“Non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello” recitava Nino Frassica. La sua affermazione surreale nasconde una grande verità.
“Ogni scarrafone è bello a’ mamma sua”. Scusate, mi è partita la citazionite, ma se facciamo mente locale, molti sono i detti, massime e/o proverbi nati per consolare individui affetti da difetti fisici.

Che donna baffuta sia sempre piaciuta rimane per me un mistero, che nella botte piccola ci sia sempre il buon vino è anche questo opinabile, che l’omo, pe’ esse omo, a ‘dda puzzà anche no.
Come non leggere tra le righe di queste frasi pietose un modo per addolcire la pillola ad un poveretto che non è stato graziato da madre natura o poco propenso alla cura personale? Non esiste un fondo di verità in tutto ciò, in questo caso la tanto esaltata saggezza popolare ha cannato miseramente.
Sessismo anche in questo
E se una donna deve avere qualità estetiche ben definite, per non finire nel file delle racchie, ciospe o più elegantemente belle dentro (orrore…), agli uomini sono riconosciuti elementi di fascino che fanno dimenticare l’estetica deficiente del loro aspetto.

Gli uomini sono volitivi, di successo, dotati di multiforme personalità e via discorrendo anche se dotati di addominali capovolti, con incipiente o già pervenuta calvizie, pare che la sede del loro fascino, diversamente dalle donne non risieda nell’aspetto fisico e perlomeno non in modo precipuo. Va bene, è un discorso datato, molto è cambiato bla bla bla, ma basta guardarsi intorno e capire che, sì le cose cambiano, ma molto lentamente, il mainstream rimane lo stesso.
La legge è uguale (quasi) per tutti
Poi succedono i miracoli, l’eccezione che conferma la regola, il karma, in parole povere quando vedi colui che ha tutti ai suoi piedi diventare tappezzeria. Perché se tutti hanno diritto ad un quarto d’ora di celebrità, è anche vero che per qualcun altro passare quindici minuti a sentirsi una m…a potrebbe essere terapeutico. Non che ce lo auguriamo, eh…

Prendiamo uno a caso, il primo che passa, Mick Jagger. Un uomo che di certo non può lamentarsi in termini di successo, fascino. Un’icona della musica, un uomo da più parti definito estremamente sensuale, uno che invece di attrarre le persone ha avuto semmai il problema opposto; piano non spingete!
Non si può dire che Mick l’highlander sia una bellezza rinascimentale, con il viso dai lineamenti perfetti e il fisico che rispetta le proporzioni auree. Ma, leggi sopra, per lui le leggi dell’estetica si sono piegate a quelle del fascino.
Ma abbiamo le prove che anche lui, l’uomo che non ha mai dovuto chiedere, ha passato un brutto quarto d’ora, guardando la sua fidanzata avere occhi per un altro.
Il fattaccio
La foto, la prova provata del brutto momento di Mick Jagger è datata 1967. Si tratta della foto scattata in occasione di un incontro per la promozione del film Nuda sotto la pelle (The Girl on a Motorcycle) con protagonista femminile Marianne Faithfull. Il suo partner nel film era un giovane Alain Delon al massimo di sé stesso. Marianne è ritratta seduta su un divano tra il suo partner nella vita reale, Mick Jagger e quello del film, Alain Delon, appunto.
Alain Delon e Mick Jagger: due foto che dicono tutto – Boomerissimo.it
Due uomini di estremo fascino. Sì, ok, solo che Delon oltre al fascino era possessore di una bellezza che moltiplicava lo charme in modo esponenziale. Vestito di tutto punto, elegante e affascinante attira su di sé tutta l’attenzione di Marianne come dimostra la sua postura e la distanza prossemica. Dall’altro lato un molto beat Jagger in pantaloni rosa e calzini spaiati dissimula non molto bene il suo disappunto. Gambe accavallate dalla parte opposta della Faithfull, sguardo rivolto in basso a guardare non si sa cosa.
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Coraggio Mick, combattere con i galli non è mai stato facile.
Antonietta Terraglia – Copyright Boomerissimo®.it


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