Ta -da! Passato il secondo migliaio, Boomerissimo è ormai orientato nello spazio siderale. Crediamoci.
Kubrick, di nuovo lui. Lo prendiamo in prestito per comunicare urbi et orbi che la nostra pagina ha oltrepassato il secondo migliaio.

Certo, Chiara Ferragni duemila follower li fa mentre si toglie lo smalto (se non è in gel, perché ci vuole un bel po’), ma per noi che siamo piccoli (ma cresceremo) è un traguardo. Ma cosa c’entra il capolavoro di Kubrick con Boomerissimo? Niente, appunto.
E per la prima volta sullo schermo… l’AI
2001: Odissea nello spazio è un film universalmente riconosciuto come opera d’arte, capolavoro, masterpiece.
Piccola carrellata dei riconoscimenti ad esso attribuiti: è nella lista di film preservati nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, l’American Film Institute l’ha collocato al quindicesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi e al primo posto nella categoria fantascienza, mentre la rivista Rolling Stone, lo ha messo al quarto posto nella sua classifica dei cento migliori film del XX secolo. Questo oltre a qualche Oscar, BAFTA e David di Donatello random. Tiè.
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Fa la sua prima apparizione sullo schermo un personaggio attualmente molto in voga e discusso, sua maestà l’intelligenza artificiale nei chip e nella voce di Hal 9000. Non è assolutamente mia intenzione fare un riassunto del film, cosa peraltro impossibile, ma di evidenziare come le visioni kubrickiane sull’AI non si siano completamente avverate o perlomeno non ancora.
Certo, nel mondo immaginato dal regista non esisteva il Garante della Privacy che avrebbe potuto bloccare Hal prima che nuocesse, anche l’immaginazione di Kubrick mai sarebbe arrivata a tali complessità. E’ vero però che incarna un atavico terrore dell’essere umano, quello di essere sopraffatto da ciò che lui stesso ha creato. L’AI oggi viene vista come qualcosa in grado di togliere lavoro in un mondo già completamente sbilanciato, provocando reazioni da novello luddismo. Lungi da noi partecipare ad un simile dibattito, tanto inutile quanto scontato nel risultato.
Le reazioni al film
Una pellicola singolare, in quattro episodi, costati al suo autore e regista più di due anni di lavoro. Lo aveva concepito come un’opera d’arte, una esperienza visiva ed emotiva e per questo i dialoghi sono ridotti, il che da alla visione un ritmo, per così dire, allungato.

Parlando della sua opera in un’intervista a Playboy il regista disse:
How much would we appreciate La Gioconda today if Leonardo had written at the bottom of the canvas: “This lady is smiling slightly because she has rotten teeth” — or “because she’s hiding a secret from her lover”? It would shut off the viewer’s appreciation and shackle him to a reality other than his own. I don’t want that to happen to 2001.
Quando si dice la modestia.
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Sin dalla sua uscita Odissea ha raccolto pareri opposti, c’è chi lo adora e chi scappa a gambe levate ai titoli di testa. Fellini si complimentò con Kubrick, John Lennon, nume tutelare dei Beatles, affermò di guardarlo almeno una volta a settimana, altri lo definirono un capriccio. Insomma è diventato un po’ la versione cinematografica dell’Ulisse di Joyce. Tutti affermano che sia un capolavoro indiscusso, ma quanti hanno retto sino alla fine?
E intanto, noi di Boomerissimo continuiamo il nostro viaggio nello spazio, la nostra personale Odissea grazie alla nostra NI (natural intelligence) verso nuovi traguardi e scoperte.
Antonietta Terraglia


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