Le fan lo amavano per il suo talento di attore e per un indiscutibile sex appeal. Ma Michael Landon veniva da una famiglia dello show business, ed era molto più che un semplice attore. Eppure non tutti conoscono questo lato generalmente nascosto.
Di Michael Landon ci sono due lati che tutti conoscono, compreso il pubblico meno specializzato. Uno è quello del Little Joe di Bonanza: un ruolo di contorno, ma essenziale: allegro, amicone, sciupafemmine.

L’ altro è in un certo senso il suo opposto: il Charles Ingalls de “La Casa nella Prateria” è il condensato dei valori più stabili, duraturi, familiari, pur senza avere nulla di serioso. Sono due facce di un attore che ha saputo con queste due maschere teatrali dimostrare tutto il suo talento e la sua versatilità. Ma si tratta, appunto, di ruoli di attore. Landon era capace di essere anche molto altro.
Quel Michael Landon che il pubblico italiano non conosce
Attraverso le figure di Charles e di Little Joe, Michael Landon ha saputo parlare a pubblici femminili diverse, anche in diverse fasi della vita. Ha mostrato il lato gioioso ed entusiasta della vita di un amico. Ha preso per il mano il suo pubblico come un padre.
Ma sapevate che Michael Landon oltre a parlare e recitare, sapeva incantare il suo pubblico anche cantando? Si tratta di un lato del grande mattatore decisamente meno noto al pubblico italiano, ma molto importante per quello americano. Sin dagli inizi della sua carriera, Landon ha inciso dischi e ha cantato nel corso degli show televisivi nei quali era chiamato come ospite.
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Il primo album di Michael Landon è intitolato “The Gift of Love”. Lo incise nel 1962, facendo una collage di pezzi allora classici, e misurandosi senza paura con i grandi crooner dell’epoca, come Tony Bennett, Frank Sinatra, Bing Crosby e Dean Martin, che si sfidavano ogni giorno in questo repertorio classico americano. Ci voleva del coraggio, ma questo è un dono che a Michael Landon non è mai mancato. Il suo primo album include classici come “My Foolish Heart” e “Love Me Tender” (qui si misurava direttamente con Elvis Presley). Non contento di questa sfida temeraria, Landon scrisse anche una serie di canzoni originali e se la cantò. Quando si dice il carattere…

Molti altri dischi un po’ “d’occasione” sono nati da una costola di Bonanza e noi di Boomerissimo siamo felici di mostrarveli: qui “Little Joe” prende il vento della serie e propone al suo pubblico canzoni che la serie aveva reso famose, puntando a un successo un po’ più facile che in quel primo album-kamikaze. Ma il canto, per quanto poco noto al pubblico televisivo delle nostre parti è rimasto per tutta la carriera di Landon una passione autentica, che sfidava quelle di attore, sceneggiatore, regista e produttore.
Anche negli ultimi anni della sua carriera, Landon ha continuato a registrare musica e ha pubblicato altri album come “Michael Landon Sings” nel 1984 e “Landon” nel 1994.
Il compleanno di Dean Martin
Dean Martin il grande cantante amico di Frank Sinatra, teneva alla televisione americana uno show cantato, recitato, scherzato di grandissimo successo. Abbiamo pubblicato proprio su queste pagine una clip in cui ospita John Wayne, con una notevole sorpresa per il pubblico.
Ma quel giorno del 1968, proprio per il compleanno di “Dino”, la scaletta prevedeva la presenza di un altro attore amatissimo, cioè proprio Michael Landon. E non per recitare e fare il cowboy come in Bonanza.
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No, Dean Martin aspettava Landon al varco proprio come cantante e lo sfidò ad essere un ospite d’onore prettamente canoro. Come dire… una sfida fuori casa e con un cantante numero uno. Sarebbero tremate le vene ai polsi a molti, ma non a quel giovane, un po’ guascone e temerario Michael Landon che la prova la superò brillantemente, come potete vedere e sentire anche voi.
Era un uomo pieno di sorprese. Da lui c’era sempre da aspettarsi l’inaspettato.
Antonio Pintér


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