serial killer più sanguinario del secolo.
Una storia che ha anche risvolti allucinanti: errori e disattenzioni investigative senza le quali la “carriera” dell’assassino avrebbe potuto essere fermata molto prima. Racconteremo questa storia terribile in uno dei prossimi articoli di Boomerissimo.
La cosa che ci interessa, qui e ora, è invece il legame molto stretto tra la figura del clown, con cui Gacy ha continuato a identificarsi anche dopo l’arresto e il suo terribile lato oscuro. Un’ambivalenza che rende possibile al clown di agire indisturbato, senza essere sospettato. Il killer aveva chiarissima questa idea, visto che la spiegò con arroganza anche agli investigatori che lo avevano appena arrestato.
“I clown la fanno franca con gli omicidi, lo sapete”.
— John Wayne Gacy
Che a McDonalds sia venuto in mente di utilizzare un clown per attirare i bambini si può anche comprendere. Meno chiaro è perché, almeno all’inizio, abbia deciso di dargli una personalità così torbida, spaventosa, tutt’altro che rassicurante. Sono i misteri del marketing. Certamente, a guardare le foto dell’epoca, uno avrebbe avuto meno paura di lasciare i suoi figli nelle mani di John Wayne Gacy che in quelle di Ronald McDonald.
Per fortuna di tutti (specialmente dei clienti della grande M) realtà e immagine, nel caso di Ronald McDonald, hanno seguito percorsi diversi.
Antonio Pintér


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