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Pirlo Guglielminpietro, lo scambio

Milan-Inter e la pirlata del millennio: non ci sarà mai più uno scambio così

Ci sono operazioni di mercato capaci di lasciare il segno nella storia del calcio. Una è avvenuta all’inizio del 2001 ed è lo scambio che ha visto protagonisti Milan e Inter, Andrea Pirlo e Andres Guglielminpietro. A meno di sorprese comunque improbabili nei prossimi nove secoli, resterà negli annali come la pirlata del millennio.

Milan e Inter, Inter e Milan. Cugine milanesi o forse anche di più, visto che una è nata da una costola dell’altra: più antico il Milan, più giovane e ricca e per lungo tempo più titolata l’Inter, nata da una scissione rossonera nel 1908. Della irriducibile diversità antropologica tra queste due squadre chiave del calcio italiano abbiamo già parlato in questo articolo, dedicato a due dei più grandi “bidoni” che abbiano calcato l’erba di San Siro, nelle due rispettive maglie.

Pirlo Guglielminpietro, lo scambio
Pirlo – Guly, uno scambio memorabile Boomerissimo.it

Ma le grandi delusioni che coronano le grandi aspettative, i leoni tramutati in belanti agnellini nel rettangolo infernale di uno stadio esigente come quello milanese (e non solo), nel gioco della palla sono moneta corrente. Li ricordiamo come è giusto. Ma per fare davvero la storia ci vuole un quid in più, capace di elevare la sfortuna e gli incerti del gioco della fin troppo rotonda palla in qualcosa di più. Quasi epico, artistico. Occorre che la sfortuna si elevi ad autolesionismo. Ed è allora che un incidente di mercato può diventare monito sempiterno per le prossime generazioni. Monito che, come è ovvio, non verrà ascoltato. Sennò che giovani generazioni sarebbero?

Pirlo e Guglielminpietro, due talenti ancora inespressi

C’è stato un tempo, per quanto impossibile da ricordarsi, per quanto difficile persino da immaginare, in cui Andrea Pirlo, uno dei più forti e geniali centrocampisti che il calcio europeo abbia conosciuto, trotterellava ancora inespresso per il campo, giocando poco e concludendo ancora meno.

Cuper e lo scambio Pirlo Guglielminpietro
Hector Cuper, il nuovo “mago” – Boomerissimo.it

Quell’eroe, che in carriera avrebbe vestito mille maglie, a cominciare da quella della Nazionale, vincendo e convincendo con tutte, intorno all’anno 2000 si agitava ancora implume e incompreso in maglia nerazzura. Il presidente Massimo Moratti era avido di vittorie che non arrivavano e per questo aveva assunto a botte di miliardi un “mago” che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto eclissare il mitico Helenio Herrera che insieme al Moratti “vero” (cioè suo padre) aveva costruito quella serie di vittorie che ossessionava il giovane Massimo.

Quel “mago”, Hector Cuper, “hombre vertical” era, forse non casualmente argentino come il “mago” vero, quello che aveva portato a casa due coppe dei campioni negli anni ormai lontani della gloria nerazzura. Moratti il giovane si aspettava almeno altrettanto dal suo nuovo profeta calcistico, lo ascoltava con devozione. Non sapeva ancora che Cuper non avrebbe vinto mai, né coi colori nerazzuri né con altri, dopo la sua liquidazione.

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Ma la sua fine ingloriosa era allora ancora lontana: l’Inter era imbottita di campioni, destinata a vincere tutto. Ma Cuper per riuscirci pretendeva qualcosa di più, un colpo speciale. Stava facendo il diavolo a quattro per un campione che lui aveva riconosciuto tra mille già in terra argentina e che in quel momento scalciava nel Milan, amato per lo scudetto che aveva appena contribuito a vincere ma non abbastanza compreso. Un giocatore con i minuti contati, nella maglia dei cugini.

Il capolavoro di mercato di Hector Cuper

E fu così che nella mente dello stratega argentino e del suo mentore carico di assegni a molti zeri, che volavano come coriandoli quand’era il momento di “fare mercato” cominciò a materializzarsi un sogno. Una complessa operazione di mercato, uno scambio al quadrato che aveva come obiettivo quello di fregare Guly al Milan, un campioncino che stava già esplodendo, per mollare ai rossoneri l’oggetto misterioso di Brescia, quel Pirlo in cui né Cuper né Moratti vedevano il carisma del dio della palla, quello che li avrebbe sospinti di nuovo nell’Olimpo del calcio. Era un disegno astutissimo, un affarone. Un colpo di genio da volponi del calcio, destinato a irridere quei parvenu del Milan.

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Ed è così che nell’estate del 2001 il presidente Moratti comincia ad architettare la partita di bridge che con un complesso scambio quadratico libererà l’Inter dai suoi esuberi, per prosciugare il Milan dei suoi talenti in crescita: Guly e Brncic (campioncino croato che serve da schermo, oltre che per soddisfare la sete morattiana di talento pallonaro balcanico). Una cosa quasi troppo bella per essere vera. E infatti.

Guly e Brncic di qua, Pirlo e Brocchi di là

I giocatori mollati al Milan in cambio delle due grandi promesse hanno nomi che sono già una presa di fondelli. In Via Durini, tra bauscia nerazzuri, volano pacche sulle spalle per il successo di un’ operazione che ha mollato al Milan un Brocchi (che avrà una carriera più che rispettabile e discretamente vincente) e un Pirlo, in cambio di due gioielli stranieri.

Moratti e lo scambio Pirlo - Guglielminpietro
Il presidente Moratti (Massimo) – Boomerissimo.it

Sulla carriera di Pirlo, regista geniale dal piede fatato con la visione di gioco dei giganti, c’è poco da dire: una delle stelle più luminose che siano brillate nel cielo del calcio italiano. Fuoriclasse assoluto, e non solo al Milan. La carriera di Guglielminpietro rimane impressa invece per la sua tragicità: scudetto perso, finale di Champions persa, finale Uefa persa, presenze 30, gol segnati 0. Un fallimento così devastante da oscurare persino quello del “ramarro” Pancev e capace di portare Hector Cuper alla resa. Il genio calcistico su cui Moratti aveva puntato tutto (o perlomeno, come al solito, molti soldi) viene esonerato dopo due anni di sconfitte, all’indomani di un bruciante tracollo nel Derby.

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Quella umiliante disfatta del 2003 si ricorda per il primo gol di Kakà in un Milan in cui gioca anche quell’inutile rincalzo barattato qualche mese prima: Andrea Pirlo. Assente invece Guglielminpietro, che l’Inter ha da poco rifilato al Bologna. Sic transit gloria mundi.

Antonio Pintér

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