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Lawrence d'Arabia

Lawrence d’Arabia: latte, brandy, gommapiuma e alla fine nacque un re

Un pezzo di gommapiuma, un cammello e un cinegiornale: nel deserto di Lawrence of Arabia c’è una storia che i social raccontano a metà. 

Lawrence d’Arabia è uno di quei film che dovrebbero avere tutto per piacermi (a cominciare dai cammelli, di cui apprezzo le corse e che ho anche provato a cavalcare per conto mio, in una vita precedente).

Lawrence d'Arabia
Peter O’Toole in Lawrence d’Arabia – Boomerissimo.it®

Eppure, complice una lunghezza un po’ troppo contemporanea (sembra che fare film sotto le 3 ore sia diventato fuori moda) credo di non essere mai riuscito a vedere fino in fondo. A riaccendermi l’interesse per il colossal è stato il nostro lavoro quotidiano qui a Boomerissimo.it, un posto dove cerchiamo il lato curioso e inaspettato di storie del passato che tutti credono di conoscere, e invece generalmente no.

Peter O’Toole, il padre della spugna

E’ così che cercando e spigolando, siamo arrivati a una storia di set tra il curioso e l’assurdo. Narrano le voci social, da noi incrociate che Peter O’Toole  stremato da quanto sia scomodo cavalcare un cammello per giorni — comprasse in un mercato locale in Giordania un ritaglio di gommapiuma da porre tra l’augusto deretano e la dura sella in dotazione col cammello. L’idea ebbe tale fortuna da diffondersi a macchia d’olio tra i beduini locali che, apprezzandone la comodità, ribattezzarono il divo scozzese “Father of the Sponge”.

Lawrence d'Arabia
Lawrence d’Arabia (screenshot dal Trailer) – Boomerissimo.it®

È quel tipo di semplice storia da set che si appiccica subito alla fantasia di gente come noi, e che ti spinge a chiederti cosa ci sia dietro, e se non ci sia per caso altro da sapere. E da sapere, effettivamente c’era. Là, tra i deserti d’Arabia, in mezzo alla leggenda e all’avventura, durante le riprese, nasce una seconda storia, questa volta vera, e d’amore. È soprattutto destinata ad entrare nell’albero genealogico della Casa Reale di Giordania. Facciamo un passo indietro, di quelli che nel gossip si sono sempre fatti raramente, e oggi ancor di più nei giornali normali, che ci hanno abituati a un livello di cialtroneria di fronte al quale il vecchio rotocalco da parrucchiere sembra il New York Times (a ripensarci, forse non il più grande esempio di accuratezza, come vi abbiamo raccontato proprio qui su Boomerissimo, ma andiamo avanti). Si tratta di separare tre livelli:  cosa è documentato, cosa è plausibile ma non robustamente agganciato a una fonte primaria. E cosa è solo un bel “pacchetto” narrativo troppo bello per essere vero.

Alla ricerca della verità

Partiamo dai dati certi. Esiste un documento granitico: un servizio ITN (Independent Television News), la prestigiosa società britannica di informazione e produzione giornalistica sul matrimonio tra re Hussein di Giordania e la sua sposa britannica, Antoinette “Toni” Gardner, originaria del Suffolk. Su questo i dubbi non sono possibili. È un classico cinegiornale d’epoca: dopo la cerimonia la coppia esce sui gradini di un palazzo reale, viene accolta da applausi spontanei dei sudditi entusiasti, posa per le fotografie, il re rilascia una breve dichiarazione ai media e poi i neo-sposi salgono su un’auto scoperta per una carovana motorizzata tra le strade affollate di Amman, fino alla residenza di campagna dove passeranno felici la loro luna di miele. Matrimoni di potenti re con regine venute del nulla: fiabe d’altri tempi. Ma questa volta sotto l’occhio del cinegiornale.-Toni Gardiner nelle biografie ufficiali di arabizzerà e diventerà Muna al-Hussein, madre di Abdullah II, l’attuale re di Giordania, di cui Boomerissimo vi ha raccontato una delle più incontenibili passioni.

Lawrence d'Arabia
Re Hussein, la regina Muna e il piccolo Abdallah: la famiglia al completo (Wikimedia Commons) – Boomerissimo.it®

Nell’abbacinante mistero d’Oriente le storie si sdoppiano e i lettori più avvertiti potranno chiedersi a questo punto cosa c’entri un pezzo di gommapiuma strategicamente piazzato sotto il fondoschiena di Peter O’Toole con una fiaba, per quanto anch’essa araba, come il matrimonio tra Hussein e Muna. Un mistero che Boomerissimo ha voluto dipanare per voi.  Procediamo, dunque. Da sempre le voci di set e i ritagli della stampa popolare hanno raccontato della segretaria assistente di produzione caduta vittima del fascino regale (o viceversa). Che l’attuale Re di Giordania sia nato nel 1962 proprio da questa relazione è già meno noto. Raramente raccontato è invece che la fiaba regale non ebbe un lieto fine, o almeno non lieto in senso tradizionale: il matrimonio si concluse con il divorzio nel 1972. Hussein di Giordania sarebbe rimasto, almeno per un breve periodo (prima del terzo dei suoi quattro matrimoni), ragazzo padre, benché coronato. 

Spugne, ma da bere

Chiarito e incardinato nella storia la fiaba della regina – segretaria, resta da gettare luce sulla seconda delle leggende di Lawrence d’Arabia ovvero, appunto, la spugna. A illuminare la vicenda, che altrimenti si potrebbe considerare una leggenda metropolitana, fu fortunatamente lo stesso protagonista in una lunga intervista su Esquire

“May I tell you a camel story?”

–Peter O’Toole

La scena è quella della famosa carica di cammelli di ‘Aqaba: un miglio e mezzo di galoppo forsennato. Davanti Omar Sharif e O’Toole a dorso di cammello, dietro “cinquecento stalloni arabi”. Impresa cinematografica epica e densa di pericoli, che non sfuggono ai due. Il giorno delle riprese Omar Sharif comincia a sudare freddo, calcola le probabilità di cadere e decide di legarsi al cammello. O’Toole combatte l’ansia a modo suo e decide di ubriacarsi. Sharif conclude che conviene fargli compagnia. Il drink selezionato dai due esperti può lasciare perplessi, ma è un classico delle casalinghe britanniche: latte e brandy. “Fu terrificante”, racconta O’Toole. Non meno terrificante è la ripresa con i due che finiscono in mare. Sharif a testa in giù, ancora legato al suo cammello. 

Lawrence d'Arabia
Lawrence d’Arabia, il poster – Boomerissimo.it®

In confronto al rimedio per la paura, quello per il mal di “soprassella” si può definire innocuo. E al contrario del latte con il brandy, incompatibile con le convinzioni religiose dei beduini, la “spugna” di gommapiuma ha successo, si diffonde, diventa autoctona. 

Mal di cammello, la soluzione O’Toole – Boomerissimo.it®

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Una segretaria che passa dalle scartoffie del set al trono, incrociando le follie di un attore ricco di inventiva e non solo artistica. Anche di questo è fatta la leggenda di Lawrence d’Arabia. Prendetene nota la prossima volta che tenterete di resistere alla carica dei suoi 228 minuti.

Antonio Pintér – Copyright Boomerissimo.it®

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