Tag: vallanzasca
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Vallanzasca 1987, la fuga dall’oblò: peggio di un gatto
Un oblò. Una cabina sbagliata. Cinque carabinieri alla prima traduzione. Il 18 luglio 1987, Renato Vallanzasca evade per la terza volta. E questa volta lo fa nel modo più assurdo, con il portafoglio vuoto e i piedi che sanguinano.
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Vallanzasca 1980, fuga da San Vittore: far west a Milano
Tre pistole, sedici evasi, una città sotto assedio. Il 28 aprile 1980 Vallanzasca tenta la fuga da San Vittore. Ma stavolta non c’è nessuno ad aspettarlo: solo piombo e sangue.
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Vallanzasca, la prima evasione: dal veleno alla libertà
Prima di diventare leggenda, Vallanzasca era solo un ragazzo del Giambellino con un’ossessione: tornare libero. E per farlo, trasformò il proprio corpo in un laboratorio di veleni. Milano, 1976 Per noi milanesi, che della città abbiamo vissuto una certa stagione, Renato Vallanzasca è qualcosa di diverso dal cattivo dei film e delle serie, alcune pure…
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Renato Vallanzasca e la Uno Turbo: “meglio di una Ferrari”
Renato Vallanzasca è un simbolo della Milano degli anni ‘70, della sua malavita e anche delle sue auto. Molti anni dopo, in un provvisorio momento di “libertà”, ebbe occasione di provare la Uno Turbo. E di rimanerne impressionato.
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Renato Vallanzasca 1972: l’orologio che “scottava”: sfida ad Achille Serra
Nella Milano che esplode c’è un orologio che scotta, quello di Renato di Vallanzasca. Un pezzo di gran lusso, e una sfida finita male.
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Auto criminali, la 132 blu di Vallanzasca: quel maledetto giorno a Dalmine
Ci sono auto che hanno lasciato il segno nella storia del crimine. Una è la 132 blu della banda Vallanzasca: un viaggio di sangue al casello di Dalmine
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Renato Vallanzasca e il “carelot”: primi crimini tra Lambrate e Piazza Napoli
Renato Vallanzasca è stato un ragazzo difficile, di una famiglia difficile di una Milano difficile. I suoi primi “crimini” strappano un sorriso. Eppure già allora c’era molto poco da ridere.
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Renato Vallanzasca e Francis Turatello: una relazione complicata
Sono stati il re del crimine e il suo concorrente, erede, nemico e forse (molto forse) amico. La storia di Francis Turatello e Renato Vallanzasca è quella di un rapporto davvero molto complicato.
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Renato Vallanzasca: “non c’è più la malavita di una volta”
Il “codice deontologico” di un bandito che parla del passato e crede al futuro: “voglio potermi guardare allo specchio senza sputarmi in faccia”. Ma forse il futuro di Vallanzasca adesso è davvero finito.









