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Nicholson

Shining: dietro quella porta c’erano altri due film

Il terrore è tutto in quel volto e in quell’ascia. Un’intuizione di Kubrick di cui sono ancora popolati i nostri incubi. Ma davvero Kubrick ha fatto tutto da solo?

Lo ammetto, ne ho avuto paura, anzi terrore. Per molti anni mi sono rifiutata di vederlo. Le poche immagini viste di sfuggita, il volto di Nicholson erano già abbastanza disturbanti senza che mi cimentassi nella visione dell’intero film.

Nicholson
Jack Torrance – Nicholson (@theshiningpage) Boomerissimo.it

Del resto non me lo aveva ordinato il medico. Tra le altre cose sono convinta che non esistono film da vedere assolutamente nella vita o libri da leggere assolutamente, come recitano certe classifiche che ciclicamente saltano fuori. Certe cose vanno a sentimento, non si possono pesare con il bilancino.

Rivendico la libertà di “appallarmi” alla visione di un film di Wim Wenders, così come ad una commedia scollacciata anni Settanta. Per i libri uso il medesimo criterio, se dopo dieci pagine devo mettermi il cilicio per continuare a leggere, è destino che quel libro ed io non ci prenderemo mai.

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Insomma, Shining. L’ho visto dopo molti anni dalla sua uscita e, complice la mia maturità, il fatto che avevo letto recensioni, narrazioni e la patina del tempo, non l’ho più trovato così spaventoso. Jack Nicholson sì, lui sempre, inquietante quanto meno.

Kubrick vs King

Il film precedente del regista, Barry Lyndon, non aveva riscosso molto successo, per questo Kubrick decise di cambiare completamente genere. Anni prima gli era stato proposto L’esorcista; lui lo aveva rifiutato, ma era stato un grande successo al botteghino. Leggenda vuole che Kubrick abbia cestinato decine di libri prima di trovare quello adatto da far diventare un film. La scelta cadde sul libro di Stephen King, ma pretese per contratto di poter apportare variazioni, anche importanti, rispetto al romanzo originale.

Cosa c'è dietro Shining
Stephen King, maestro dell’horror – Boomerissimo.it

La sceneggiatura la scrisse Kubrick con Diane Johnson, avendo rigettato quella originale stesa da King. Una delle motivazioni addotte da Kubrick era l’accenno ad un mondo ultraterreno. Nelle convinzioni del regista nulla ci aspetta dopo la morte, neanche l’inferno.

Mentre Kubrick era molto preso dal romanzo, Johnson, scrittrice a sua volta (sarà candidata al Pulitzer qualche anno dopo), non ne condivideva l’entusiasmo. Ebbe a dichiarare alla rivista francese Positif: “ …The Shining (the novel) is not part of great literature. It is scary, it is effective and it works, without further ado (…). But it is precisely interesting to see how a very bad book can also be very effective. (…) It’s quite pretentious. But it is also true that one has less scruples when destroying it.”

Kubrick, Duvall e Jack Nicholson nel backstage del film – Boomerissimo.it

Il regista fu inamovibile sulla scelta del protagonista maschile. Doveva essere Nicholson, che seppur non gradito a King (avrebbe preferito Jon Voight o Martin Sheen), ebbe la parte.

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Girarlo non fu un passeggiata, Kubrick aveva le sue idee e il suo carattere e a farne le spese fu la protagonista femminile, Shelley Duvall, che per lo stress arrivò anche a perdere i capelli.

Un capolavoro di Kubrick, con qualche suggerimento

Di tante scene del film, una in particolare, tutti, ma proprio tutti, identifichiamo con il film, Jack Torrance che, a colpi d’ascia, abbatte la porta del bagno dove si è rifugiata la moglie. By the way, l’ascia originale del film è stata battuta all’asta per la modica cifra di 175000 dollari.

Kubrick era un genio, maniacale ed innovatore, ma la scena più osannata di Shining non è interamente farina del suo sacco. Sento già arrivare le saette di ammiratori e seguaci che a botte di link mi dimostreranno che non è così, ma offro il petto ai dardi e lo dico.

Una scena molto simile, è presente in un film svedese del 1921, Körkarlen, (The phantom carriage) in cui c’ è una sequenza praticamente uguale a quella presente nel capolavoro di Kubrick. La trama è totalmente diversa invece. Il film, diretto e interpretato da Victor Sjöström, ha come protagonista un ubriaco che, la notte dell’ultimo dell’anno, viene costretto dal cocchiere del carro della Morte a ripensare ai suoi peccati. Un tributo, certo, da regista a regista.

Ma quello che forse Kubrick ignorava è che lo stesso regista svedese aveva preso spunto da un altro film, Broken blossoms del 1919, interpretato da una delle dive di allora Lillian Gish. A voi l’ardua sentenza e…mirate al petto, non al volto.

Antonietta Terraglia

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Comments (

10

)

  1. mygallowdance

    Mi piace un sacco questo film

    1. Antonio Pintér

      È un grandissimo film… tra l’altro Antonietta ne ha raccontato la storia benissimo. Ma ancora di più è riuscita totalmente a sorprendermi con gli antefatti. Anche se lavoriamo insieme aspetto sempre i suoi articoli con immensa curiosità, e non mi ha deluso nemmeno questa volta 🙂

  2. Fa minore

    Le notizie sulla catena di (involontarie?) scopiazzature è molto apprezzabile. Non credo che verrai colpita da molti dardi. Ne ha presi molti di più King da Kubrick!!!
    Sai che io non sono neanche sicura di averlo visto tutto? Penso di averne visti dei pezzi in momenti diversi. A me è molto piaciuto Barry Lindon, ma di certo la filmografia di Kubrick è straordinaria.
    Anche io rivendico le libertà di cui hai parlato (ma ai libri di solito concedo 30 pagine, mentre ai film 10 minuti), e ci aggiungo quella di non dovermi inchinare di fronte ad alcuna ricetta gastronomica. Ho un palato, mi dispiace. 😉

    1. Antonietta Terraglia

      Mi fa molto piacere leggere le tue parole e non è piaggeria. In effetti anche sul cibo sono un po’ rognosa. I cibi presentati su letti di, in riduzioni di altro, rivisitati e scomposti mi fanno venire l’orticaria

      1. Fa minore

        Maro’, appena sento parlare di “letti di” mi sii rizzano i capelli in testa, anche se porto quasi sempre la coda. Tu di autodefinisci rognosa, io proprio schifiltosa. ‘Na bella coppia!!! 😀

      2. Antonietta Terraglia

        🤣🤣🤣

      3. Fa minore

        Scusa, mi è scappata qualche i di troppo…

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