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Uday Hussein e Star Wars

Uday, il figlio di Saddam, la forza non era con lui

La milizia creata da Uday erano l’ultima linea di difesa del regime con uniformi total black e un elmetto da Darth Vader. La Forza, però, non era con loro.

Da adolescenti siamo stati tutti un po’ pirla. La scelta degli abiti, dell’eloquio, delle compagnie, della musica o del cinema, siamo tutti scivolati su qualche melma. Si cresce, fortunatamente, si matura, si acquisiscono maggiori informazioni e si abbandonano certe abitudini, certe passioni.

Uday Hussein e Star Wars
Uday e Darth Vader – Boomerissimo.it®

Ci sono, però, quelli che non crescono mai. In forma poetica sono stati definiti Peter Pan, intesa come la pascoliana salvaguardia del “fanciullino” e del suo stupore. In una accezione meno aulica, sono invece dei mentecatti che si rifiutano di diventare adulti. Egocentrismo? Disturbo narcisistico di personalità? Semplice stupidaggine? A voi la scelta.

Uday Hussein

Già l’essere figlio di un dittatore sanguinario nonché ricchissimo aiuta poco nella formazione di una personalità serena ed equilibrata, ma il figlio di Saddam Hussein, Uday ci ha messo del suo.

Saddam e il figlio
Uday con papà (screenshot YouTube) – Boomerissimo.it®

Il primogenito playboy del dittatore, ha vissuto la sua vita come un film di Tarantino, splatter e in più privo di buon gusto. Erede designato (almeno finché non ha esagerato pure per i parametri familiari), collezionava auto di lusso come figurine. Purtroppo quelle auto sono andate in gran parte distrutte. Uday ne aveva combinata una di troppo e Saddam fece di tutte quelle Ferrari, Lamborghini e Porsche un bel falò, come abbiamo raccontato qui. Oltre alle auto aveva un’insana passione per le donne che rapiva per strada e portava in “feste private” dove il consenso era un optional. Nonostante i dettami del Corano, Uday beveva alcol a fiumi (scotch e curry indiano, il suo pairing preferito). Non si faceva mancare sigari cubani, armi in oro e, giusto per far qualcosa di artistico, torture creative.  Ad esempio, faceva bastonare i piedi agli atleti che perdevano (lui era presidente del Comitato Olimpico), fino a bagni acidi e sarcofagi chiodati per chi non gli stava simpatico. The last but not the least era un fan sfegatato di Star Wars. Una passione sana, tra tante malate. E invece no.

I Fedayeen di Saddam

Nel 1995 il devoto primogenito mette in piedi una milizia paramilitare fedele al regime baathista: i Fedayeen Saddam (“Coloro che si sacrificano per Saddam”). Oltre a crearla per amore e salvaguardia di papino, Uday ne era il comandante. Iniziò con circa 15.000 reclute e raggiunse il picco con 40.000 membri. Nel 1996 il comando passò temporaneamente al fratello Qusay, ma tornò a Uday prima del 2003.

L’insegna della milizia – Boomerissimo.it®

Serviva come “ultima linea di difesa”, polizia segreta interna, expertise in torture ed esecuzioni contro oppositori politici, e deterrente contro diserzioni nell’esercito iracheno. Reclutati soprattutto a Tikrit e dalla tribù Al-Bu Nasir (quella di Saddam), erano considerati “politicamente affidabili” e operavano al di fuori dalla legge. Non erano un corpo d’élite di protezione personale di Saddam, ma una milizia fanatica per il terrore interno. Avevano un addestramento minimo in quanto non professionisti. Molti erano volontari senza stipendio ufficiale e si mantenevano con le estorsioni. Nel 1998 Uday creò il braccio giovanile Ashbal Saddam (“Cuccioli di Saddam”). Erano ragazzi dai dieci anni in poi che venivano iniziati all’uso delle armi da fuoco, tattiche anti-carro, incursioni con elicottero, più lezioni di ideologia. Nonostante gli sforzi erano considerati di “bassa qualità militare” da analisti occidentali, più adatti al terrore che a combattimenti convenzionali. 

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Fondi e ti metti a capo di una milizia senza pensare al suo look? Certo che no. Uday, nell’elaborare l’outfit, si fece guidare dalla sua passione per Star Wars. Alcuni prescelti indossavano uniformi nere e un elmetto anch’esso nero in fibra di vetro molto simile a quello di Darth Vader di Star Wars

Darth Vader iracheni

Un originale dell’elmetto – Boomerissimo.it®

Uday voleva un look intimidatorio e “sinistro” per terrorizzare  popolazione e i nemici. L’uniforme total black e l’elmetto nero creavano un’immagine teatrale da “uomo nero”. L’elmetto era in fibra di vetro (non balistico, praticamente inutile contro proiettili), con guardia collo/orecchie profonda e punta centrale pronunciata. Sul lato destro aveva un badge in gomma con la silhouette di Saddam e il motto della milizia “Allah, al-watan, al-qa’ed” (Dio, patria, leader). In alcuni esemplari il badge con Saddam era montato capovolto, a volte la fretta. A causa della scarsa preparazione e complice l’elmetto che proteggeva nulla, la milizia fu decimata durante l’invasione del 2003. Provò a resistere con attacchi suicidi, tattiche di guerriglia e imboscate, ma fu sconfitta dal fuoco americano e dalla mancanza di supporto popolare. Si dissolse de facto ad aprile 2003 (caduta di Baghdad), de jure il 23 maggio 2003 dall’Ordine 2 dell’Autorità Provvisoria della Coalizione di Paul Bremer. Uday e Qusay furono uccisi a Mosul il 22 luglio 2003. Alcuni ex Fedayeen finirono tra i quadri iniziali dell’ISIS, secondo Der Spiegel 2015.

La Forza non era con lui – Boomerissimo.it®

Molti veterani e osservatori internazionali descrissero l’incontro con questi “Darth Vader iracheni” come qualcosa di comico, un mix di pose aggressive e look da film di fantascienza in mezzo al deserto. Di tutto questo sfoggio di crudeltà esistono ancora gli elmetti.  Molti sono esposti in musei britannici (Army Flying Museum e Imperial War Museum North). Molti altri furono presi dai soldati USA come souvenir; oggi si trovano in collezioni private o sul mercato di memorabilia militari.  Nonostante il design da Signore Oscuro, i Fedayeen non riuscirono a “usare la Forza” contro la coalizione. Un veterano commentò: «Star Wars incontra l’esercito USA». E perde, aggiungiamo noi. 

Antonietta Terraglia – copyright Boomerissimo.it®

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