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Cannavaro Carini lo scambio

Comiche di mercato: Cannavaro -Carini, uno scambio che resterà nella storia

Lo scambio è arte, improvvisazione, poesia. Talvolta un po’ di inganno. In certi casi diventa persino un capolavoro comico. È sicuramente il caso del baratto tra Inter e Juventus che riguardò Fabio Cannavaro, il centrale leggendario dell’Italia e Fabian Carini, oscuro secondo portiere uruguagio, rimasto oscuro anche in seguito.

Ci sono momenti nella storia del calcio che non si sa bene se attribuire alla penna di Stephen King, al confine tra noir e horror, oppure alla fantasia di Gianni e Pinotto, le maldestre imitazioni di Stanlio e Ollio: comiche di seconda scelta, nelle quali però può capitare di ridere molto.

Cannavaro Carini lo scambio
Cannavaro – Carini, lo scambio più pazzo del mondo – Boomerissimo.it

Al centro della trama, che si snoda nei primi anni del terzo millennio c’è una squadra che sul mercato si è mossa molto, spendendo moltissimo e non sempre (useremo quest’ eufemismo rispettoso del fair play) raccogliendo quando le generose ed entusiaste tasche del suo presidente, Moratti Jr,, avevano seminato.

Le molte vite di Fabio Cannavaro

Cannavaro è un ragazzo di Fuorigrotta che al Napoli debutta e si mette in luce ancora giovanissimo. Il Napoli di quei tempi, intorno al 1995, è però una squadra povera, costretta a subire le scorribande di rivali ben più economicamente solide. È il caso del Parma di Calisto Tanzi, che economicamente solido si scoprirà non essere, ma solo molto dopo. In quel 1995 in cui si porta il giovane difensore al Parma e allestisce una retroguardia di sogno, con Buffon e Thuram, Tanzi sembra un magnate in piena salute finanziaria, e di soldi ne spende molti: 13 miliardi per un giovane difensore, una cifra che fa alzare il sopracciglio, ma rientrerà presto con gli interessi.

L’ Inter con lo scudetto in tasca

Il Parma è una squadra che sta per avvicinarsi all’apice della sua storia calcistica ma non è ancora una grande. Grandi sono, per esempio, la Juventus e l’Inter che in un drammatico 5 maggio del 2002 si giocano uno scudetto che l’Inter sente già cucito sulla maglia e che invece finirà a Torino, tra polemiche e accuse che 21 anni dopo sono ancora lontane dal placarsi. Eviteremo accuramente di mettere i piedi in questo campo minato, limitandoci a ricordare che è un’Inter assetata di vittoria e di vendetta quella che si getta sul mercato estivo. È l’Inter del dopo Ronaldo, guidata dall’ hombre vertical Hector Cuper: genio del futebol argentino, non ancora pienamente espresso (e che tale resterà) ma sul quale il Presidente Moratti investe tutta la sua fiducia, e anche buona parte delle sue fortune. Cuper vuole molto per garantire il prossimo scudetto.

Lo scambio Cannavaro – Carini non fu uno dei migliori colpi di mercato di Massimo Moratti – Boomerissimo.it

E Moratti firma, firma, firma. Tra le altre cose firma un assegno da 23 miliardi per Fabio Cannavaro, che piace a Cuper, come molto altro. Cuper e Moratti comprano tutto: si avventano sugli scaffali del mercato come bambini affamati in un negozio di caramelle. Tanzi ne esce con uno dei migliori colpi finanziari di una carriera che da lì a qualche anno lo porterà in carcere. Cuper si ritrova un centrale di cui non sa bene che farsi e che decide di trasformare in terzino. Come spesso avviene in questi casi l’operazione non riuscirà. L’ Inter perde lo scudetto, Cuper la panchina, Cannavaro si ritrova come costosissimo omaggio al successore di Cuper, Zaccheroni che ha idee completamente diverse (che non si dimostreranno di maggiore successo, ma questa è un’altra storia). Alla fine della stagione l’Inter ha un nuovo allenatore ancora, Mancini, e Fabio Cannavaro si ritrova nel mazzo delle figurine da scambiare.

Lo scambio più folle del mondo

Mancini non si cura di Cannavaro, in difesa si sente coperto. Il napoletano è pur sempre un giocatore che pesa nel bilancio per 23 miliardi ma che all’Inter perennemente in cerca del colpo magico per vincere tutto non ha combinato molto. La pressione per vincere, subito, anzi prima è come al solito alle stelle. Più che un mantra è un imperativo urgente, immediato, che può far passare in secondo piano anche qualche ennesimo, piccolo (ahem) sacrificio economico.

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Nel frattempo, a qualche centinaio di chilometri da Milano c’ è un.uomo con molte ombre, molti difetti, ma una sicura qualità: del mercato è un predatore a sangue freddo. Sente l’odore del sangue e si muove per colpire cinicamente. Sa di un giocatore che all’Inter (come è successo a molti altri) sta vivendo il periodo più sofferto della sua carriera. Sa che l’Inter perennemente affamata di nuovo ha bisogno di liberarsi di un ingaggio pesante, che ha reso poco e niente. Non è certo che Cannavaro sia al massimo della forma, ma è certo di avere un secondo portiere uruguagio in rosa, del tutto inutile. Si chiama Fabian Carini, è stato “chiuso” da Buffon prima di poter dimostrare alcunché. Un oggetto misterioso che non ha giocato quasi mai in bianconero, è in giro in prestito dove peraltro si è gravemente infortunato pure lui. Qualcosa bisogna pur farne…

Il mistero dello scambio alla pari

Per quanto all’Inter Cannavaro stia diventando un peso, per quanto i suoi dissapori con la società si stiano aggravando, è un vero mistero il modo in cui si giunge alla decisione di cederlo in cambio di un secondo portiere il cui talento non è mai stato acclarato e la cui salute, almeno col senno di poi, è peggiore di quella del napoletano.

Luciano Moggi – Boomerissimo.it

Qualcuno è arrivato a pensare (e ci dissociamo totalmente da tale maliziosa dietrologia) che Moggi abbia orchestrato in accordo con Cannavaro e i suoi procuratori un teatrino che induce Moratti a tagliare con un colpo netto e senza incassare un soldo. Ombre sulla salute, più o meno esagerate, conflitti pesanti, frasi poco simpatiche su Facchetti: una guerra psicologica che mette l’irritabile presidente K.O. e permette a Luciano Moggi, l’uomo nero del calcio, di tornare a Torino con Cannavaro in bocca, scambiato alla pari (10 miliardi, prezzo di saldo, contro dieci miliardi, non pochi per un secondo portiere infortunato che non gioca), col nemico-amico amico di sempre. Quell’Inter che tanto ha dato alla Juventus ricevendo in cambio quasi sempre scatole vuote col mattone dentro.

Il quasi-lieto fine per la Juventus

Cannavaro da allora gioca, vince il pallone d’oro (da difensore!), diventa leggenda con la Nazionale italiana. Carini, sfiora la Pinetina, non combina niente, parte in prestito al Cagliari, se ne torna in Sudamerica, dove sparisce dai radar. Così finisce uno degli scambi più tragici e comici della storia del calcio.

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A Moratti resterà se non altro la soddisfazione della retrocessione della Juve, due anni dopo, per lo scandalo di Calciopoli. Lo scudetto, alla fine, arriva a tavolino. Non è il massimo, ma è pur sempre meglio di quanto l’ Inter degli ultimi anni abbia raccolto sul campo, nonostante l’eroico quanto maldestro impegno sul mercato.

Antonio Pintér

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Comments (

1

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  1. La “Fatal Verona” del Milan: così cade una bandiera – Boomerissimo

    […] po’ più della nostra. Non c’era dubbio che le grandi italiane nel mondo fossero Milan e Inter. La Juve vinceva solo in Italia (e noi sapevamo bene perché e percome). Ma le due maledette avevano sulla […]

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