x

Il meglio, il peggio, il curioso degli anni 80 (e oltre)

Pubblica un Guest Post sponsorizzato con Boomerissimo.it®


TUTTI GLI ARTICOLI
Boom age / News/ PODCAST / Sport / Style / TV e spettacolo /
Cocktail di gamberi

Cocktail di gamberi: anni 80 in salsa rosa

Onnipresente. Non c’era pranzo, cena, matrimonio o cerimonia in cui mancasse. Lui, il bicchierozzo in cui gamberi a corolla spuntavano dalla salsa rosa.

Gli anni Ottanta sono stati un decennio colorato e decorativo oltre che eccessivo, “sborone” e ok, eravamo ragazzi ed era tutto figo (mica sempre), ma certe ricette (come abbiamo già avuto modo di affermare qui) sarebbe davvero meglio lasciarle confinate nel ricordo.

Cocktail di gamberi
Un altro simbolo degli anni 80, il cocktail di gamberi (Foto di infosilproduction da Pixabay) Boomerissimo.it

La cifra di quegli anni era l’ostentazione e qualsiasi cosa non sapesse di provinciale. Si faceva un grande uso di salse che prima di allora pochi sapevano esistessero, maionese, ketchup e affini come se piovesse in una deviata concezione di diventare “uomini di mondo” (Totò docet, del resto aveva fatto tre anni di militare a Cuneo) anche in cucina.

Le origini

Le origini del manicaretto che vi abbiamo riportato nella memoria a breve termine ha origine incerta, ma obviously, non è italiana. Da noi il gambero ha sempre fatto bella mostra di sé nella frittura di paranza, croce e delizia della cucina di casa nei canonici “venerdì pesce”.

La consuetudine di mangiare il crostaceo decapode mescolato a salse appiccicose nasce oltreoceano circa due secoli or sono, mentre l’idea di metterli in bicchieri da cocktail sarebbe nata durante il proibizionismo. Alcool non si poteva bere e quel tipo di bicchieri andavano pur usati in qualche modo.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo cliccando qui

Fanny Cradock e il marito – Boomerissimo.it

Negli anni Sessanta o giù di lì sbarca nell’algida Albione, dove una precorritrice degli chef televisivi (!), tale Fanny Cradock ha il merito di aver scoperto questa chicca. Per attraversare la Manica, la Gallia e diffondersi in territorio italico, ci mette più di quanto ci abbiano impiegato le armate romane per fare il percorso inverso, ma si sa, i gamberi camminano all’indietro.

L’apoteosi degli anni Ottanta

E noi, chi siamo, chi eravamo per lasciarci sfuggire tal simile manicaretto? Era così figo da essere onnipresente in qualsivoglia menu.

Ma in buona sostanza come si prepara? Beh, le varianti non sono poche. Elemento immancabile sono i gamberi che a seconda delle ricette vanno sbollentati o cotti al vapore, a cui, un volta puliti va aggiunta la salsa che è un composto variabile di maionese, ketchup, salsa worcestershire, Tabasco, brandy o cognac e l’immancabile decorazione in lattuga, che tutti si sono chiesti se si potesse mangiare o meno, con il rischio di fare una figura barbina. Il tutto elegantemente e coreograficamente allestito in bicchieri normalmente destinati ad ospitare altro.

I rischi connessi

Data la natura degli ingredienti, pesce, salse varie, era ed è imperativo che tutto debba essere freschissimo e che non possa essere preparato il giorno prima per il giorno dopo.

Ti piace Boomerissimo? Sostienilo cliccando qui

In qualche caso, ahinoi, la catena del freddo si interrompeva, e l’antipasto freschissimo arrivava un po’ stagionato sulle tavole di clienti e/o invitati al matrimonio causando, in questi malcapitati episodi, conseguenze intestinali perniciose. Il connubio tra pesce e maionese non al loro meglio causava situazioni da spot di Imodium e lunghe sedute meditative nelle stanze da bagno.

cocktail
Barattolo versione cocktail (Foto di Jess Bailey – Pexels) Boomerissimo.it

Personalmente non mi è mai gran che piaciuto il cocktail di gamberi, troppo pasticciato per i miei gusti e mi fa piacere che si sia diradato il suo consumo. Quello che invece imperversa è l’uso di contenitori, per così dire singolari, per i cocktail. Ho visto andare per la maggiore i cari vecchi barattoli ermetici in vetro. Mi è capitato di vederci servito un po’ di tutto dal cocktail, al tiramisù, alla pasta porzionata per l’happy hour. A me fa un po’ specie, io da vecchia quale sono, in quei bei vasi di vetro ci mettevo melanzane e carciofi sottolio, ma io sono old-fashioned.

Antonietta Terraglia

PUBBLICA UN GUEST POST SU BOOMERISSIMO.IT®

Lascia un commento

Comments (

10

)

  1. Fa minore

    Aaagh, gli anni ’80 mi ricordano la monotonia e la ripetitività delle penne al salmone o alla vodka (ovviamente con panna…: di nuovo aaagh).
    A casa di mia madre il cocktail di gamberi ha resistito a lungo, ma servito in coppette tipo da fragole, però sì, su un po’ di lattuga e poca salsa rosa, non assemblata ma comprata in qualche buon negozio.
    Io l’avrò fatta 2-3 volte, ma i gamberi li preferisco nell’insalata di mare, che da noi è molto semplice: con calamari e condimento di olio, limone e prezzemolo.
    Il bicchiere che ricordo meglio è quello del margarita: due sorsi e sbronza assicurata.
    Siccome mia figlia sta per sposarsi, anche io mi sono imbattuta in barattoli di ogni tipo (ovviamente anche io li ho sempre usati per i carciofini e le melanzane), boccette e tante cose strane che hanno ricordato anche a me quanto sono old-fashioned.

    1. Antonietta Terraglia

      Era un must, ci si sentiva meno provinciali. Complice il fatto che a casa mia eravamo molto meridionali panne e salse (che non fosse di pomodoro) non hanno mai attecchito. Francamente non ne ho sentito la mancanza… Ma ribadisco, io sono old-fashioned e non per pigrizia, ma con orgoglio

      1. Fa minore

        Mia madre, che era nordica, faceva la “salsa” (non si diceva “sugo”) di pomodoro con burro e un pizzico di zucchero! E usava la besciamella per la pasta al forno in bianco. L’unica porcheria che faceva una volta l’anno era il mascarpone, dal quale io mi tenevo a debita distanza.

      2. Antonietta Terraglia

        Mio nonno quando voleva esagerare metteva il burro nel sugo di pomodoro. Lo zucchero no, alcuni lo mettevano per togliere l’acido del pomodoro, ma da noi si presupponeva che il pomodoro fosse ben maturo. Cmq mi riempie di gioia vedere così tante reazioni😘

      3. dettagliinquestione

        Vero, anche mio suocero che è siciliano non è cresciuto a panne e salse, tranne quella di pomodoro che giù è eccezionale

      4. Antonietta Terraglia

        Oh yes. E io qui al nord un po’ “me lo piango”. Ma ogni luogo ha i suoi pregi

      5. dettagliinquestione

        Lo capisco benissimo

  2. dettagliinquestione

    È vero

  3. Le telenovelas: la vendetta dei sudamericani – Boomerissimo

    […] Argentina la prima e venezuelana la seconda sono state le più note interpreti di telenovelas tra gli anni Ottanta e Novanta insieme a Veronica […]

  4. Jessica Fletcher, la signora impasta: ricette in giallo – Boomerissimo

    […] di Boomerissimo, abbiamo provato a raccogliere alcune delle ricette della nostra amabile Jessica per chi avesse voglia di […]

Translate »

Scopri di più da Boomerissimo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere